Rossi tradito e infuriato ma la pista non mente mai

Rossi tradito e infuriato ma la pista non mente mai

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Ma dove vai se la gomma giusta non ce l'hai? Lo sa bene Jorge Lorenzo, che senza la soluzione preferita aveva preso una legnata colossale in Olanda, solo terzo a ben sedici secondi da Valentino Rossi. Stavolta è stato il leader del Mondiale a soffrire  le Bridgestone troppo dure per il suo stile. Su un tracciato terribile per l'integrità delle gomme il fornitore giapponese è andato sul sicuro. Troppo, per Valentino. Phillip Island ha rimescolato le carte della MotoGP con una sfida meravigliosa tra quattro fuoriclasse pazzeschi. Ma non dimenticate che dietro il talento c'è sempre la tecnica. Nessuno vince se moto, assetti e aderenza non sono accordati alla perfezione. Da primo a quarto è questione di dettagli. Invisibili, eppure decisivi.

Marc Marquez, un giro finale da mago

C'E' SPORT PIU' BELLO?– Lorenzo aveva già vinto ma Marquez è un mago, il suo folle giro finale è stato un regalo per Rossi e ha riportato alla mente il trionfo di Wayne Gardner nel '90, con la carenatura della Honda 500 NSR a brandelli dopo mille sportellate con Mick Doohan e Wayne Rainey. Nomi leggendari scolpiti nella storia, i ragazzi di oggi forse non hanno lo stesso  fascino romantico ma quanto vanno forte! Sulla pista più amica Rossi era partito con l'idea di vincere e chiudere la partita con Lorenzo. Ma in una gara sul filo del rasoio gli è mancato un pizzico di aderenza in più per provare a battere l'inseguitore e tenere testa al formidabile motore Ducati ben sfruttato da Andrea Iannone in crescita esponenziale. La Yamaha #46 sembrava più lenta in rettilineo della gemella di Jorge, ma non era questione di potenza, piuttosto di velocità di percorrenza dell'interminabile curvone finale: se  la gomma scivola non puoi uscire forte e  paghi sul dritto. A Phillip Island funziona cosi.

Jorge Lorenzo torna a -11 punti e resta in corsa

LA PISTA NON MENTE – Nel giro finale i due pretendenti al titolo hanno perso il doppio duello con Marquez e Iannone. Chiaro che Lorenzo e Rossi non potessero prendere gli stessi rischi di avversari partiti senza la stessa, enorme pressione. Ma hanno ceduto perchè non avevano più gomma per resistere agli attacchi. Alla fine Valentino ci ha perfino guadagnato: secondo-quarto è stato meglio di un ipotetico primo-terzo, due punti in più potrebbero far comodo. In casa Rossi resta il rammarico per il podio sfumato: battere Iannone avrebbe limitato i danni e dato un senso completamente diverso alla sconfitta australiana.  Con soli undici punti di margine  Valentino in Malesia non potrà correre in difesa, dovrà battere Lorenzo per arrivare a Valencia con un vantaggio di sicurezza. Gomme soffici o dure, la pista non mente mai.

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  1. DesmoAngelo - 2 anni fa

    Buonasera sig. Gozzi,
    prima della gara australiana avevo avanzato l’ipotesi che Valentino soffrisse le gomme dure (http://paologozzi.gazzetta.it/2015/10/13/il-giorno-piu-lungo-di-rossi-e-biaggi/#comments)
    Sapendo che Bridgestone “per stare tranquilla” aveva portato coperture extra hard, ero certo che Valentino non avrebbe avuto il passo di Lorenzo e le prove sembravano confermarlo.
    In gara, invece, Valentino ha dimostrato di avere lo stesso ritmo di Lorenzo, anzi forse anche leggermente migliore.
    Invece sia ad Aragon che qui ha perso il corpo a corpo col suo diretto avversario.
    Se escludiamo Misano, dove alla fine è andata bene, Vale aveva sempre portato a casa il massimo possibile da ogni gara, vincendo quando era a posto, limitando i danni quando non lo era.
    Ora invece ha perso 4+3 7 punti, che potrebbero risultare fondamentali nella corsa al titolo, proprio nella sua specialità assoluta: il corpo a corpo.
    Che gli sia venuto il “braccino”? O è solo una questione squisitamente tecnica?

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    1. Paolo Gozzi - 2 anni fa

      Ciao, il “braccino” non credo, la mia idea è che Valentino Rossi in Australia volesse chiudere il discorso. Anche senza vincere (Marquez quando tutto fila è imbattibile…) “bastava” stare davanti a Lorenzo per dare la spallata decisiva al Mondiale. Non è andato piano, è arrivato a poco più di un secondo da MM93, ma evidentemente gli mancava quel pizzico di competitività in più per fare la vera differenza. Che a Phillip Island ha fatto spesso. Vediamo che succede a Sepang… Saluti

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  2. akiraryo - 2 anni fa

    Ciao Paolo
    si certo sono d’accordo la classe cristallina di Iannone non si discute
    una volta era super sul giro secco ma spesso aveva problemi in gara
    non possiamo sapere se per suoi demeriti o problemi di setting
    comunque rovinava precocemente le gomme.. adesso ha fatto esperienza e probabilmente in Ducati lo gestiscono meglio…..
    e a vedere in TV non sembra secondo a nessuno.

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  3. akiraryo - 2 anni fa

    con 11 punti di vantaggio Rossi/Lorenzo e 50 ancora da assegnare
    fanno due gare co se fosse la prima di campionato nessuno dei due si puo’
    risparmiare ci guadagnamo noi spettatori
    Grande Iannone gran gara che dire. tanto con i se e i ma non si va’ da nessuna parte ma un podio fa bene a lui e a Ducati…
    certo che con quel motore se corressero a Monza……
    avrebbe nel taschino 1 secondo al giro almeno sulle yamaha
    e 1/2 sulle honda

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    1. Paolo Gozzi - 2 anni fa

      Ciao, la Ducati ha un supermotore ma occhio che a Phillip Island conta moltissimo uscire forte dall’interminabile curvone finale. Quindi diamo merito anche a Iannone che ha disputato una corsa super. Di questo passo i “magnifici quattro” diventeranno…cinque! Saluti

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  4. padronemacchia - 2 anni fa

    Ho un’opinione diversa sulla gara: visto il modo in cui i tre litiganti (Rossi,Marquez e Iannone) hanno per ben due volte ricucito il distacco da Lorenzo la mia impressione è stata che il maiorchino tra i 3 fosse il più lento e che Rossi abbia semplicemente sbagliato strategia (come Iannone d’altronde). Se invece di dare spettacolo – ottimo per noi, meno per il cronometro – avessero trovato un’intesa credo che Lorenzo non sarebbe arrivato sul podio. Quello sfortunato ieri è stato Valentino…Un saluto

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  5. luis_mazza - 2 anni fa

    Salve Paolo.
    Io sono uno di quelli dispiacuti per il podio sfuggito a Rossi ma penso il risultato sia quello giusto e una dimostrazione di sincerita e purezza che oggi giorno manche nello sport.
    Ora al mio commento vero; penso iannone abbia sbaglito strategia, ha corso una grande gara ma stando nel gruppo di punta ha usato una strategia di quinto sesto-posto facendo tanti sorpassi e avendo un missile per moto penso era meglio stare dietro marquez o Rossi e quando stessero tutti attacati a lorenzo attacare come ha fatto e forse la vittoria o almeno il secondo posto lo prendeva. Forse a 300 all’ora non pensi a questo e ia deve ancora prendere la abitudine di stare con el gruppo davanti.
    Saluti

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