Rally Raid A scuola con il mito Marc Coma

Rally Raid A scuola con il mito Marc Coma

Il fuoriclasse spagnolo cinque volte trionfatore alla Dakar dispenserà consigli ai piloti durante il Merzouga Rally che si corre il 21-27 maggio in Marocco

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Quando la lotta è contro il cronometro, il supporto di un campione può fare la differenza. Perfino Valentino Rossi si è affidato all’occhio attento di Luca Cadalora per cercare di limare anche un decimo nella sua caccia al decimo titolo iridato. Mentre Dani Pedrosa si era presentato ai test invernali di Phillip Island con Sete Giberanu.

Nella pista come nell’off-road, i consigli di un altro pilota esperto possono fare la differenza e allora perché non imparare da chi la Dakar l’ha vinta ben 5 volte? In occasione del Merzouga Rally, che si terrà dal 21 al 27 maggio nel sud del Marocco, Marc Coma, Direttore Sportivo della Dakar e Direttore del rally africano, metterà la sua esperienza a disposizione dei piloti. Un’occasione unica da non perdere.

Ma quali sono i consigli che Marc si è trovato spesso a dare e quali le domande che gli vengono rivolte? Ne abbiamo parlato con Coma, prima della sua prossima trasferta sudamericana che lo vedrà impegnato nello scouting dei percorsi della Dakar 2017. Rally 2

Prima di tutto, qual è la parola d’ordine per una disciplina come il Rally Raid?

“Il rally non è un gioco e la cosa che ripeto sempre è che bisogna andare piano. Occorre innanzitutto capire il contesto in cui ti trovi. Un pilota si trova ad affrontare il deserto ed è portato ad andare veloce come farebbe altrove. Il deserto va trattato con rispetto, occorre affinare la tecnica sulla sabbia e sulle dune, fare un reset della mentalità. Oltre alle abilità tecniche, contano molto la preparazione atletica ed avere delle conoscenze di meccanica di base perché nei rally raid il pilota è solo, non c’è dietro un team come in MotoGP. Bisogna curare l’alimentazione, ma anche il riposo perché è una gara articolata su tanti giorni. É una sfida, ma anche un insieme di competenze che si possono apprendere”.

Quali argomenti tratterà al Merzouga?

“Abbiamo in programma una serie di workshop che si terranno ogni giorno. I temi principali saranno come affrontare le condizioni ostili, come si prepara un roadbook, i segreti della navigazione, la guida sulla sabbia, come allenarsi in vista della Dakar, i segreti per sopravvivere alla tappa marathon e così via. Saranno importantissime anche le domande dei piloti”.

Per esempio, come si affronta un imprevisto?

“La situazione imprevista può sempre succedere, ci sono buone probabilità che si verifichi, ma non sappiamo quando e in che forma. Il segreto sta nel non farsi trovare impreparati. Occorre sapere come comportarsi se ci perdiamo, se la moto si rompe, se troviamo un pilota che ha avuto un incidente lungo il percorso e così via. L’imperativo è mantenere la calma. Insegnerò come si possono gestire gli imprevisti”.20160116DAK3657

Quanto è importante la navigazione?

“La navigazione resta fondamentale ed è un valore che non dobbiamo perdere. Per questo abbiamo scelto il Merzouga come trampolino verso la Dakar, perché è una gara tecnica e navigata.

Quali sono le principali novità di questa edizione?

“Prima di tutto l’ingresso nel Dakar Series e il cambio di date. Il Merzouga è stato anticipato a maggio, perché gli organizzatori della Dakar si trovano ogni anno nella condizione di dover valutare il livello di preparazione dei piloti che aspirano a partecipare alla Dakar La selezione avviene a luglio e puntiamo tantissimo affinché si arrivi con un parterre di piloti sempre più preparati al via. Per questo sul Merzouga lavoreremo molto con i piloti sia a livello di navigazione sia a livello di tecnica con workshop dedicati. I piloti che termineranno il Merzouga saranno pronti per affrontare un rally come la Dakar. Non solo, il Merzouga è ideale anche per i Pro perché viene utilizzata la stessa strumentazione della Dakar. É quindi utilissimo per allenarsi sulle dune e sperimentare le nuove tecniche di navigazione. Per esempio, al Merzouga introdurremo per la prima volta un nuovo way point che utilizzeremo anche nella Dakar 2017. Per il resto, abbiamo mantenuto il concept del Merzouga perchè è vincente: prezzo ragionevole, tante dune, ambiente familiare. Restano il prologo, la tappa marathon, una partenza in stile cross. Insomma il divertimento è assicurato”.

Si può correre il Merzouga anche con una moto da enduro?

“Sì, questa è una cosa bella della filosofia del Merzouga. Si può correre con una moto da enduro con piccole modifiche per la strumentazione di sicurezza e il roadbook. I rifornimenti di benzina sono ravvicinati e bastano 130 km di autonomia. Correre con una moto da enduro riduce i costi, mentre chi desidera allenarsi per la Dakar utilizzerà una moto da rally”.

Come sta cambiando la disciplina dei rally Raid?

“Quest’anno alla Dakar abbiamo visto una nuova generazione di piloti molto preparati tecnicamente. Ci sono tanti Campioni del Mondo di Enduro e di Motocross che hanno alzato il livello e la velocità, ma l’esperienza, la navigazione e la strategia di gara restano fondamentali. Il Merzouga Rally sarà il nuovo trampolino di lancio per tanti nuovi talenti”.

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