Niccolò Canepa e Ducati già padroni della Evo

Niccolò Canepa e Ducati già padroni della Evo

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L’ultimo provino di Phillip Island ha apparecchiato una Superbike 2014 da battaglia con dieci piloti e cinque marche diverse racchiuse in otto decimi. La neonata Evo, la categoria low cost che corrrerà insieme alle SBK “classiche”, invece parte nel segno di Niccolò Canepa e Ducati Panigale largamente più veloci della concorrenza Kawasaki e Bmw. Vediamo perchè.

Niccolò Canepa (Ducati Evo) nei test di Phillip Island (AlexPhoto)

SVILUPPO – La Ducati è partita con oltre un anno di vantaggio rispetto agli altri grazie all’esperienza accumulata nel CIV (Campionato Italiano Velocità) che dal 2013 ha adottato un regolamento tecnico quasi identico alla Evo Mondiale. Sulle piste nazionali Eddi La Marra ha dominato la scena vincendo sei gare su otto guidando la Panigale gestita dal Team Barni ma sviluppata sotto il diretto controllo del reparto corse interno. Il programma Kawasaki ufficiale è partito l’ottobre scorso, la Bmw sarebbe più avanti ma il francese Sylvain Barrier è caduto il primo giorno dei collaudi di Phillip Island fratturandosi il bacino, quindi il suo riferimento, 1’32”997, non fa testo. Con il passare delle gare è probabile che le rivali tornino sotto, ma forse sarà tardi per la classifica Mondiale.

MOTO – La Ducati Evo è molto simile alla Ducati Superbike ma non è esatto sostenere che il regolamento Evo favorisca la bicilindrica italiana, è semmai quello della Superbike che non aiuta vietando modifiche a parecchi particolari interni per bilanciare la maggiore cilindrata (1200 cc) rispetto alle quattro cilindri (1000 cc). “La ciclistica è quasi identica, il motore pure” spiega l’ingegner Ernesto Marinelli, responsabile tecnico del settore SBK. “La differenza è l’elettronica che sulla SBK è molto più complessa (è la stessa impiegata sulla Desmosedici MotoGP, ndr) con più controlli e possibilità di regolazione. La Evo deve utilizzare quella di serie ma i controlli più importanti (gestione della trazione e acceleratore elettronico, ndr) ci sono tutti.” La Evo rossa, nel turno più veloce, è transitata in rettilineo a 297,5 km/h mentre in quello successivo con pista più calda e meno scorrevole, ha fatto 288,8 contro 302,5 della gemella SBK (Giugliano) e 313,0 dell’Aprilia di Guintoli che è stata la più rapida di tutte. La Ducati Evo ha circa dieci cavalli in meno della versione SBK.

Niccolò Canepa, 25 anni, abita a Genova

PILOTA – Niccolò Canepa ha stupito concludendo i test con un imprevedibile 1’31”373, a soli 1”114 dallo stratosferico 1’30”239 di Tom Sykes arrivato a soli 5 millesimi dal record assoluto. Il 25enne ligure ha girato appena 7 decimi più lento di Davide Giugliano con la migliore delle due Ducati SBK. Okay, Canepa ha fatto il crono migliore nella sessione più fresca e asfalto in condizioni perfette, ma è pur sempre un gran bel girare. Nella due giorni australiana nessuno ha simulato l’intera distanza di gara (22 giri) quindi è difficile fare proiezioni sul risultato finale. Se Canepa riuscisse a tenere un passo di 1’32”5 potrebbe non solo dominare la Evo ma puntare al sesto-settimo posto, quindi davanti a diverse SBK “classiche”. E’ un’ipotesi, ovviamente. La certezza: Canepa è decisamente più forte degli altri piloti Evo.

TEAM – Kawasaki e Bmw corrono nella Evo in forma ufficiale: David Salom è il terzo pilota della stessa struttura che gestisce le ZX-10R di Tom Sykes e Loris Baz, i tedeschi puntano sulla Bmw Italia e gli stessi tecnici e pilota che da anni dominano la Superstock 1000, che un regolamento molto simile alla Evo. Ma la Ducati è messa altrettanto bene, anzi meglio. Perchè la Panigale è stata affidata in gestione al team Althea, lo stesso che nel 2011 ha sbaragliato il Mondiale SBK con Carlos Checa (15 vittorie). Dopo la breve parentesi Aprilia con Davide Giugliano (quattro podi e sesto posto finale) la formazione laziale è tornata nell’orbita di Borgo Panigale. Per tornare a vincere.

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