TT Nuova tragedia, due morti in un pomeriggio all’Isola di Man

TT Nuova tragedia, due morti in un pomeriggio all’Isola di Man

Week end nero per i motori: venerdi la morte di Luis Salom in Moto2 a Barcellona, sabato due tragedie in poche ore al Tourist Trophy all’Isola di Man

E’ un fine settimana nerissimo per il motociclismo. Venerdi la scomparsa di Luis Salom, 24 anni, durante le prove Moto2 del GP Spagna a Barcellona. Sabato due tragedie in poche ore al Tourist Trophy sui 60,6 chilometri del Mountain Circuit, il tracciato stradale più veloce e pericoloso del Mondo.

L’ultima vittima è Paul Shoesmith, 50 anni, originario di Poynton, in Gran Bretagna. Era impegnato nelle prove della Superstock con una BMW quando ha perso il controllo sul rettilineo di Sulby, il punto più veloce: lì si viaggia a oltre 300 km/h in un tunnel di alberi, case, muri. Impossibile salvarsi se qualcosa va storto. La sessione è stata subito abbandonata.

Paul Shoesmith, 50 anni
Paul Shoesmith, 50 anni

Shoesmith era molto conosciuto nell’ambiente delle corse su strade normalmente aperte alla circolazione. Aveva debuttato al TT nel 2005 e proprio nello stesso giorno della tragica scomparsa si era classificato 29° nella gara Superbike che ha aperto la settimana di gare all’Isola di Man. Aveva compiuto i sei giri (320 chilometri) alla media di 202,188 km/h, suo record personale. La gara è stata vinta dallo specialista Michael Dunlop, 27 anni, autore anche del  nuovo primato  a 214,229 kh/h.

Nello stesso pomeriggio, al primo giro della gara sidecar, è morto l’australiano Dwight Beare, 27 anni, uscito di strada a Rhencullen, altro punto velocissimo, poco prima di Sulby. La corsa era stata fermata per rimuovere i rottami con nuova partenza un’ora dopo.

Mentre in MotoGP montano polemiche sulla sicurezza, al TT i morti si piangono in silenzio. Oggi, domenica, è giornata di riposo ma lunedi tutti torneranno in strada per le gare Supersport e Superstock, proprio quella cui avrebbe dovuto partecipare il povero Paul. E tutti andranno fortissimo, anzi di più: senza remore, perchè il pericolo e la morte stessa sono parte del fascino di questo evento terribile ma di enorme attrazione.   “E’ scomparso facendo la cosa che amava” è il mantra che rimbalza sui social, nel paddock, sui prati dove migliaia di spettatori seguono (gratis) lo “lo spettacolo più bello del Mondo“, per usare lo slogan degli organizzatori.

Al TT si moriva, si muore e si morirà. Tutti ne sono consapevoli, è questione di “mentalità” per piloti, organizzatori, appassionati. Già, perchè all’Isola di Man si corrono  rischi altissimi anche solo guardando le gare da bordo strada. E’ difficilissimo accettarlo per chi non conosce l’ambiente e non ha mai visto una road race, ma è cosi. Lo spettacolo più bello del Mondo.

 

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