Nicola Dutto, primo motociclista paraplegico alla Dakar

Nicola Dutto, primo motociclista paraplegico alla Dakar

Primo obiettivo raggiunto: costretto su una sedia a rotelle per un incidente nel 2010, Nicola Dutto sarà al via alla Dakar 2019 nella categoria moto. Ecco la sua storia.

di Diana Tamantini, @dianatamantini

“Non ho mai odiato la moto o rinnegato quello che ho fatto. Mi reputo un ragazzo fortunato perché ho potuto trasformare una passione in una professione, con tutti i rischi del mestiere. Quando sono in sella mi dimentico di non poter usare le gambe. La moto mi ha spezzato ma mi ha salvato.” Sono queste le parole che usa Nicola Dutto sul suo sito personale quando parla della sua storia. Un racconto di come le due ruote possano fare molto male, ma di come possano ancora portare grandi soddisfazioni se si ha il coraggio di rialzarsi. A partire dall’incidente del 2010 che l’ha lasciato su una sedia a rotelle, Dutto ha saputo lavorare instancabilmente raggiungendo un obiettivo per molti impensabile: nel 2019 sarà il primo pilota paraplegico a prendere parte al Rally-Raid Dakar, definita la competizione più famosa nonché più difficile e pericolosa del mondo.

Guardando il palmares di questo pilota, si contano svariati titoli: si comincia con il Campionato di Spagna di Rally TT nel 2004 e nel 2006, diventando in quest’ultimo anno anche Campione Italiano Baja (ripetendosi poi nel 2009), mentre nel 2008 è Campione Europeo Baja assoluto e nella categoria A3, titolo che ottiene anche l’anno successivo nella categoria B2. Una carriera in continua ascesa e che stava portando il pilota italiano a realizzare uno dei suoi sogni, vale a dire competere nella Baja 1000 Iron Man americana, una prova durissima e nella quale non è previsto alcun tipo di assistenza. Una carriera però che ha subito una brusca svolta il 20 marzo 2010, a Pordenone: Dutto era alla prima prova speciale del campionato europeo Baja ma, arrivato all’altezza del fiume Tagliamento, non vede una pietra nascosta nella sabbia e cade così dalla moto ad una velocità media di 150 km/h.

Le conseguenze di questo incidente sono state davvero pesanti: il pilota cuneese infatti riporta la frattura della settima vertebra dorsale ed è costretto da quel momento in poi a muoversi su una sedia a rotelle. La forza e la tenacia di Dutto non hanno posto fine ad una carriera che per molti invece si sarebbe conclusa dopo quel terribile incidente: ha iniziato a muoversi nuovamente con un buggy, prima di ricominciare a pensare alle due ruote. Importante fu anche l’incontro con Doug Henry, pilota paraplegico nordamericano di motocross, che l’ha definitivamente convinto a riprovarci nonostante i problemi burocratici: l’italiano infatti corre con licenza spagnola, visto che la Federazione Motociclistica Italiana non gliel’ha concessa per via della sedia a rotelle. Nel 2011 poi si è comprato una Suzuki 450 RMX, esattamente la stessa con cui aveva avuto l’incidente ma chiaramente modificata per adattarla alle nuove condizioni fisiche, e l’anno successivo torna a competere al Baja Aragón, concluso al 24° posto solo per la rottura di un fusibile.

Questa competizione segna il ritorno ad alti livelli di Nicola Dutto, sempre in gara accanto a piloti normodotati: nel 2013 è 3° nel Baja 1000 in Messico (diventando il primo pilota paraplegico a competere nel Mondiale Desert Race), nel 2015 è quarto al Mondiale Baja nonché miglior pilota italiano (in quest’ultimo anno ricordiamo anche il conferimento del premio USSI come miglior atleta disabile piemontese). Fondamentale è anche l’aiuto del pilota spagnolo Julián Villarrubia, importante per aiutare Dutto a focalizzarsi su quello che ormai è l’obiettivo principale da tempo: diventare il primo paraplegico in moto a prendere parte alla Dakar, una competizione alla quale Villarubia ha preso parte accanto a Rafal Sonik (vincitore nel 2014 nella categoria quad). Nel 2016 si comincia a parlare con Marc Coma, direttore sportivo del Rally-Raid, ma si presenta il problema della mancanza di esperienza in questo tipo di competizioni.

Non è un problema per Nicola Dutto, che nel 2017, in sella alla sua KTM modificata, completa il Rally Merzouga (saltando solo una tappa) ed il Rally del Marocco, acquisendo così l’esperienza necessaria nel deserto che gli permetteva così di inviare nuovamente la richiesta di partecipazione alla Dakar. Lo scorso 18 luglio ecco la tanto desiderata risposta, firmata dal direttore della competizione Etienne Lavigne, con la quale veniva finalmente accettata l’iscrizione all’edizione 2019 del Rally Dakar: a 48 anni, Nicola Dutto diventa il primo pilota paraplegico a prendere parte all’evento più difficile del mondo nella categoria moto. Tanta la strada fatta da “quel giorno che mi ha cambiato la vita… in meglio!”, come ha sempre dichiarato il pilota, conscio però del fatto che ne rimane ancora tanta da fare: in questi giorni intanto ha completato la 35° edizione della Baja Aragón, un utile “allenamento” in vista della durissima competizione che lo attende a gennaio 2019.

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