Superbike Laguna Seca: Yamaha e Honda, un nuovo disastro

Superbike Laguna Seca: Yamaha e Honda, un nuovo disastro

Tre piloti su quattro fuori dalla Superpole 2. Le marche che dominano la MotoGP in Superbike non riescono a rialzare la testa.

Superbike Laguna Seca: è stato un venerdì nero per Yamaha e Honda.

Tre piloti su quattro fuori dalla SP2 e distacchi pesantissimi sono il magro bilancio. Alex Lowes, 8° tempo, è  incappato anche in una innocua scivolato e ha incassato quasi un secondo di ritardo dalla Ducati di Chaz Davies. Van der Mark è 13° a 1”330:  sono distacchi abissali su un tracciato lungo appena  3610 metri. (qui cronaca e classifica prove 2)

La Honda ancora peggio: Stefan Bradl 14° a 1”503, il californiano Jake Gagne occasionale sostituto di Nicky Hayden addirittura 17° a oltre 2”. Entrambi sono anche volati via nella FP2, senza danni. 

cover bradlAlex Lowes è categorico. “Abbiamo fatto passi indietro rispetto alla passata stagione, quando su questo tracciato non eravamo andati male. Adesso la R1 fa molta fatica ad entrare in curva, ho provato molte cose ma senza trovare soluzione.”  Strano, perchè dall’anno scorso Yamaha ha preso il controllo diretto delle operazioni Superbike, cambiando tantissime cose, irrobustendo il settore elettronico che nel 2016 era Tallone d’Achille. Ma i risultati non si vedono: l’unico è stato Misano, con l’olandese al comando per buona parte della corsa, prima di essere tradito dall’afflosciamento dello pneumatico posteriore. Alex e van Der Mark sono sempre più demotivati ed è comprensibile che stiano già pensando alla 8h di Suzuka (30 luglio), dove faranno parte dell’equipaggio di punta Yamaha imbattuto da due edizioni e con il tris nel mirino. 

Jake Gagne in pista
Jake Gagne deb nel Mondiale

La Honda è un mistero ancora più incomprensibile. La nuova  CBR-RR Fireblade non è nata bene, anche i team satellite impegnati in altri campionati hanno avuto partenze di stagione difficili. Ma nel British Superbike, tanto per fare un esempio, Jason O’Halloran e Dan Linfoot poi hanno cambiato marcia, e adesso corrono per il podio. In Giappone la Honda è al comando del campionato All Japan Superbike. Okay, sono campionati diversi, con regolamenti più “basic”, ma la sensazione che il team del Mondiale navighi a vista, senza una direzione, è palpabile. Non si comprende, per esempio, come a due mesi dalla tragedia di Nicky Hayden non sia stato ancora trovato un sostituto capace, almeno, di contribuire allo sviluppo del progetto. 

E’ una situazione assurda, perchè Stefan Bradl  se avesse un potenziale appena discreto potrebbe giocarsi il podio ogni volta. E’ un ex campione del Mondo, un pilota che è andato forte (a volte molto forte…) anche in MotoGP. 

Foto DIEGO DE COL

Superbike Laguna Seca cronaca e classifica prove 2

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