Valentino Rossi: i punti deboli della Yamaha M1 in Austria

Valentino Rossi: i punti deboli della Yamaha M1 in Austria

Valentino Rossi in apnea al Red Bull Ring: elettronica, gomme e ripartenze frenano la M1 sul tracciato austriaco. Yamaha tenta la carta deflettore al posteriore.

di Luigi Ciamburro
SPIELBERG, AUSTRIA - AUGUST 10: Valentino Rossi of Italy and Movistar Yamaha MotoGP heads down a straight during the MotoGp of Austria - Free Practice at Red Bull Ring on August 10, 2018 in Spielberg, Austria. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Le zone di accelerazione sono la principale preoccupazione di Valentino Rossi in Austria, costretto a passare dalla Q1 per tentare di partire dalle prime file. L’elettronica del suo prototipo MotoGP non è alla pari con i sistemi Ducati e Honda, non è certo un mistero, ma al Red Bull Ring i punti deboli vengono risaltati in tutto e per tutto. Non resta che giocare in difesa e sperare in un regalo altrui per guadagnare punti preziosi, cercare di tenere salda la seconda posizione in classifica insidiata da Andrea Dovizioso a -19, ma grande favorito in terra austriaca.

Il punto di forza della M1, l’alta velocità in percorrenza di curva, qui non può essere sfruttata. “In Austria non ci sono molte curve di questo tipo, dobbiamo affrontare tutti gli aspetti, compresa la frenata, è difficile, il gap è più grande, stiamo soffrendo“, ha sottolineato Valentino Rossi. “Non sono tra i primi 10. Dobbiamo provarci, perché il mio potenziale è maggiore“. Il fatto che il Red Bull Ring fosse il tallone d’Achille per la Yamaha era risaputo da tempo. “Per me lo scenario peggiore è se si deve accelerare da tornanti lenti nella prima o seconda marcia e poi affrontare un lungo rettilineo seguente. Questo ci tira indietro. A mio parere, il layout della pista è il più difficile per noi“. Da Brno non sono arrivate le sperate novità in termini di elettronica, solo piccole soluzioni che non cambiano la situazione generale. “Abbiamo provato una distribuzione del peso diversa per risparmiare la gomma, quindi forse risparmieremo un po’ la gomma, ma stiamo perdendo troppe prestazioni“, ha aggiunto il campione di Tavullia. “Siamo tornati completamente alla configurazione da gara di Brno perché non abbiamo apportato alcun miglioramento“.

L’unica innovazione visibile sulla Yamaha MotoGP di Rossi è una specie di deflettore per pioggia montato nella parte posteriore che mira a tenere l’acqua lontana dalla gomma posteriore per attenuare lo slittamento dirottando l’acqua verso i lati e verso l’alto della ruota posteriore. “Abbiamo provato questo deflettore per deviare l’acqua dal pneumatico posteriore. Aiuta anche con l’aquaplaning. Non è male penso che sia buono. Ma con questa quantità di acqua non è facile“. Rispetto alla scorsa stagione la Yamaha è migliorata, ma non abbastanza per tenere il passo delle dirette avversarie. Stavolta sarà difficile per Valentino Rossi scovare un coniglio dal cilindro magico. “Quando si avvicina la prima delle due curve a sinistra, è molto difficile perchè il pneumatico posteriore non è alla temperatura ideale. Se non stai attento la gomma posteriore inizia a scivolare via immediatamente. Se usi la mescola media o dura al posteriore diventa ancora più faticoso. Non hai un buon feeling in questo punto. Una volta arrivati a 50 metri sul bordo sinistro del pneumatico, tutto va bene. Ma l’inizio di questa prima svolta a sinistra è difficile”.

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