Crisi Ducati: se non ora, quando?

Crisi Ducati: se non ora, quando?

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La Ducati è colata a picco ma la colpa di chi è? Quando arrivava secondo Troy Bayliss si chiudeva nel box e faceva volare i cocci. Adesso, mediaticamente parlando, pare che non ci siano problemi: la Panigale non è in discussione, perchè in Superstock fila come un treno. I piloti si danno da fare, e  prima o poi ce la faranno.  La  squadra è al top e l’impegno del reparto corse non è in discussione.  Ma allora cos’è che non sta funzionando?

Carlos Checa, iridato 2011, è soltanto tredicesimo nel Mondiale con l’attesissima Ducati Panigale.

Siamo a metà Mondiale e la marca più vincente (31 Mondiali)  è fanalino di coda nel campionato Costruttori. Carlos Checa, iridato appena due stagioni fa e vincitore di quattro gare nel 2012, è tredicesimo in classifica.  Il suo risultato meno peggiore è stato un sesto a Portimao. Ayrton Badovini è quattordicesimo, penultimo degli ufficiali: dietro c’è solo Leon Haslam che si è frantumato una gamba.Imola doveva dare la svolta e invece ha fatto traboccare il vaso.

Pensate: con il tempo sulla distanza ottenuto anno scorso con la 1198R (che aveva debuttato nel Mondiale nel lontano 2008…) Carlos stavolta sarebbe arrivato secondo in gara-1 e terzo in gara-2. Invece con la novità Panigale è finito due volte fuori dalla top ten beccandosi prima 40 secondi e poi 52. Un crollo, nonostante le coperture Pirelli da 17” abbiano garantito un generale miglioramento dei tempi: Sykes, con la 1621 (la soluzione A a Imola, la stessa montata da Checa e Badovini…) ha stracciato il primato in Superpole, sul giro in gara e sulla distanza. Inoltre la 1198R  era penalizzata  dal peso (6 chili in più) e dagli air restrictor, che proprio da Imola sono stati rimossi sulla Panigale grazie alla norma regolamentare che aiuta le Case in difficoltà tecnica.

Prima di Imola Carlos Checa aveva assicurato di esser tornato in forma, poi dopo la gara ha commentato: “Questo weekend e’ stato duro, non e’ andata come avevo previsto.” Immaginavamo. Sconcertante anche la dichiarazione di Ayrton Badovini riportata nel comunicato ufficiale: “In generale posso dire di aver fatto un piccolo passo avanti con la moto in questo weekend”. Se finire ottavo a 30 secondi dal primo sulla pista dove la vecchia Ducati aveva conquistato cinque delle ultime sei gare è un passo avanti…stiamo freschi.

Finora si infuriato  solo il patron Francesco Batta, l’unico al di sopra di ogni sospetto anche riguardo la scelta dei piloti. Checa ha il contratto con Ducati Corse e se lo è trovato in casa, Badovini doveva essere la scommessa, non era preventivato che dovessere diventare la guida tecnica del progetto. E sullo sviluppo tecnico l’ Alstare, che  ha reparto corse e motoristi di fama, finora ha avuto poca (o nulla?) voce in capitolo. Batta voleva coinvolgere Max Biaggi, almeno come tester, ma gli hanno risposto picche.

La crisi è un mistero perchè non si capisce come abbia fatto Carlos Checa a strabiliare nella Superpole di Phillip Island firmando un 1’30”234 che sarebbe valso  la prima fila nella MotoGP. Okay, è stato rifatto l’asfalto e il riferimento è un po’ forzato. Ma i due decimi di vantaggio sul secondo sono un dato di fatto. A Imola, sempre in Superpole, Badovini ha girato in 1’46”811 e sarebbe partito dalla quarta casella se non avesse sparato le due soffici per passare il turno. Com’è che ogni tanto la Ducati vola e poi si schianta fragorosamente?

Altro punto interrogativo: a prescindere da tutti i problemi tecnici del mondo, come ha fatto Carlos Checa sempre in Superpole a non andare oltre 1’48”446, cioè un secondo e mezzo più lento del meno esperto compagno di squadra? Che l’ex iridato non sia più lui è evidente. Ci sono ancora problemi fisici dopo i bruttissimi voli d’inizio stagione? Oppure ha perso fiducia nel progetto e non spinge più? O magari a 41 anni suonati gli è passata la voglia di rischiare e farsi male?
La Ducati in queste ore sta girando a Misano coi  piloti titolari e il tester Matteo Baiocco. I tecnici sono convinti che a forza di provare la soluzione salterà fuori. Ma se non ora, quando?

