Imola, show SBK: l'inferno per piloti dal cuore forte

Imola, show SBK: l'inferno per piloti dal cuore forte

Davide Giugliano, 25 anni, debutta a Imola sulla Ducati ufficiale

Due passi dal centro coi suoi palazzi medioevali e sei nel mito  delle corse. Imola è storia, velocità e pericolo. Il palcoscenico ideale per quei pazzi della Superbike e la marea di appassionati che domenica salirà sulla Rivazza, la collina termometro di una passione che va oltre il personaggio del momento e il tifo per le marche italiane. A Imola bisogna esserci. Per ascoltare il rombo dei motori e godere dell'odore di benzina mescolato ai profumi di maggio.Il Santerno sarà un viatico importante per Ducati e Aprilia ma soprattutto per Davide Giugliano, il più atteso dei nostri che entra in scena al quinto atto del Mondiale finalmente guarito dall'infortunio precampionato. Ecco, tra domande e risposte, cosa c'è nel menù.

Jonathan Rea vincerà anche stavolta?

28 anni, il secondo figlio in arrivo e l'espressione angelica. In pista però è un diavolo. Nei sei anni con la modesta Honda faceva il guastafeste, adesso con la Kawasaki è (quasi) imbattibile. Ha battezzato sei vittorie in otto gare e quando è andata male è arrivato…secondo. A Imola ha già vinto quattro volte ai tempi della CBR e anno scorso mortificò le speranze Ducati. E' nato nella stessa città di Joey Dunlop, eroe nordirlandese delle corse su strada, e vive all'Isola di Man. Gli inquietanti muretti della Piratella sono casa sua.

La Ducati sta crescendo, sarà la volta buona?

La rossa gioca in casa ma qui non vince dal 2012 con lo spagnolo Carlos Checa ritiratosi due anni fa. La Panigale ha impiegato 58 gare per rompere il sortilegio tornando al successo due GP fa col gallese Chaz Davies. La Ducati è di nuovo dove le compete. Un po' si deve al regolamento 2015 che ha diminuito il divario con le rivali a quattro cilindri, ma soprattutto allo sviluppo che finalmente ha imboccato la giusta direzione. La Panigale adesso va, Davies è in forma e domenica torna anche Davide Giugliano. Non manca niente per una domenica da leoni.

Giugliano può vincere subito?

La ragione direbbe: NO, non può farcela. Si è rotto due vertebre cinque giorni prima del via Mondiale, nel frattempo ci sono stati quattro GP mentre lui soffriva in piscina, sotto le mani del fisioterapista e sul divano a vederli correre in tv. Davide era stato campione d'inverno a suon di record,  fisicamente era tirato come un violino. Ma adesso riparte  da zero ritrovando avversari in formissima. Giugliano però non è uno normale. Fame e follia in questo sport fanno miracoli.

L'Aprilia è l'anti Kawasaki?

Leon Haslam è il primo inseguitore di Rea ma dopo i mezzi passi falsi di Aragon e Assen è scivolato a 50 punti di distanza, un intero GP dei nove che restano. In Australia aveva pareggiato il conto (un successo a testa), in Thailandia era stato l'unico a resistere (due secondi). Il figlio d'arte non è un fuoriclasse ma ha un cuore grande così e a Imola è spesso andato forte: nel 2010 si era messo in testa di rinviare la festa Mondiale di Max Biaggi e ci sarebbe riuscito se la più lenta Suzuki non lo avesse piantato in asso. La RSV4 soffre gli asfalti sconnessi, Imola sulla carta non è ideale. Ma chissà.

Perchè in Superbike i britannici vanno tanto forte?

Otto vittorie su otto, dieci podi su dodici: i figli di Sua Maestà non erano mai partiti così forte. Ma è un dato viziato dall'assenza di Giugliano, con lui in mezzo dall'inizio sicuro che Rea, Haslam e Davies avrebbero riso meno. Finora è mancato l'italiano più forte e carismatico. Il vero Mondiale comincia a Imola.

E' una Superbike in tono minore rispetto agli anni d'oro?

No, affatto. Con le nuove regole che hanno ridotto la sofisticazione tecnica l'equilibrio non era mai stato così evidente con tante case in grado di vincere gare e titolo. La Kawasaki ha preso il largo avvantaggiata dal fattore Rea ma Aprilia non è inferiore e la Ducati è in ascesa verticale. Le gare non sono mischie furibonde come in passato perchè il ritmo dei primi adesso è elvatissimo e fa più selezione. Il problema semmai è un altro…

Già, perchè manca un pilota carismatico?

Rea sta diventando un vincitore seriale ma parliamo di ragazzo gentilissimo, padre di famiglia e sempre rispettoso degli avversari. Non ha il fascino del cattivo alla Carl Fogarty, né la guida folle di Troy Bayliss. Il pilota del momento  non è un personaggio che “buca” il video, tantomeno eccita l'immaginario collettivo. Inoltre manca un vero dualismo: Rea ha già piegato il suo compagno Tom Sykes, ex iridato, e gli altri avversari non hanno spessore, in pista nè fuori, per diventare contraltare del mattatore. Ci sarebbe Giugliano: lingua sciolta, guida spericolata, gran cuore, tutto perfetto per diventare idolo della folla SBK. Ma bisognerebbe cominciare a vincere…

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