Non preoccupatevi, Marco Melandri resta al centro del progetto Bmw

Non preoccupatevi, Marco Melandri resta al centro del progetto Bmw

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Adesso che vanno di moda i social network chiunque può dire la sua su qualsiasi argomento. Funziona esattamente come funzionava nei Bar Sport di un tempo. La scintilla era quasi sempre la notizia del giorno letta sulla Gazzetta dello Sport spaginata sul frigo dei gelati. Bastava che uno entrasse in argomento per scatenare opinionisti, bastian contrario, pseudoesperti.  Finiva spesso che i pensieri più arguti uscissero dalla bocca dello scemo del paese.

L'annuncio della rivoluzione Bmw ha scatenato una ridda di ipotesi e commenti. Uno dei più frequenti, più o meno, ha suonato cosi: “Che sfiga Melandri, le squadre dove corre chiudono. E adesso che farà?”.

I motointernauti ricordano bene che Melandri ha già visto abbassarsi  dietro di lui le serrande di tre box: Kawasaki Hayate MotoGP (2009), Yamaha Superbike (2011) e adesso Bmw Motorrad. Stavolta però è molto diverso, il futuro di Marco non è minimamente in discussione. E vi spieghiamo perchè.

1.Melandri resta al centro del progetto Bmw Superbike e l'accorpamento dell'attività in un'unica struttura gestista da Bmw Motorrad Italia ha avuto luce verde solo dopo che Marco ha dato il suo consenso. Melandri , forte del contratto biennale che scade a fine 2013, ha accettato il cambio di team ponendo la condizione di portarsi dietro gli uomini di fiducia che già lo hanno seguito da Yamaha Italia in Bmw: Andrea Dosoli (direttore sportivo), Silvano Galbusera (capo tecnico), Michele Gadda (elettronico) e i meccanici Eric Cedric, Andrea Bonassoli e Roberto Marinoni.  Tutto il gruppo di Marco passerà armi e bagagli in Bmw Italia. Quindi: stessa moto, stessi tecnici, stesso metodo di lavoro. Per le riunioni tecniche non sarà necessario volare a Monaco, gli basterà spostarsi di pochi chilometri da Ravenna.

2.Andrea Dosoli avrà un ruolo preminente nell'organizzazione tecnico-sportiva di Bmw Italia. Resta da vedere come l'attività di Dosoli si interfaccerà con quella di Serafino Foti, direttore sportivo in carica.

3.Stephan Schaffer, nuovo capo della divisione Motorrad di Bmw insediato ad inizio giugno, in tempi ridottissimi ha operato due mosse strategiche: non ha rinnovato la collaborazione con Alpha Racing che durava da cinque anni ed è costata alla Bmw una cifra che – secondo indiscrezioni – potrebbe aver sfiorato i cento milioni €. Quindi ha scelto una delle due proposte che aveva sul tavolo. Una era quella di Bmw Italia, l'altra avanzata da Bernhard Gobmeier, attuale numero uno del team interno. Pare che prevedesse la creazione di una struttura tecnica ad hoc con base in Brianza e gestita da Dosoli. Che in pratica avrebbe rimesso in piedi, con le stesse persone, una struttura molto simile a quella si è occupata della gestione delle Yamaha Factory fino al 2011.

4.Il lavoro più difficile, a questo punto, sarà integrare gli uomini di Melandri all'interno della Feel Racing, l'antenna tecnologia con sede a Crespellano, nel bolognese, passata al servizio di Bmw a fine 2010 dopo la chiusura del team ufficiale Ducati. Feel Racing gestiva le Rosse dal 1998 ed occupa a ventina di persone. Il tecnico più in vista è Gerardo Acocella, ingegnere elettronico di formazione Ducati. Le sue indicazioni, tramite lo scambio di dati che c'è sempre stato tra Bmw Italia e Bmw Motorrad, sono state  molto utili per indirizzare lo sviluppo dell'intero progetto Bmw nella giusta direzione. Con l'arrivo del gruppo-Melandri i compiti  dovranno essere riorganizzati. Ci sarà posto per tutti perchè Bmw Italia dovrà creare da zero il team sviluppo (che prima faceva capo ad Alpha Racing) ed ha previsto il potenziamento della struttura che assisterà i team clienti. Già adesso Feel Racing supporta in maniera diretta molte strutture, compreso il team Asia Competition che con Ivan Clementi ha dominato il doppio round del CIV Superbike al Mugello ottenendo la pole in 1'51”158.

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