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  1. GIP5487 - 4 anni fa

    @Pito28 Concordo su molto di quanto hai detto ma, zavorra o meno, la 1198R era un progetto del 2007 ed è riuscita a vincere il mondiale nel 2011, quand’era in competizione con belve di nuova generazione come l’RSV4. Il succo del discorso era che è difficile capire perchè in precedenza le Rosse facevano debutti incredibili e la Panigale no.
    @ Paolo Gozzi; perdona il lapsus sui nomi dei team. Le abitudini sono dure a morire; il punto è che, team Alstare o Althea che sia, non è certamente Il Team Ducati Xerox di qualche anno fa.
    Parere mio: capisco la pubblicità che porta la MotoGP, ma Il prestigio di Ducati in Superbike è qualcosa di anomalo nel mondo delle corse. Donava all’azienda un immagine d’insuperabilità nel campo delle sportive di serie, che è ben più valido, per gli appassionati, rispetto alla riferimento che possono dare i prototipi della MotoGP. Anche perchè la Desmosedici non c’azzecca nulla con le stradali Ducati. Insomma, perchè insistere così pesantemente sul motomondiale è affidare la nuova creatura di serie ai team privati? Sono dell’idea che Ducati debba fare un passo indietro. Le competizioni si vincono con la dedizione e Ducati non ne ha posta più nella SBK.

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  2. Pito28 - 4 anni fa

    Io capisco che per chi ha Ducati nel cuore sia un orrore vedere quello che sta combinando in SBK. Ma bisogna anche essere un po’ onesti.
    @GIP5487: la 1198R non doveva essere zavorrata per non dar paga alle altre. Il 2011 fu un anno strano, in cui Pirelli “non fece in tempo” a sviluppare gomme che funzionassero bene anche per i 4 cilindri. Morale: la 1198R poteva fare le gare con una gomma morbide mentre gli altri massacravano anche le dure. E vinse 15 manche (un record penso…). Il che dimostra che Checa, con il mezzo giusto, gli altri li asfalta; anche se, ripeto, non è un fenomeno.
    Tornando alla zavorra, l’anno successivo quando c’erano i 6 kg in più Bevilacqua pianse tutto l’anno per questa penalizzazione e, nonostante 4 manche vinte (indovina un po’ con chi?) la 1198R non fu praticamente mai realmente in lotta per il titolo.
    @Pietro_67: io la 1199 non ce l’ho (beato te!), ma prendere come metro di giudizio della versione SBK la moto che compri dal concessionario (purtroppo!) oggi è totalmente fuorviante.
    Io sapevo che la caratteristica migliore delle Ducati fosse proprio la maneggievolezza e fossero loro il riferimento per le maxi-sportive in questa voce.
    Sull’Haga di oggi stendiamo un velo pietoso… su quello dei tempi d’oro va detto l’anno in cui doveva ammazzare il mondiale con l’ufficiale Ducati (Tardozzi volle lui al posto di Biaggi che corse un anno in un team satellite proprio attendendo lo sbarco nell’ufficiale, per questo combinò pochino) riuscì a perderlo contro un ragazzo (forte!) alla prima esperienza in SBK che portò il titolo in Yamaha per la prima volta. Insomma un fenomeno, ma non un vincente.
    @user_8936302: Matteo Baiocco ha vinto il CIV per 2 anni di fila. Non diciamo cavolate…

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  3. userID_8936302 - 4 anni fa

    CI rendiamo conto chi guida quella moto, Checa ke oramai a 41 anni quindi dovrebbe andare in pensione
    Badovini un pilota discreto di media classifica (neanche uno da top10)
    se poi come tester ti prendi Matteo Baiocco, ti dai la zappata sui piedi, una di quelle cose che non capisci come abbia fatto questo ragazzo ad arrivare fin lì. Neanche tra i migliori nel CIV!!!!!!

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  4. Pietro_67 - 4 anni fa

    La 1199 è la prima moto di serie ad essere senza telaio a traliccio, guarda caso ha utilizzatto tutte le tecnologie della motogp, che fino all’avvento di Rossi, utilizzava il motore come telaio. Potrebbe essere questo il problema…
    Sono un motociclista e guarda caso ho una panigale, per me è fantastica, riuscire a portarla al limite per me, anche in pista, mi è impossibile. Posso solo dire che a differenza della 1198 la 1199 ha un’agilità maggiore e scende in piega che è un piacere, direi che è paragonabile ad un honda come manegevolezza.
    Per me la moto c’è, manca un pilota di riferimento un HAGA, un BAYLISS, un CORSER, insomma un pilota che sappia il fatto suo e che possa dare delle linee guida. Checa a parte l’età è anche caduto un sacco questo anno, e secondo me l’ha data su.

