Test MotoGP, Michelin lavora sul degrado della gomma posteriore

Test MotoGP, Michelin lavora sul degrado della gomma posteriore

Michelin ha provato una slick soft al posteriore nei due giorni di test a Valencia. L’obiettivo è rallentare il degrado mantenendo lo stesso grip della versione precedente

di Luigi Ciamburro
Piero Taramasso

Il test MotoGP di Valencia è stata la prima buona occasione per testare i prototipi 2019, ma anche Michelin ha portato delle importanti novità. Nel 2019 non ci saranno modifiche alle carcasse, ma solo a livello di mescole al posteriore, con l’obiettivo di ridurre il degrado. Il fornitore unico francese prevede di introdurre una extra-soft da bagnato, che non è stata testata per via delle condizioni meteo abbastanza clementi, pensata soprattutto in caso di pioggia e basse temperature, come ad esempio il GP di Silverstone o Misano.

Altri aggiornamenti riguarderanno l’anteriore media considerata troppo morbida da diversi piloti che non riuscivano ad utilizzare la hard in quanto troppo dura. La seconda new entry è una gomma da asciutto morbida che è stata testata da molti piloti nella due giorni di Valencia: “E’ un posteriore slick soft con una nuova tecnologia di mescola – ha spiegato Piero Taramasso ai microfoni di Sky Sport MotoGP -. Ha l’obiettivo di avere lo stesso grip di quella precedente ma più costante, che si degrada meno velocemente. Per adesso il risultato è buono, bisogna attendere almeno 8 o 10 giri per capire il degrado, alcuni piloti hanno già effettuato 15 giri“.

Dal 2019 Michelin sarà impegnata anche con la MotoE. Le gomme anteriori saranno molto simili a quelle della classe regina, in quanto dovranno supportare il peso dei prototipi elettrici, mentre le posteriori saranno differenti dal momento che non dovranno gestire tutti i cavalli delle MotoGP.

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