MotoGP: Ecco perchè il ragionier Dovizioso li può fregare tutti

MotoGP: Ecco perchè il ragionier Dovizioso li può fregare tutti

Andrea rischia meno di Rossi, Vinales e Marquez, ed è più consistente. Alla fine potrebbe risultare il fattore decisivo

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Andrea Dovizioso nel box di Assen con il casco

Andrea Dovizioso leader del Mondiale piace a tutti per il semplice motivo che tutti pensano che sia lassù di passaggio. Cioè che non abbia lo stesso talento di Rossi, Vinales e Marquez. E che quando la stagione entrerà nella fase decisiva, il Mondiale diventerà una partita a tre, e non più a quattro. Errore: i “limiti” del forlivese possono diventare il suo vero vantaggio. In una stagione come questa, piena di colpi di scena, il Dovi può diventare il principale candidato al titolo. Ecco perchè.

RISCHIATUTTO – Andrea Dovizioso è considerato da sempre un pilota di gran livello, ma senza quel “qualcosa in più” del fuoriclasse autentico. “Se Dovi rischiasse quanto Iannone vincerebbe quasi tutte le gare” ci diceva anno scorso un pezzo grosso del team Ducati. E’ vero. Andrea guida con un certo margine, da sempre. In carriera ha sbagliato pochissimo. La sua attitudine a non andare oltre il limite si è vista chiaramente domenica ad Assen. Rossi voleva vincere a tutti i costi perchè era a digiuno da oltre un anno, Petrucci non aveva niente da perdere, Marquez non voleva perdere il treno. E Vinales si era già steso. Negli ultimi 3-4 giri, Andrea ha tirato i remi in barca valutando che dopo i due trionfi di Mugello e Catalunya parecchi punti sicuri sarebbero stati una prospettiva migliore che giocarsi il tris rischiando lo “zero”.  Il conto è tornato, e Dovi è andato in testa al Mondiale.

GLI ALTRI – Andrea non ha visto il traguardo solo in Argentina, tirato giù da Aleix Espargaro. Nelle altre sette gare non ha mai fatto peggio di sesto. Anche Rossi ha un solo stop, ma ha sbagliato lui (Le Mans), tentando di arginare il compagno Vinales. Sul cammino di Valentino pensano anche le giornatacce di Jerez (decimo) e Catalunya (ottavo). Marquez e Vinales sono caduti due volte a testa, in otto gare: è una percentuale preoccupante per le loro aspirazioni. Il livello della sfida è così alto che per vincere bisogna rischiare ogni volta il 110%. Rossi ha sbancato Assen, ma ha compiuto parecchi giri sul filo del rasoio guidando fortissimo con le slick mentre pioveva, incalzato da un Danilo Petrucci formidabile in quelle condizioni. Il livello della sfida è così alto che per vincere bisogna rischiare ogni volta il 110%.

TATTICA – E’ facile che il trend di questa prima metà (scarsa) di campionato continui. Vinales vuole stracciare tutti (e conosce ancora poco la Yamaha M1…), Marquez fa il fenomeno anche quando la Honda non va. Lo stesso Rossi, che pure ha esperienza da vendere, è pungolato costantemente dal confronto con un compagno scomodo come Vinales: gestirsi significa arrivare costantemente dietro. Dovizioso, almeno per adesso, non ha nulla da temere da Lorenzo mentre Petrucci è ancora troppo acerbo per navigare con costanza nelle stesse acque dei pescecani. Per cui AD04 può permettersi di correre in sicurezza. I conti si faranno a novembre, e potrebbero riservare sorprese.

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