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  5. userID_2932997 - 4 anni fa

    Domanda: e se fosse il telaio?
    Non ho ricordi precisi ma se non erro Ducati per la prima volta porta in SBK una moto con telaio non classicamente concepito come “traliccio in tubi di acciaio”.
    Un telaio potenzialmente capace di dare il giusto feeling fino a quando si parla delle serie minori ma quando si entra nel mondo delle prestazioni delle SBK probabilmente il tutto va in crisi molto velocemente, con comportamenti instabili e repentini.
    Spiegatemi poi quanto sia possibile per Batta imporre certe scelte tecniche a Ducati…

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  6. The_Snake - 4 anni fa

    E’ di certo colpa di Rossi.

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  7. GIP5487 - 4 anni fa

    O meglio, non lo è in quel senso. Com’è che la 1198R aveva bisogno di essere zavorrata per non dara paga alle altre due ruote e la 1199 sembra seguire le sorti della sorella Desmosedici in MotoGP? Come si fa a progettare una moto che non va altrettanto bene? Soprattutto se si è ricevuto il benestare di tanti piloti ed ex-piloti blasonati sul mezzo? Il discorso che la 1199 sia troppo estrema già di serie lascia il tempo che trova. A parer mio, il primo ostacolo sono i piloti. Ducati non ha un autentico top driver. Anche negli anni migliori Ducati non riusciva a far brillare più di due piloti all’anno per prestazioni. Anche Biaggi fece risultati modesti sulla 1198. Poi c’è da considerare che non investe in un Team ufficiale, anche se il team Althea è supportato ufficialmente non è esattamente la stessa cosa. È importante che lo sviluppo del mezzo venga supportato con reattività e continuità direttamente dalla casa. Infine, appunto, il discorso mezzo: la 1199 è un concept del tutto rivoluzionario per Ducati. Per la prima volta dal 96 non c’è più il testastretta. Oltretutto la moto, come molti hanno notato, in Stock va alla grande. Credo che il problema, in tal senso, sia per lo più l’assenza di componenti, di terzi, adeguati, che permettano alla Panigale di essere “customizzata” a livello delle altre e poter esprimere il proprio potenziale. Bisognerà attendere un pò…

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    1. Paolo Gozzi - 4 anni fa

      @Gip-87: le Ducati ufficiali sono affidate al team Alstare, con sede operativa ad Alleur, in Belgio. Il team Althea ha chiuso la collaborazione con Ducati a fine 2012 e adesso corre con l’Aprilia RSV4.

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  8. brookalfa - 4 anni fa

    Anch’io penso che il problema principale sia la moto. Perche’ dopo diverse gare ancora non sappiamo quale e’ il problema?: Potenza, coppia, gomme, trazione? In cosa la Panigale e’ inferiore alla 1198R?

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  9. scamarco - 4 anni fa

    Che dire… Secondo me la verità sta nel mezzo: sicuramente mancano i km di un pilota carismatico, di uno con LE PALLE, alla Bayliss, che detti una linea di sviluppo ben precisa.. Ho la sensazione che stiano ancora andanto per tentativi, sperando di trovare nelle innumerevoli regolazioni possibili, quella che faccia rendere la moto per quello che potrebbe dare (vedi Phillip Island); dall’altra probabilmente, il progetto è troppo avanti rispetto al solito e nemmeno chi potrebbe aiutare, come per esempio i tecnici della Ohlins, riescono a dare un contributo!! Quello che più mi fa spece, è che stiano andando forte in superstock, terreno di conquista storico delle giapponesi e ostico per la Ducati..
    Vorrei aggiungere anche una considerazione sulle gomme: da sempre sono state l’ago della bilancia nel corso dei campionati, e penso che tutt’ora sia così, anche in regime di monomarca.. Con la scusa dello sviluppo, col monomarca si tende ad appiattire la scelta a poche unità diverse, alle quali ci si deve adattare; a questo punto si appiattisce anche lo sviluppo delle moto, rendendo vana la ricerca di soluzioni innovative, riducendo tutto alla copia della miglior interprete del lotto.. In motogp, dopo che son cambiate le carcasse in funzione di quelle richieste da una certa Honda (successivamente dalla Yamaha), più morbide, casualmente la Ducati non c’ha cavato più un ragno dal buco.. Forse è quello che in SBK sta succendendo alla Panigale col passaggio alle 17″..
    Aggiungo anche un’altra considerazione: l’evoluzione ha spinto all’utilizzo dell’alluminio; in Italia abbiamo una delle migliori tecnologie sull’utilizzo dell’acciaio (telaio 1098), un’altra ottima sull’utilizzo del carbonio (telaio motogp vecchia), mentre non siamo delle cime sull’utilizzo dell’alluminio come parte stressata (telaio attuale SBK e MOTOGP)… Che sia un altro problema che sta incontrando la Ducati?? Quanto c’ha messo una certa Honda a rendere il telaio della RCV della flessibiltà giusta per poter usare al emglio le gomme senza stracciarle?!?!
    Detto questo, spero che non mollino la strada intrapresa che, sulla carta, è quanto di più funzionale si possa montare.. Mi è dispiaciuto che l’abbiano mollata in motogp: evidentemente è difficile travare il bandalo della matassa, ma son convinto che l’utilizzo del motore come parte stressata sia la via migliore in ottica prestazionale..

