Moto3: primo test per il prototipo KTM a Cartagena

Moto3: primo test per il prototipo KTM a Cartagena

Ranseder prova la KTM Moto3, anche se con motore 350

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La Honda è già pronta, ma la KTM ci arriverà presto. In questi giorni a Cartagena la casa di Matthigofen ha fatto scendere in pista, per la prima volta, il prototipo “Moto3” in vista di un ritorno nel Motomondiale in forma ufficiale a partire dalla stagione 2012, tre anni dopo il ritiro dalla classe 125cc e, ancor prima, dalla 250cc. Il primo test del prototipo KTM Moto3 è stato ripreso da Twowheelsblog, che riporta una notizia del portale olandese Nieuwsmotor. Come si può vedere dalle immagini è una moto ancora allo stato “embrionale”, preparata soltanto per questa prima presa di contatto con la pista in attesa di sviluppare un motore specifico 250cc per la prossima estate. La KTM Moto3 monta attualmente il propulsore della 350 SX-F, la moto campione del mondo Motocross MX1 con Tony Cairoli, come risaputo (e come dice la sigla stessa) da 350 centimetri cubici. Assistito dal reparto corse KTM Racing è sceso in pista Michael Ranseder che, per l’occasione, ha rispolverato la tuta Red Bull KTM del 2006, all’epoca portacolori dello “Junior Team” nel mondiale 125cc. “Michi” è stato ritenuto dalla KTM il tester adatto per sviluppare la Moto3 complice la sua esperienza tra 2 e 4 tempi. Negli ultimi 12 mesi, infatti, ha corso con quattro differenti tipi di moto: nel 2009 al via del mondiale 125cc (inizialmente con la fallimentare Haojue, successivamente con l’Aprilia CBC Corse), quest’anno si è diviso tra IDM Supersport (2° con una Yamaha R6), Mondiale Endurance (quarto pilota di Yamaha Austria a Le Mans) e Moto2, correndo le ultime prove stagionali con la Suter Kiefer Racing, provando nei test post-GP a Valencia la MotoBI del team JiR e la Bimota ufficiale. Con i riferimenti acquisiti nei test di Cartagena la KTM conta di sviluppare la propria Moto3 nei prossimi mesi per presentare il progetto alle squadre nella prossima estate: per regolamento ciascun costruttore deve offrire la disponibilità nell’assistere fino ad un massimo di 15 piloti.

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