Superbike: Marco Melandri, l’appiedamento adesso è un problema

Superbike: Marco Melandri, l’appiedamento adesso è un problema

Fuori tempo massimo si stanno muovendo tutti, anche la Dorna. Ma per salvare il 2019 dell’italiano più noto servirebbero una moto e un team

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
Marco Melandri

Marco Melandri disoccupato adesso sta diventando un problema. Le implicazioni dell’appiedamento del pilota italiano più noto e più vincente in attività nella Superbike erano facilmente preventivabili. Su questo sito avevamo lanciato il grido d’allarme ben prima che la Ducati decidesse di silurare Marco per far posto allo spagnolo Alvaro Bautista.

ESPOSIZIONE – Adesso pare si sia mosso anche il promoter Dorna, preoccupato del calo d’interesse che il Mondiale potrebbe registrare nel Bel Paese in assenza di Melandri. Che, a 36 anni, nonostante siano passati tre lustri dall’iride in 250 e più di dieci anni dalle stagioni migliori in MotoGP, resta pur sempre l’unico pilota Superbike abbastanza conosciuto anche dal pubblico “generalista”, cioè fuori dalla cerchia di appassionati duri e puri. E’ un grave errore di prospettiva dire che la Superbike non ha visibilità. Nel week end di Phillip Island, quando Marco Melandri fece doppietta, il Mondiale ha guadagnato per due giorni di fila la prima pagina de La Gazzetta dello Sport e per tre giorni l’apertura della pagina motori.  Quando il campionato propone motivi di interesse e personaggi, eccome se tira. Smette di attrarre quando non ci sono più sfide, la Ducati non vince e gli italiani latitano. Provate a togliere tutti i piloti italiani dalla MotoGP e non far vincere più la Ducati e poi vediamo quanto sprofonda l’interesse dei media italiani per la top class…

SENZA PARACADUTE – Dorna si sta muovendo, ma sarebbe interessante sapere come. Ci sarebbe ancora una Honda libera, ma pare che ci abbia già messo il sedere sopra Tom Sykes, e che mancherebbe solo il placet (e il budget…) dal Giappone.  Game over, perchè questa era (potrebbe ancora essere?) l’ultima spiaggia. Il resto delle ipotesi sul tappeto, ad oggi, sono assai fumose, compresa la terza Yamaha di cui si parla da mesi. A Magny Cours sarà interessante capire cosa salta fuori. La speranza è l’ultima a morire…

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