Resurrezione Ducati? Bastava un pilota

Resurrezione Ducati? Bastava un pilota

Carlos Checa si dà una mossa e in Russia la Ducati Panigale torna magicamente nei quartieri nobili della Superbike.

La Rossa è stata protagonista fin dalle libere del mattino realizzando lo stesso 4° tempo a 432 millesimi dalla Bmw di Melandri. Nella qualifica Carlito è partito di gran carriera e nella fase centrale del turno è rimasto per quasi sette minuti al vertice. Poi è stato superato da Sykes, Giugliano e Melandri ma il senso della giornata non cambia: la Ducati non è affatto in disarmo e il disastro di Imola non era da attribuibile a cause tecniche. Ma, in gran parte, al cattivo stato di forma (anche mentale) dell’ex campione del Mondo.

Carlos Checa, 41 anni, campione del Mondo 2011 (Alex Photo)

Che la moto ci fosse si era capito al debutto in Australia, quando Carlos Checa partì davanti a tutti dopo aver stracciato il primato di Phillip Island con una prestazione che sarebbe valsa la terza posizione sulla griglia MotoGP dell’ottobre precedente. Ma da lì era cominciato un calvario di incidenti di tutti i tipi: con la moto, nell’esibizione in kart ad Aragon e perfino allenandosi in bici. Carlos si era fratturato un piede e lesionato la spalla sinistra in maniera grave, soffrendo per mesi. La forma precaria e risultati sempre più negativi gli avevano tolto convinzione. Una crisi culminata ad Imola, dove Checa sembrava un pilota svuotato e in disarmo. In tre settimane, complici anche le tre giornate di test tra Imola e Misano, è riuscito a ritrovare se stesso.

Fuoco di paglia? No. Perchè la Ducati in quattro settori su cinque, quelli più guidati, è al livello della Kawasaki e va più forte di Aprilia e Bmw. Il calcolo è semplice: la bicilindrica ha accusato complessivamente 354 millesimi di distacco dalla Kawasaki, 306 dall’Aprilia e 43 dalla Bmw. Nel solo settore quattro, cioè l’unico rettilineo (circa 900 metri) del Moscow Raceway Checa accusa un ritardo enorme: 8”752 contro 8”299 l’Aprilia di Laverty, 8”332 della Bmw di Melandri e così via. Sykes percorre quel tratto in 8”453 (-0”299), quindi nel resto del circuito il britannico ha soltanto 55 millesimi di vantaggio. Nel misto la Ducati ha 377 millesimi di vantaggio sulla Bmw che su questo tracciato, con lo stesso Melandri, anno scorso fece primo e secondo volando in testa al Mondiale.

Nei test di Misano sono state introdotte novità d’elettronica (sistema antinpennamento) ed è stata cambiata la posizione in sella. Adesso servirebbero più cavalli perchè la lista delle velocità è un pianto: la Ducati è passata a 289,4 km/h contro 310,5 della RSV di Laverty, 307,8 della Bmw di Melandri. La Kawasaki di Sykes è ottava con 303,4. Checa è penultimo, dietro anche a tutti i privati eccetto la Kawasaki Pedercini di Sandi che chiude la lista.

Carlos Checa sulla Ducati Panigale al Moscow Raceway (Alex Photo)

L’handicap  in rettilineo persiste  nonostante dal precedente round di Imola la Ducati non abbia limitazioni ai condotti di aspirazione per la norma regolamentare che aiuta le marche in difficoltà.

In questi mesi di crisi nera ne hanno detto di tutti i colori sulla Panigale: che fosse progettata male, che il telaio monoscocca non avrebbe mai funzionato e che sarebbe stato necessario tornare al traliccio in tubi delle precedenti versioni.  E molto altro ancora. In realtà ci domandiamo: dove sarebbe la Rossa con un motore più potente? Nei panni degli avversari non saremmo così tranquilli perchè a Borgo Panigale ci sono motoristi in gambissima e anche il team Alstare, che ultimamente ha avuto una certa libertà nell’evoluzione, potrebbe dare una grossa mano. L’asso nella manica è Bruno Bailly, un autentico mago che è già riuscito a mettere le ali alla Suzuki GSX-R (ricordate Leon Haslam spina nel fianco di Max Biaggi nella stagione 2010?) ed è tornato a casa dopo due stagioni in Bmw.

La moto c’è, serviva solo ritrovare il miglior Carlos Checa.

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