MotoGP, caos flag-to-flag: i team non hanno (quasi) mai colpa

MotoGP, caos flag-to-flag: i team non hanno (quasi) mai colpa

Il box Yamaha è finito all’indice ma i piloti decidono loro quando rientrare. Marquez non vince perchè è un mago della strategia ma perchè….

Fatevi una domanda: perchè Yamaha e le altre super squadre della MotoGP, eccetto Ducati, non ha ancora attivato la funzione che permette di inviare segnali al pilota via cruscotto? 

E’ semplice: perchè, anche se l’infrastruttura tecnica e il regolamento già lo permettono, non è una priorità. Significa che i piloti decidono loro, esclusivamente loro, quando è il momento di rientrare per il cambio moto. Per cui tutti i paralleli con la F1 che sono stati fatti nel dopo gara di Brno non hanno senso tecnico. 

FORMULA 1 – Nelle auto il pilota quasi mai decide di testa sua la strategia di gara e gli episodi di “ammutinamento” si contano sulla dita di una mano. I team hanno “remote garage” dove si simulano  tutte le condizioni possibili (meteo, consumo delle gomme e tutti i parametri di esercizio della vettura) e supportano in tempo reale le decisioni prese nel box e al muretto. Nelle moto è il pilota che decide, in base a parametri suoi personali. Hai voglia a dire che Marquez è stato fortunato a rientrare al secondo giro. Anche se avesse visto la mossa in anticipo, Rossi non si sarebbe comunque accodato perché lui a guidare sull’asfalto ancora umido con le stick non si fida. Lo ha detto esplicitamente. Per cui sarebbe rimasto in pista in ogni caso. 

GERMANIA 2016 – Valentino Rossi fece  di testa sua anche al Sachsering 2016 quando il box Yamaha gli indicò via lavagna che Marquez aveva già cambiato moto e stava girando fortissimo. Hai voglia di comunicare come sta andando la situazione, se il pilota pensa che sia ancora troppo bagnato per montare le slick, non rientra. 

MAGO – E’  probabile che qualcosa negli accordi tra pilota e tecnici Yamaha non abbia funzionato, che la colpa sia da dividere fra le “4-5 persone” di cui ha parlato Valentino. Ma la chiave è un’altra: per battere Marc Marquez quando ci sono gare condizionate da mutevoli condizioni d’asfalto bisognerebbe andare forte come lui con le slick sul bagnato.  Assen 2014, Misano 2015, Termas de Rio Hondo e Sachsering 2016 e Brno: quando c’è il cambio moto vince sempre Marc Marquez. Non è questione di strategia, ma di sensibilità di guida e follia. 

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