Il fantasma di Monza e quella Superbike che non va in vacanza

Il fantasma di Monza e quella Superbike che non va in vacanza

Il Mondiale è chiuso per ferie, in Gran Bretagna fanno il pienone con il BSB. Fa riflettere.

7 commenti

Domenica 24 luglio Jonathan Rea era a divertirsi con il motocross all’Isola di Man, Chaz Davies in vacanza in California e Tom Sykes chissà dove. Avrebbero dovuto essere a Monza a giocarsela sul filo dei 320 all’ora, e noi appassionati lì sulle tribune ad emozionarci con loro. E invece….

SUPER BREAKERS –  Il Mondiale Superbike è fermo da due settimane, ma sembra un secolo che non si corre. Chissà come sarebbe stata Monza a fine luglio, con l’Italia già mezza spaparanzata in spiaggia. E siccome la pista non verrà modificata, almeno non a breve scadenza, ho forti dubbi che rivedremo mai il Mondiale sfrecciare nel parco. Che a Monza non si sarebbe potuta correre era noto dall’inverno e ufficiale da fine marzo: è incredibile che Dorna non sia riuscita a trovare un’alternativa. E’ sempre il solito discorso: non bastava tappare il buco e ridurre l’interminabile stop estivo. Dorna ha cercato una soluzione che gli permettesse in ogni caso di guadagnarci su. Non trovandola, ha ritenuto meglio mandare tutti al mare, piuttosto che correre. Non hanno valutato, gli spagnoli, che 70 giorni di stop (10 luglio-18 settembre) cancellano l’interesse e allontanano la gente. Tanto valeva dichiarare chiuso il campionato a Laguna Seca e ripartire da zero al Lausitzring. Nell’Endurance lo faranno, per altro con uno stop minimo. Il mancato recupero di Monza ha lasciato un buco drammatico ma per la Dorna è uno scherzo: su Twitter, rilanciando le foto dei piloti in vacanza, il promoter ha lanciato l’hastag #superbreakers. Come se fosse figo.

E INTANTO… – La concorrenza avanza. Nel periodo di black out del Mondiale il British Superbike ha programmato ben cinque round. Nella stessa data del fantasma di Monza il BSB ha dato spettacolo a Thruxton, davanti ad un mare di folla (vedi foto d’apertura). Poi seguiranno Brands Hatch, Caldwell Park, Oulton Park e Donington. Una cinquina di eventi prestigiosi e seguitissimi. Fra due settimane a Brands Hatch aspettano 70-80 mila spettatori, gli stessi che c’erano per il Mondiale dei tempi d’oro. Il BSB, che fino a pochi mesi fa non “esisteva”, può diventare un temibilissimo concorrente per il Mondiale. Perchè lo spettacolo è superbo, la sfida tecnica esaltante e le gare sono super spettacolari. Ne riparleremo. Niente vacanze, siamo inglesi.

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  1. Dlindlon - 6 mesi fa

    Ad oggi il BSB è il vero campionato alternativo delle supersportive. Anche se il suo regolamento – soprattutto assenza o quasi di elettronica – venisse applicato al WSBK i problemi di “mala gestione” dell’attuale promoter rimarrebbero tali o quasi. Un’ottima gestione si vede anche dal calendario e non solo dal profitto del breve periodo. Con l’inserimento di 3-4 date extra UK (ad Assen ci vanno già) il BSB diventerebbe IL campionato europeo SBK per eccellenza. Meglio dell’attuale WSBK per spettacolo e minori costi. Trasferte più agevoli e maggior pubblico nei circuiti. Un po’ come il CEV che, per livello ed investimenti (e per politica Dorna), è diventato il campionato europeo Moto3/Moto2.

    I diritti televisivi e commerciali del BSB sono gestiti da una società dalla DORNA, la stessa che detiene i diritti per la MotoGP. Chissà se il calendario e/o regolamenti del BSB li decidono i partecipanti con l’organizzatore (MCRCB-Events) o se Dorna ha voce in capitolo…

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    1. Paolo Gozzi - 6 mesi fa

      Ciao, i diritti del BSB sono gestiti da una società che si chiama MSV e non c’entra niente con Dorna. Che è uscita dal business BSB diversi anni fa. Saluti

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      1. Dlindlon - 6 mesi fa

        Grazie Gozzi per la rapida puntualizzazione. Da gran fesso ho subito preso per buone le info dalla pagina Wikipedia in lingua italiana (non aggiornata) e non ho fatto nessun confronto con quella di altre lingue. L’attuale gestore del BSB (MotorSport Vision) è dunque avulso dalle logiche dei due mondiali (WSBK-MotoGP) e gestisce con successo anche altri 4 campionati (a quattro ruote). Questi inglesi hanno le palle quadrate, a quanto pare ci sanno fare :-)

        Che il BSB sia veramente la salvezza da Dorna? 😉

        https://en.wikipedia.org/wiki/MotorSport_Vision

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        1. Paolo Gozzi - 6 mesi fa

          Salve, si indubbiamente gli inglesi ci sanno fare. Hanno un regolamento tecnico low cost e senza elettronica le differenze fra team di punta e privati è molto più ridotta che nel Mondiale. Inoltre conoscono la storia della SBK e, di recente, per esempio hanno restaurato la Superpole vecchio stampo, con i piloti da soli in pista. Riguardo la MSV aggiungo anche che ha collaborato perfino per l’allestimento tecnico del circuito cittadino della Formula E (monoposto elettriche) a Battersea, nel centro di Londra. Saluti

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  2. andreattfan - 6 mesi fa

    Sono anni che il Motorsport britannico ha un approccio vincente, specchio di una mentalità completamente diversa da quella latino-mediterranea. God save the races!

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  3. Mauro - 6 mesi fa

    Il bsb é super spettacolare, una grande fucina di talenti. Ultimamente sto seguendo di più questo del mondiale. Le gare sono divertentissime e qui almeno c’è un personaggio, un mito vero come Shane Shakey Byrne.
    Il livello globale del bsb é più alto di quello del mondiale, dove tolti i due Kawasaki, i due Ducati, i due Honda, Savadori e Camier, cosa c’è????
    Cosa intende dire quando afferma dello stop dell’endurance?

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    1. Paolo Gozzi - 6 mesi fa

      Salve, a noi appassionti piace “esagerare”, però io non direi che il livello del BSB sia più alto. Nel BSB Rea, Sykes, Davies, van der Mark, Giugliano, se li sognano. E’ proprio questo che fa incazzare: il BSB, con piloti (globalmente) di minore appeal, fa più show e più pubblico. Perchè? Saluti

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