Limite motori? Nei test non vale

Limite motori? Nei test non vale

I top team Superbike impegnati nei test di Jerez (Kawasaki, Honda, Suzuki, Ducati e Aprilia) stanno utilizzando motori non punzionati, quindi fuori dal limite di otto per l’intera stagione fissato dal regolamento. Proprio oggi, su specifica richiesta, Dorna ha chiarito che sarà così anche nei collaudi “ufficiali” (cioè organizzati dal Promoter Dorna) in programma lunedi 12 maggio a Imola e 21-22 luglio a Portimao.

Test Jerez La Ducati ufficiale di Davide Giugliano (AlexPhoto)

CONTINGENTAMENTO – Il limite massimo di motori utilizzabili è stato introdotto quest’anno: sono otto per le Superbike “classiche” (in pratica tutti gli ufficiali) e sei per la novità Evo, la nuova configurazione strettamente derivata dalla serie che dal 2015 sarà l’unica in pista. Per fare un paragone, in MotoGP sono ammessi  cinque motori per le Factory (Honda, Yamaha) e dodici per le Open (Ducati e i privati). Prima del round d’apertura in Australia i commissari hanno sigillato i motori con fili d’acciaio e punzoni d’alluminio con un codice per rendere inaccessibili testate, cilindri e carter. Se c’è bisogno di riparare qualche componente le squadre devono far rimuovere i sigilli dai commissari e il propulsore aggiustato diventa “nuovo”, cioè si aggiunge alla lista. La Superbike ha un limite “aperto”: a Phillip Island i top team hanno punzonato un solo motore (in SBK la moto di riserva è vietata) lasciandosi la possibilità di adottare novità tecniche nelle unità che verranno introdotte nel corso della stagione. Sforare il limite comporta ogni volta partire dai box (per due gare consecutive) dieci secondi dopo gli avversari in griglia.

Test Jerez: Aprilia RSV4 di Marco Melandri

LIBERTA’ – Quello di Jerez è un test “privato”, cioè organizzato direttamente dalle squadre senza l’egida della Dorna e Federmoto Internazionale. Si sta quindi girando  con motori “liberi” che non rientrano nel computo degli otto sigilatti. Molti hanno anche la seconda moto per rendere più veloce montaggio e collaudo degli aggiornamenti portati in Andalusa.  Ecco perchè non si sta badando  al chilometraggio: la Kawasaki di Tom Sykes ha inanellato 93 giri pari a 412 chilometri, circa due terzi della distanza coperta in un intero GP del Mondiale. Un motore Superbike percorre circa 1500 chilometri, poi è necessario cambiare i particolari più stressati (pistoni, fasce, gioco valvole, alberi a cammes, albero motore). Dopo il secondo round di Aragon (13 aprile) scatta il divieto di provare fino a al termine del campionato. Si potrà farlo solo nelle tre giornate “Dorna” già menzionate. Ma coi motori liberi o punzonati?

LUCE VERDE – L’interrogativo aleggiava nel box perchè il regolamento non specifica. Il capitolo 1.15 (Practice) stabilisce solo le restrizioni temporali, geografiche e le relative eccezioni. Finchè la Dorna ha chiarito (ufficiosamente) la posizione: niente motori punzati a Imola né a Portimao, resta solo l’obbligo della moto unica. Le squadre tirano un respiro di sollievi e la Pirelli di più: coi chilometri contingentati sarebbe stato difficile convincere a stare in pista tutto il giorno per provare le novità…

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