Tom Sykes firma l'ottavo trionfo sul tracciato di
Donington, mai nessuno come lui, neanche Carl Fogarty mito Ducati degli anni '90. E' stata la 30° vittoria del 30enne britannico, forse la più bella della carriera. Perchè
Jonathan Rea, il Cannibale, è rimasto attaccato alle caviglie per tutta la gara, ci ha provato in ogni modo ma stavolta è rimasto a digiuno.
Il bello di Rea è che lui vince anche quando perde. Il secondo posto infatti gli permette di guadagnare altri quattro punti su
Chaz Davies e la Ducati, adesso a -62 punti. Il 29enne gallese, che due gare fa era a -35, ha perso anche la piazza d'onore nel Mondiale adesso nelle mani di Sykes, a 56 punti dal compagno di squadra. Forse sono troppi per sperare di ribaltare la situazione, perchè Rea martella risultati con una consistenza straordinaria: in 40 gare con la
Kawasaki è finito fuori dal podio due volte, per altro facendo quarto...
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Sono un po' deluso con me stesso, la moto era perfetta" è stata l'onesta dichiarazione a caldo del campione del Mondo. Ma Rea non deve rammaricarsi, a
Donington Tom il Matto è un marziano. E' stato talmente bravo da chiudere ogni varco anche quando, nel finale, il suo ritmo scatenato era drasticamente calato, quasi un secondo. Se andasse cosi dappertutto sarebbe da MotoGP...
Davide Giugliano, secondo sabato, è di nuovo affondato in una inspiegabile settima posizione.
"C'era qualcosa che non andava, la Panigale non si fermava" ha raccontato il 26enne romano. Che rischia sempre di più di essere oscurato, in chiave italiana, dall'astro nascente
Lorenzo Savadori, autore di una prestazione superlativa chiusa al quarto posto a neanche due secondi da
Chaz Davies.
"Ero a meno di un secondo, ho pensato che per attaccarlo avrei dovuto prendere troppi rischi e non mi andava buttare via questo week end fantastico, ci sarà tempo per il podio". Savadori, solo 22 anni, appena sette gare in
Superbike non è solo bravo, ma anche molto intelligente.
Foto Diego De Col