Jonathan Rea: “La Superbike soffre perchè nessuno la racconta”

Jonathan Rea: “La Superbike soffre perchè nessuno la racconta”

Il Campione del Mondo spara a zero sul promoter: “Non sono io che uccido la Superbike, manca chi racconta storie…”

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
Jonathan Rea

Jonathan Rea non è solo un campione, è anche un ragazzo molto intelligente. Ormai non gli tocca soltanto vincere, aggirando le trappole regolamentari che seminano sul suo cammino, ma anche suggerire come risollevare l’interesse del Mondiale che lui stradomina da quattro anni. Al pilota più vincente della storia Superbike non è ancora andata giù la dichiarazione del promoter che di recente lo aveva accusato di essere poco carismatico. In realtà non è il dominio di Rea che uccide il Mondiale, i problemi sono ben altri. Il principale, lo ripetiamo da tempo: la Superbike di oggi è comunicata malissimo. Anche Jonatha Rea ha fatto la stessa identica analisi.

Nel Mondiale Superbike ci sarebbero centinaia di storie da raccontare, ci sono grandi rivalità che scalderebbero il pubblico ma non escono fuori, perchè non ci sono quasi giornalisti” è il crudo esame che  Jonathan Rea Rea ha fatto sull’online Speedweek.com. “Guardate Formula 1 o MotoGP, lì ci sono centinaia di giornalisti che arrivano da tutto il mondo e costruiscono ogni giorno belle storie. In Superbike ormai la sala stampa è deserta, siete rimasti solo un paio a venire alle gare. Un grande peccato, perchè sai quante cose succedono nel paddock che alla gente piacerebbero? Basterebbe raccontarle…” 

Forse Rea non sa che alcuni grandi sponsor del Mondiale Superbike hanno, nei loro contratti con il promoter Dorna  dei bonus relativi alla presenza dei media alle gare. Cioè: mi assicuri che ci sia copertura, e io ti verso più soldi. In questi ultimi tempi i contratti devono costare pochissimo, perchè alle gare non va più nessuno. In Argentina, per la prima volta della Superbike in Sud America, in sala stampa c’era un solo giornalista arrivato dall’Europa.

Dorna è convinta che bastino la TV (quando ci sono…)  e i social (che sono gestiti male) per tenere a galla l’interesse del campionato, ma è un grave errore di prospettiva, che sta riducendo al lumicino l’esposizione del Mondiale. E’ abbastanza scontato che l’andazzo non cambierà. Ho il forte timore che per vedere la sala stampa piena Jonathan Rea dovrà cambiare campionato….

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