L'ultima follia: quanto andrebbe forte una MotoGP al Tourist Trophy?

L'ultima follia: quanto andrebbe forte una MotoGP al Tourist Trophy?

Tony Bass è stato meccanico del mitico Joey Dunlop, 26 TT.

Si va sempre più veloci tra le case, i muri e gli alberi del Tourist Trophy. Con la Honda CBR-RR, una Superbike, John McGuinness ha completato i 60,6 km in 17'03”567 alla media di 213,166 km/h. E il dato non la dice tutta perchè dalla partenza all'intermedio di Ramsey (35,8 km) la media sale a 245 km/h. Tanto per avere un'idea guardate questo video onbike del giro record di JmcG durante il Senior TT, la gara principe: è il tratto finale, quello di montagna, il più guidato… Un lettore del blog mi ha posto una domanda intrigante: quanto andrebbe una MotoGP sullo stesso percorso?

1995: Carl Fogarty fugge alla Honda portandosi dietro il fido Tony Bass

TONY, VECCHIA CONOSCENZA– Ho girato la questione ad un tecnico leggendario della  Superbike anni '90:  Tony “Slick” Bass.  E' stato per otto anni il capomeccanico di Carl Fogarty vincendo con lui quattro titoli Mondiali e 59 GP, record ancora imbattuti. Capelli lunghi biondi, occhi azzurri e la battuta pronta, “Slick” era un vero personaggio che gli appassionati riconoscevano in tv prima di parecchi piloti. Bass ha un'esperienza enorme del TT: ha lavorato in Honda Britain con Joey Dunlop, 26 vittorie, in seguito con Steve Hislop (11 trionfi) e molti altri. Su quelle strade mitiche ci è nato: Tony vive a Ramsay e dal 2002 gestisce la “Slick Performance”, una piccola engineering affacciata sul vecchio aeroporto di Andreas (nel nord dell'Isola di Man). Il suo idolo di adesso è Dan Kneen, un 28enne mannese che ha concluso il senior TT al 13° posto. Compiendo i 4 giri (320 km) a 203,929 km/h…

1998: Tony, a destra del cartello, festeggia a Sugo il terzo Mondiale di Foggy

MOTOGP AL TT: SI POTREBBE? –“Non ci sarebbe problema, l'unica cosa difficile è trovare un pilota MotoGP disposto a lanciarsi giù per Bray Hill… Nel Senior si può correre con qualunque genere di moto, basta essere più veloci di un tempo minimo stabilito dagli organizzatori. Fino ai primi anni 2000 c'erano molti che correvano con le 500GP, poi le due tempi sono sparite dal Motomondiale e quindi anche dal TT. La MotoGP ha circa 260 cavalli con peso minimo 158 chili;  la Superbike ha  220 per 165 chili. Per cui su un tracciato così veloce la differenza di prestazione potrebbe essere sostanziale. Ma non è detto, perchè qui sei su una strada, non su una pista. Il peso in pista è un problema ma  qui aiuta perchè rende la moto più stabile sui dossi. Quando lavoravo con Steve Hislop  eravamo più veloci con la moto stradale modificata piuttosto che con la versione ufficiale allestita per il Mondiale. Adattare la ciclistica MotoGP al TT potrebbe essere un problema risolvibile, ma ci vorrebbero parecchi test.”

Qualche anno fa: Tony al lavoro nella sua engineering di Ramsey (Isle of Man)

COSA SERVE PER ANDARE FORTE? – “John McGuinness ha fatto il miglior giro di sempre con una Honda CBR-RR (gestita dalla filiale inglese, quindi ufficiale, ndr) vecchia di sette anni ma continuamente aggiornata. La ciclistica è identica a quella che i piloti Honda usano nelle piste permanenti (nel Mondiale  l'iridato Sylvain Guintoli e l'olandese Michael van der Mark, ndr) ma forcella e ammortizzatori sono diversi, per assorbire compressioni e salti a oltre 300 km/h. Il telaio è rinforzato, ma non deve diventare troppo rigido perchè una certa flessibilità è determinante.”

John McGuinness, 43 anni, recordman del TT a 213 orari. Chissà con una MotoGP…

MOTORE? – “Sul Muntain Circuit si viaggia a tutto gas per l'85% del tempo, per cui servono particolari accorgimenti per non mandare tutto arrosto. Bisogna regolare bene l'iniezione arricchendo la carburazione (più benzina, ndr). I sidecar (limitati a 600 cc per sicurezza, ndr) al TT consumano circa il doppio che in pista. I piloti ufficiali partono sempre con motori nuovi. L'elettronica è sempre più utilizzata ma i sistemi vanno adattati, per esempio il controllo di trazione deve tenere conto delle cunette e dei salti, qui molto più frequenti che in pista. La tecnologia va avanti, le prestazioni crescono e anche il tracciato diventa ogni anno più veloce. Sarebbe da sciocchi dire che siamo al limite. Andare più veloci si può.”

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