Valentino Rossi ‘Keep Calm’: gli errori Yamaha e l’alieno Marquez

Valentino Rossi ‘Keep Calm’: gli errori Yamaha e l’alieno Marquez

Valentino Rossi lancia messaggi infuocati alla fabbrica Yamaha. Gli errori nello sviluppo, l’elettronica a rilento e l’alieno Marquez mettono a dura prova il box VR46.

di Luigi Ciamburro
Valentino Rossi

(Read here this story in English) Il secondo posto in classifica di Maverick Vinales, a meno 36 punti da Marc Marquez, e il podio di Valentino Rossi a Le Mans non fanno dormire sonni tranquilli in casa Yamaha. La fabbrica di Iwata procede molto a rilento nello sviluppo della M1 2018 e, dopo un inverno di errori e “pigrizia”,  dove i tecnici sono stati incapaci di colmare il gap, sarà difficile rimettersi alla pari con Honda e Ducati entro la fine di questo campionato.

MOTORE – Il nuovo motore di Rossi e Vinales è più aggressivo rispetto al vecchio, provocando un maggiore stress sulle gomme che si traduce in più difficoltà a trovare grip al posteriore. Johann Zarco beneficia di un propulsore con meno coppia che, abbinato ad uno stile di guida più ‘soft e ad un fisico più snello, riesce a fare la differenza. Inizialmente i piloti ufficiali hanno promosso il motore 2018, ma quando hanno testato in Qatar un nuovo “cuore pulsante” per la M1 era troppo tardi e Yamaha ha dovuto congelare la specifica precedente. L’asso nella manica di Johann risiede nel binomio motore-elettronica: “La moto di Zarco ha un motore diverso, unico ed esclusivo“, ha dichiarato Ramon Forcada a Movistar MotoGP. “Il problema è che, per regolamento, deve essere unico per la squadra, e devi prendere due piloti come Maverick e Valentino, l’uno di dieci centimetri più alto dell’altro, uno che pesa quindici chili in più e guida in modo diverso, quindi diventa difficile essere d’accordo sul motore”.

ELETTRONICA – Le cause del malessere Yamaha non risiedono solo nel propulsore, perché una moto è un pacchetto costituito da elettronica, telaio, motore e pilota. La YZR-M1 chiede un’elettronica differente rispetto all’anno scorso, capace di adattarsi al nuovo motore. La difficoltà principale è che il software Magneti Marelli non si è adattato bene alle caratteristiche della nuova moto: “Con l’elettronica non siamo in grado di sfruttare l’aderenza o la trazione che il pneumatico può avere”, ha aggiunto Forcada. “In Giappone, gli ingegneri hanno un’idea della via da seguire per risolvere questi problemi di grip, ovviamente è quello di creare un motore tipo Zarco, ma non possiamo usarlo“. Gli errori a livello motoristico possono essere corretti solo con l’elettronica, ma serve tempo, lavoro e prove per trovare una soluzione e sarà ormai tardi per poter rincorrere il titolo iridato. A questo punto la stagione Yamaha potrebbe già dirsi conclusa.

VALENTINO ‘KEEP CALM’ – Valentino Rossi spera in una seconda parte di campionato più competitiva, ma non smette di lanciare dardi infuocati ai tecnici giapponesi. “A febbraio ho detto che eravamo indietro: sono un pilota di esperienza, solitamente ci prendo in queste cose, ma la reazione è sempre molto lenta”. A nulla è servito il recente test al Mugello, dove Iwata non ha portato nessun aggiornamento importante e si è dovuta limitare a studiare il miglior set-up: “Prima del test ero ottimista, dopo il test… abbiamo fatto piangere”. Parole sussurrate con un cinico sorriso ma che nascondono una situazione sull’orlo di una crisi di nervi nel box dei tre diapason. Valentino non ha altra scelta che cercare di mantenere una calma apparente, si rifiuta di pensare ad un lavoro anticipatamente focalizzato sulla stagione 2019 e che si rivelerebbe inutile: “Le moto dal 2016, 2017 e 2018 sono solo numeri, in Yamaha la moto è sviluppata solo passo dopo passo. Non è come la Formula 1, dove le regole cambiano e l’auto per il 2019 è molto diversa dal 2018. Si tratta di dettagli che migliorano l’intero pacchetto. Ecco perché penso che dovremmo sviluppare questa moto”.

CHI PUO’ FERMARE MARQUEZ? – Il campione della Repsol Honda non solo può contare su un già solido vantaggio in classifica, ma la sua RC213V si è dimostrata impeccabile sia sui tracciati favorevoli che su quelli tradizionalmente più in salita come Le Mans. HRC ha compiuto un progressivo lavoro di sviluppo durante l’inverno, ma anche nei test di Jerez e del Mugello, trovando soluzioni elettroniche che hanno dato un surplus tecnico non indifferente. Il rischio è che il titolo 2018 possa essere vinto con largo anticipo. “Marc ha già un grosso vantaggio, ma il problema per i suoi avversari non è il vantaggio, ma la sua velocità – ha ammesso Valentino Rossi -. È l’uomo più veloce in pista, ecco perché sarà molto difficile fermarlo”. Nel 2017 El Cabroncito ha avuto più difficoltà, soprattutto con l’anteriore. Quest’anno i tecnici HRC hanno saputo trovare anche la giusta soluzione aerodinamica, strada poco battuta nella scorsa stagione, impiegabile su tracciati che spingono la moto all’impennata. Un connubio team-moto-pilota che sarà difficile scalfire, almeno per questo Motomondiale. (Read here this story in English)

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