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Rory Skinner, a soli 19 anni, si è guadagnato il passaporto per la Superbike britannica. Dominando la Supersport del BSB, l'astro nascente si è trovato nell'imbarazzo della scelta. Ha vagliato varie proposte, anche molto allettanti, per salire nel Mondiale di categoria ma infine ha preferito la Kawasaki che lo farà debuttare nel British Superbike (
BSB), il campionato nazionale più competitivo del mondo. Ha firmato da professionista con il team FS-3, di durata biennale, così avrà tutto il tempo per fare esperienza e puntare molto in alto. La domanda sorge spontanea: perché queste opportunità di carriera non si presentano più ai nostri talenti del motociclismo?
Gli italiani restano a guardare
E' questo l'argomento del commento di Alessio Piana, che potete seguire nel video qui sopra. Il BSB è ancora descritto da qualche male informato come "cimitero degli elefanti", cioè una serie dove vincono vecchi draghi ormai a fine carriera. Invece negli ultimi anni la Superbike è diventata trampolino di lancio di talenti: Cal Crutchlow, Alex Lowes e Jonathan Rea, solo per citare i più famosi e titolati, vengono da questo mondo. Più di recente, Jake Dixon ha spiccato il volo da BSB direttamente in Moto2, in una formazione di punta. Da noi invece i migliori talenti passano le giornate in attesa di qualche chiamata. Il caso di Luca Bernardi, campione Supersport del CIV ancora in cerca di un'occasione 2021, è emblematico. Purtroppo non è il solo.
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