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  10. pinosiena - 4 anni fa

    Sono convintissimo che la Ducati uscirà da questa crisi e riprenderà la sua solita carriera.

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    1. Paolo Gozzi - 4 anni fa

      @Pino: è quello che si augurano milioni di tifosi e anche tutti gli altri. Senza la Ducati non è …Superbike!

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  11. Pito28 - 4 anni fa

    Non mi ricordo se lo ho scritto anche qui, cmq, a mio avviso il problema, vero, è la 1199 Panigale.
    Concordo sul fatto che Checa non sia un fenomeno ma un discreto pilota che con i mezzi giusti può vincere (mondiale 2011) ed anche Badovini non è quello che sembrava (mi aveva impressionato al primo anno di SBK). E’ anche vero che Checa a quasi 41 anni senza la possibilità di buoni risultati con 2 capocciate clamorose ad inizio campionato e varie altre noie fisiche non abbia più voglia di rischiare il tutto per tutto.
    Ma il problema è il mezzo. La moto non va, altro che air restrictor. Io credo che fare un 2 che va come un 4 (tanta potenza in alto) abbia fatto perdere le doti positive del bicilindrico senza pareggia il vantaggio di giri e cavalleria che hanno i 4 cilindri. Morale, oltre ad avere meno cavalli hai la stessa coppia degli altri ai medi e quindi vieni legnato in qualsiasi situazione. E poi, probabilmente, la moto non è al top neanche di ciclistica, altrimenti i piloti non si lamenterebbero del davanti, dell’agilità etc. (che era il plus della 1198R).
    Caratteristiche negative che si evidenziano quando si cerca di tirare fuori il top dal progetto: per questo la 1199 in stock va bene ed in SBK no.
    In altre parole la moto è nata già all’estremo e quando cerchi di spostare l’asticella più in alto non regge.
    Io la vedo così…

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    1. Paolo Gozzi - 4 anni fa

      L’analisi è interessante, l’ho sentita ripetere da diverse persone nel week end di Imola. Okay. Ma come si spiega il supertempone di Phillip Island? La mia convinzione, da febbraio scorso, è che una moto “sbagliata” non possa girare in 1’30″2 a Phillip Island neanche se la guida Casey Stoner….
      In quella circostanza Checa non si lamentava del davanti, dell’agilità… diceva solo che mancava un pò di potenza ma che su quella pista non era un limite così grande. E come spiegare il 1’46″8 che Badovini ha fatto in Superpole?
      Evidentemente con tanto grip (gomma ultrasoffice) la Ducati tanto piano non va. Quindi è solo un problema di gomme non adatte alla Panigale?
      Potrebbe essere: la Kawasaki ha preso il volo con le attuali 17″….

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  12. georgekaplan - 4 anni fa

    Né Checa né Badovini sono due cavalli di razza.
    Checa è sempre stato un discreto pilota sia in 250 che in 500 e poi in MotoGP.
    Nel 2011 aveva una moto perfetta ed è stato fortunato.
    L’anno scorso a Imola sembrava una moto di un’altra categoria (e aveva la zavorra…).
    Ma non è “un Biaggi”. Badovini ancora peggio.
    Se avessero Sykes, o anche “solo” Rea, la Ducati andrebbe più forte.

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    1. Paolo Gozzi - 4 anni fa

      Davide Tardozzi tentò di portare Rea in Ducati nel 2007, ma Jonathan preferì restare alla Honda sperando di poter salire sulla MotoGP.

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