Blog La MotoGP degli orrori

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In Argentina la “top class” ha toccato il fondo. Improvvisazione, problemi tecnici, gare dimezzate, collisioni in famiglia: un pianto. Si è salvato solo un Marquez spaziale.

1 Commento

L’unica consolazione è che è finita. Adesso tutti via di corsa in Texas, sperando che il prossimo fine settimana cancelli l’incubo argentino. La chiamano top class, il meglio del meglio, la massima espressione del motociclismo. In realtà se ne sono viste di tutti i colori. Eccovi un breve viaggio nella galleria degli orrori.

PISTA – Nella prima sessione i piloti hanno girato sei secondi più piano del normale. Pioggia? No, pista sporca. Okay, a Termas de Rio Hondo corrono una volta ogni morte di papa, ma neanche nelle gare della parrocchia succede che il venerdi l’asfalto sia in condizioni così tragiche da non poter guidare. Domanda: ma il giovedi chi deve ispezionare tutte le installazioni, sicurezza compresa, dov’era?

GOMME – La Michelin è tornata in pompa magna ma ci vorranno mesi, se non anni,  per rimediare al danno d’immagine procurato dal pauroso scoppio della posteriore sulla Ducati di Loris Baz nei test di Sepang e il distacco di parte del battistrada sulla Ducati di Scott Redding nel sabato argentino. Il timore che il (serissimo) rischio potesse ripetersi in gara ha innescato una girandola di continui cambi di programma culminati  con la decisione più grottesca:  obbligare il cambio moto per limitare l’uso delle coperture a soli dieci giri. Decisione che ha finito per  rovinare lo show azzoppando Valentino Rossi entrato nel box con la Yamaha M1 e ripartito in Lambretta. Addio duello bis con Marquez. E secondo me è dispiaciuto anche a Marc vincere così facile.

DELITTO – Andrea Iannone aveva fatto le prove generali in Qatar, quando due settimane la Ducati gemella di Andrea Dovizioso si era salvata per un millimetro con l’abruzzese steso da solo. Stavolta The Maniac ha fatto le cose per bene, all’ultimo giro. E’ entrato dentro, ha perso aderenza e ha falciato il compagno che col secondo posto sarebbe stato a un punto da Marquez leader del Mondiale. “Il disastro di Vasto” hanno commentato alla TV svizzera. La Desmosedici è una gran moto ma lo spogliatoio è a pezzi.  Iannone, che ancora in MotoGP deve vincere una gara,  si è firmato da solo la lettera di licenziamento. Il problema è che l’attesa di Jorge Lorenzo durerà ancora sedici GP.

1 commenti

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  1. enricobiondi5_332 - 10 mesi fa

    Concordo pienamente con Gozzi. La motoGp sta diventanto un campionario di nefandezze tali che diventa ogni weekend sempre più inguardabile. Iannone in verità è da tempo che si sta scavando la fossa da solo. E il fatto che abbia scelto come nomignolo The Maniac di certo non lo aiuta…

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