Superbike: Ciao Thailandia, adesso quale sarà la nuova frontiera?

Superbike: Ciao Thailandia, adesso quale sarà la nuova frontiera?

Le derivate dalla serie saluteranno Buriram dopo quattro edizioni. Adesso che la strada per la MotoGP è segnata, la SBK non serve più

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
Buriram spettatori

Fra la Superbike e la Thailandia fù amore a prima vista. Grande entusiasmo, tribune stracolme e record di spettatori stagionali: 83.739 nel 2015, 81.346 nel 2016 e 80.379 la passata stagione, riportando le statistiche ufficiali Dorna. Ma il sogno è finito, il contratto è in scadenza e (salvo sorprese) non verrà rinnovato. Il promoter spagnolo ha spianato la strada all’arrivo della MotoGP, che qui correrà il prossimo ottobre, la missione Superbike è finita.

STRATEGIA – La breve parabola del round Thai dovrebbe farvi capire tante cose. La Dorna ha preso la Superbike per neutralizzare una possibile insidia, e quando capita usarla come testa in ponte per scoperta di nuovi tracciati e nuovi mercati. Per tre anni l’arrivo del Mondiale è stata una festa, ma quest’anno l’entusiasmo  a Buriram c’è stata un mese fa coi i test invernali della MotoGP: il paddock era stracolmo di gente, di aree commerciali, di sfilate di motorini truccatissimi. Oggi, per la prima giornata di qualifiche Superbike, l’atmosfera era ovattata: nello stesso paddock c’erano quattro gatti, e nell’imponente tribuna la gente si sarebbe potuta contare. i thailandesi hanno comprato il biglietto per il main event, cioè la MotoGP, e la Superbike anche qui è diventata un surrogato. Game over.

E ADESSO? – Dorna ovviamente non potrà fare a meno di un evento sostitutivo in Asia. Lo chiedono a gran voce le Case e i fornitori coinvolti nel campionato. Trovare una sede alternativa alla Thailandia però non sarà facile. In Indonesia non ci sono ancora tracciati pronti e finiti, in Corea ci sarebbe l’impianto ma ci vogliono anche i soldi, tanti. Fosse solo una questione di circuito la Superbike sarebbe potuta restare a Sepang, ma i malesi non vogliono pagare, avendo già la MotoGP. Quindi non resta che aspettare le mosse di Dorna: vediamo da che parte spunterà il nuovo coniglio dorato.

CONCORRENZA – Trovare un posto al sole in Asia è fondamentale anche per altri motivi. Nel 2019 l’ARRC (Asian Road Racing Championship) aggiungerà la Superbike al format di gare che adesso comprende 150,250 e Supersport. La top class delle derivate dalla serie ha visto proliferare negli ultimi anni i campionati nazionali in quest’area del Mondo: Thailandia, Malesia, Corea, Filippine. Anche in Cina corrono le Superbike. Se  ARRC riuscisse a convogliare l’interesse di Case, team e sponsor in una serie pan-asiatica (il campionato corre anche in Australia….) potrebbe diventare – alla lunga – un serio competitor per Dorna. Anche perchè tra i più solidi partner di ARRC c’è anche Honda, che non corre in forma diretta nel Mondiale dal lontano 2002. Nessuno dorme più sonni tranquilli in questo mondo globale, neanche i giganti.

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