Lo strano accanimento delle federazioni sportive su Romano Fenati

Lo strano accanimento delle federazioni sportive su Romano Fenati

L’internazionale da anni esiste solo per incassare bonifici dai promoter. Quella italiana invece interviene ad intermittenza

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
MOTEGI, JAPAN - APRIL 24: Vito Ippolito of Venezuela (FIM President) speaks during the cerimony for the 50th Anniversary of Honda Racing Competition during the MotoGP of Japan practice day at Twin Ring Motegi on April 24, 2009 in Motegi, Japan. (Photo by Mirco Lazzari/Getty Images)

In cielo volteggiano così tanti corvi da aver oscurato la luce della ragione motociclistica. Romano Fenati domenica pomeriggio era “solo” un pilota di 22 anni autore di una gravissima scorrettezza in pista. Adesso è la carcassa della belva accanto a cui tanti stanno posando unicamente per far vedere che esistono. Lo spettacolo di Federazioni sportive che si muovono sull’onda dell’emozione popolare per evidente convenienza mediatica è molto triste. Anzichè tutelare l’immagine del motociclismo, come sarebbe loro compito statutario, la stanno ulteriormente mortificando.

FIM – Partiamo dall’Internazionale. Sono vent’anni che di fatto non esiste più, da quanto i responsabili delle sorti del motociclismo mondiale hanno consegnato tutto il gioco nelle mani di gestori esterni. Non solo i diritti pubblicitari e televisivi, ma anche la scelta dei circuiti, dei piloti, dei team, oltre alla definizione e applicazione dei regolamenti. A Misano, un paio d’ore dopo il misfatto, Romano Fenati è stato giudicato dal “FIM MotoGP Steward Panel” che analizzate le immagini ha imposto la squalifica per i prossimi due GP per infrazione dell’articolo 1.21.2 del codice sportivo, che prescrive di non “causare danni  all’avversario in pista o in pit lane“. Un organo FIM ha quindi già giudicato la condotta di Fenati. Ma  il Presidente Vito Ippolito (nella foto), martedi 11 settembre, ci ha messo sopra il cappello convocando il pilota a Mies, in Svizzera, “per discutere la situazione e prendere le azioni che la FIM giudicherà appropriate“. Nel comunicato FIM si fa esplicito riferimento alla forte emozione che la condotta di Fenati ha provocato nel mondo motociclistico e non solo. Ippolito dunque ammette, papale papale, di agire sull’onda dell’eccitazione planetaria, esattamente quello che in questi casi non bisognerebbe fare, perchè una scorrettezza non è più o meno grave in base all’emozione che suscita. E poi: se un tribunale FIM ha già  irrogato una sanzione, di quali ulteriori azioni si parla? Se a Ippolito due gare di stop sembrano poche, dovrebbe piuttosto chiamare a rapporto i commissari MotoGP , visto che rispondono a lui, o almeno dovrebbero…

ITALIA – Sul caso Fenati ha messo bocca anche il Procuratore della Federazione  Italiana (FMI), cioè una sorta di pubblico ministero  che segnala al tribunale motociclistico italiano le condotte non corrette dei licenziati  in qualunque genere di campionato. Torna il discorso di prima:  avendo un’autorità  già giudicato, per altro di livello internazionale, la FMI in base a quale diritto interviene? La domanda è lecità perchè in passato ci sono stati altri casi clamorosi capitati in MotoGP che non sono passati all’attenzione del Procuratore. Alludiamo ai fatti di Sepang 2015, quando Valentino Rossi si scontrò con Marc Marquez e venne sanzionato dall’autorità sportiva internazionale con la partenza dall’ultima posizione nella gara successiva.  Nel caso di Rossi addirittura si pronunciò anche il TAS, cioè il tribunale arbitrale dello sport, un’autorità giudicante extra motociclistica. Ma  Valentino Rossi non venne “audito”, nè ci furono sospensioni cautelari della licenza. Qualcosa non torna.

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  1. ferruccio.uccio - 1 settimana fa

    anch’io sono contro la pena di morte sportiva. Fenati deve vivere.

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  2. Katana05 - 2 settimane fa

    Finalmente uno squarcio di luce nel mare di ottusità in cui affoga la MotoGP da domenica scorsa. Grazie.

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  3. Mattia B. - 2 settimane fa

    Buongiorno.
    Questo articolo è l’unica cosa sensata che ho letto sul caso Fenati.
    Complimenti al Sig. Gozzi e a Corsedimoto, il miglior sito per noi motociclisti.

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  4. barbinfo29 - 2 settimane fa

    Sono pienamente d’accordo sull’articolo da lei scritto ” lo strano accanimento delle federazioni sportive su Romano Fenati “e ritengo l’articolo scritto con ragionevolezza e razionalità
    Ritengo personalmente che Romano Fenati sia un po’ una “testa calda” ma lapidarlo mediaticamente in questo modo lo ritengo ripudiante specialmente quando questo arriva dalle “istituzioni sportive” competenti.
    Il gesto rimane inaccettabile ma comunque se realmente avesse voluto “far male” avrebbe realmente dato una pinzata e si sarebbe visto o un ribaltamento o una strisciata verso terra..
    Ritengo giusto dare una punizione severa ma mettere in discussione la carriera di un pilota 22enne mi sembra una questione alquanto discutibile.

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    1. vacanziere26_269 - 2 settimane fa

      Sono Perfettamente daccordo con barbinfo29. Stanno facendodi Fenati un Capo Espiatorio. Gli stanno facendo Pagare un Gesto Brutto , Ma senza Nessuna Conseguenza ,visto che il freno l’ ha solo Toccato e Non Pinzato con 20 Bar come e’ stato detto. Gli era stato dato la Giusta Punizione di 2 Gare e al “Santarellino” di Manzi 6 posizioni , visto che era stato Lui ad Iniziare questo Schifo. Ora le Federazioni Vogliono Cavalcare questo fatto e Farsi Belle alla Faccia di Tutti, Come le 2 Squadre di Fenati che hanno Rescisso i Contratti..VERGOGNA …. si sta facendo di Fenati un Mostro per colpa di un Gesto fatto con l’ Adrenalina alle Stelle. Ha Sbagliato Lui…ma stanno Sbagliando ancora di Piu’ Tutti quelli che si Accaniscono su di Lui per Dare una Dimostrazione.

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  5. Orfeo - 2 settimane fa

    Concordo su tutto quello scritto. Complimenti a Paolo Gozzi.

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