Tourist Trophy – 9 giorni Il primo assalto italiano all’Isola di Man

Tourist Trophy – 9 giorni Il primo assalto italiano all’Isola di Man

Per decenni il TT è stato feudo dei britannici. Ma nel 1926 Pietro Ghersi sfiorò l’impresa. Ecco chi era e cosa successe.

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Un tempo il TT era la roccaforte dell’industria motociclistica britannica: Triumph, Sunbeam, AJS, Matchless, Norton imponevano la British Supremacy a quanti si avventuravano fino alla lontana isola sperduta nel Canale d’Irlanda in cerca di gloria.

La prima moto straniera vincente al TT: l'americana Indian nel 1911
La prima moto straniera vincente al TT: l’americana Indian nel 1911

La prima vittoria di una marca straniera risale al 1911, proprio nell’anno in cui il TT approdava sul Mountain Course sul quale si disputa ancora oggi. Il merito va alla bicilindrica americana Indian che, approfittando dell’indiscusso vantaggio della trasmissione a catena con cui era equipaggiata sulla trasmissione a cinghia montata sulle rivali britanniche, si impose nettamente nel Senior TT, conquistando con le tre moto partite i primi tre posti in classifica dopo oltre 300 durissimi chilometri di gara. Il vincitore fu O.C.Godfrey che impiegò 3h 56m 10s alla media di 76,63 km/h, precedendo i compagni di squadra C.B.Franklin e A.Moorhouse.

ASSALTO ITALIANO –  La fama del TT arrivò presto anche in Italia ed i nostri piloti furono ben presto attratti dal fascino della corsa. Il primo tentativo risale addirittura al 1908, quando Ernesto Gnesa, svizzero di nascita ma italiano d’adozione, fu costretto al ritiro con la sua Rex Acme bicilindrica. Più tardi, nel 1913, era la volta di Giovanni Ravelli (Premier 500) ed Ernesto Vailati (Rudge 500) a tentare l’avventura, ma con poca fortuna visto che entrambi furono costretti al ritiro.
Nel primo dopoguerra fù  il grande Achille Varzi ad approdare all’isola di Man, una prima volta nel 1924 con una DOT 350 che, ad onta del nome (Devoid of Troubles) lo lasciò a piedi, e quindi nel 1925 con la Sunbeam con la quale si ritirò nello Junior TT ed arrivò ottavo nel Senior TT.

Pietro Gherzi con la Guzzi al TT 1926
Pietro Gherzi con la Guzzi al TT 1926

ARMATA ITALICA – Il 1926 vide prima spedizione in forze degli italiani al TT. Sei piloti: Achille Varzi (Sunbeam 500), Erminio Visioli (Garelli 350), la squadra Bianchi 350 con Miro Maffeis, Luigi Arcangeli e Mario Ghersi, mentre Pietro Ghersi con la Guzzi avrebbe corso nella Lightweight e nel Senior. E stavolta i nostri rappresentanti, Pietro Ghersi in particolare, affrontarono la grande sfida con risultati tali da richiamare l’attenzione sugli italiani di tutto il mondo motociclistico. Nel Lightweight TT Pietro Ghersi passa in testa ai 21 concorrenti al primo giro in 35’49” mentre il più diretto avversario Handley gira in 36’37”; al secondo giro ancora Ghersi al comando davanti a Walter Handley (Rex Acme). Al terzo giro è sempre Ghersi primo, ma alle sue spalle si è portato Paddy Johnston con la Cotton dotata del nuovo motore Blackburne, seguito da Handley.
Il quarto giro non vede variazioni, con Johnston distaccato di 3’56” da Ghersi, poi Handley si ritira e Ghersi si deve fermare a cambiare la candela a Ballacraine, e Johnston lo supera, tuttavia Ghersi, partito un minuto dopo è ancora al comando. Alla fine del sesto giro Ghersi guida ancora la corsa 12” di vantaggio. Purtroppo Ghersi deve fermarsi a rifornire, perde parecchi secondi e malgrado un furioso inseguimento recupera solo in parte il tempo perduto: Johnston vince con 20” su Ghersi.

FURORE DI POPOLO –  La folla accoglie l’arrivo di Ghersi con un’ovazione perché sa che l’italiano ha perso quattro minuti nel cambio della candela; ma le amarezze non sono finite per Ghersi, alle verifiche post gara la giuria lo squalifica perché riscontra una candela di marca diversa, KLG, da quella FERT dichiarata nel modulo d’iscrizione. A Ghersi rimane solo l’onore del g.p.v. alla media di 101,579 km/h di media.Ma l’ingiustizia, anche se la lettera del regolamento era stata rispettata, subita da Ghersi susciterà l’ira della folla che minaccia di linciare gli organizzatori, Ghersi stesso amareggiato non vuol partecipare al Senior TT con la 500. Alla fine la giuria promette che la sentenza sarà rivalutata, anche per le pressioni dello stesso Governatore dell’isola di Man, intervenuto di persona per riammettere l’italiano in classifica. Ma tutto fu inutile, “passata la festa, gabbato lo santo” e nella riunione finale i marshals inglesi furono inamovibili. Per gli italiani una magra soddisfazione, dopo la caduta di Ghersi a Ramsey nella 500, viene da Varzi settimo che vince la Visitor’s Cup come corridore straniero che nel corso della settimana di gare abbia ottenuto il miglior risultato. Bisognera aspettare il 1937 per vedere il tricolore vincere con Tenni nella 250 Guzzi.

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