TT Quando Paton faceva piangere gli inglesi E adesso vai Bonetti!

TT Quando Paton faceva piangere gli inglesi E adesso vai Bonetti!

Mercoledi alle 15 (italiane) Stefano Bonetti con la Paton S1 punta al successo nel TT Lightweight. Ago-MV Agusta nel 1972 l’ultimo trionfo tutto italiano.

2 commenti

Forse qualcuno dei lettori più giovani di Corsedimoto nel  leggere la notizia del grande exploit di Stefano Bonetti e la Paton nelle prove del Lightweight TT (650cc bicilindriche)  si sarà chiesto sorpreso: “Paton? E cos’è?”

TT 1969 Angelo Bergamonti con la Paton bicilindrica
TT 1969 Angelo Bergamonti con la Paton bicilindrica

ORIGINE – La Paton è una delle realtà del motociclismo italiano nate dalla passione, dalla professionalità e dalla perseveranza che hanno fatto da corollario ai trionfi di Guzzi, Gilera, Mondial, MV Agusta, Morini integrandone la leggenda. La nascita della Paton risale a quell’infausto “patto di astensione” che a fine stagione 1957 fece uscire dalla scena mondiale Gilera, Guzzi e Mondial, lasciando così la strada aperta all’invasione dell’industria giapponese. Giuseppe Pattoni e Lino Tonti – dalle loro iniziale nacque il nuovo marchio – erano tecnici del reparto corse Mondial, in particolare Pattoni era il tecnico di riferimento di Cecil Sandford che nel ’57 aveva vinto il mondiale 250. I due stavano impostando una nuova serie di motori bialbero e, per non gettare alle ortiche il lavoro già fatto, decisero di mettersi in proprio. E sapete che moto scelse il grandissimo Mike Hailwood per il suo debutto al TT? Proprio una Paton 125 bialbero con la quale si piazzò al settimo posto!

CHE STORIA – Da quel giorno “il Pep”, com’era affettuosamente chiamato Giuseppe Pattoni, entrò nell’Olimpo del motociclismo, non solo al TT dove con Alberto Pagani conquistò il podio della 250 nel ’64 ed una serie di brillanti prestazioni con Billie Nelson, Fred Stevens e Angelo Bergamonti, ma nell’intero circus mondiale, soprattutto nella seconda metà degli anni Sessanta, in perenne battaglia con le monocilindriche inglesi e raggiungendo spesso sul podio gli inarrivabili Agostini con la MV e Hailwood con la Honda, e sfiorando addirittura la vittoria in Jugoslavia con Franco Trabalzini. Con la sua Paton 500 bicilindrica addirittura Angelo Bergamonti si permise di vincere il titolo tricolore della maggior cilindrata nel 1967. Ma altri risultati prestigiosi all’italiano venivano con Gallina, due volte secondo e due terzo, Toracca due volte secondo e Trabalzini una volta secondo in piena era Agostini!

Marco Dall'Aglio 1° a Froburg (Germania) con Paton S1
Marco Dall’Aglio 1° a Frohburg (Germania) con Paton S1

ERA MODERNA – Quando apparve chiaro che i motori due tempi prevalevano, a metà anni ’70, anche la Paton fu costretta ad allinearsi con un V4 dotato di un solo albero motore, la soluzione tecnica adottata dalla Honda dieci anni dopo per la NSR. Ma i tempi erano cambiati, le risorse economiche gettate nella lotta dai grandi costruttori non erano alla portata della Paton, che si difendeva con onore, ma non poteva aspirare più in alto. L’ultima soddisfazione per il Pep veniva dal terzo posto nel Campionato Europeo 1988 di Vittorio Scatola. Ma il motociclismo stava cambiando; l’acquisizione di Dorna dei diritti sul motomondiale, con il numero chiuso dei partecipanti, portava nel 1997 al “gran rifiuto” dell’iscrizione della Paton al motomondiale,  in palese dispregio a tutto quello che la casa dei cinque ingranaggi aveva significato per quarant’anni. Il 30 agosto 1999 Giuseppe Pattoni moriva per un improvviso malore, e da quel momento l’azienda veniva portata avanti dal figlio Roberto che lo aveva affiancato già da tempo con identica passione.

FORZA BONNY! – Mercoli 8 giugno  la Paton S1, la prima “stradale da corsa”, si riaffaccia di prepotenza al TT. I rivali dovranno stare attenti: nel DNA della S1 c’è tanta della storia del Mountain Course, già due anni fa conquistò un sesto posto con Linsdell ed ha anche già assaporato la vittoria con Marco Dall’Aglio sullo stradale di Frohburg nel settembre scorso. Bonetti ha fatto il secondo miglior tempo in prova, dietro lo specialista Michael Rutter (Kawasaki) e avrà un problema in più: alla partenza che avviene un pilota per volta, con intervallo di dieci secondi, scattera 21° tre minuti e venti secondi dopo il primo.  Da percorrere quattro giri, per 240 chilometri in totale. In bocca al lupo Bonny!

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  1. rossiterredicuccagn_984 - 12 mesi fa

    Ciao a tutti, si sa qualcosa della gara delle lightweight?? Dal sito del TT non si capisce se c’è stata la corsa….

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    1. Paolo Gozzi - 12 mesi fa

      La Lightweight parte alle 19.30 italiane, ci sono stati dei rinvii causa condizioni meteo che non permettevano agli elicotteri di atterrare ad Alpine e in altre zone. Stay tuned

      Rispondi Mi piace Non mi piace

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