Moto3 Le Mans Gara: vince Louis Rossi, sfiora il podio Antonelli

Moto3 Le Mans Gara: vince Louis Rossi, sfiora il podio Antonelli

A terra Vinales ed il nostro Romano Fenati

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Di 33 piloti al via, solo 15 classificati sul traguardo, 10 a pieni giri. Il diluvio universale che si è abbattuto sul Circuito Bugatti di Le Mans ha consegnato al Motomondiale la prima vittoria in carriera di Louis Rossi, abile a non commetter errori e conseguire un’affermazione sognata ed inseguita da una vita. Nativo di Le Mans, il giovane pilota transalpino (classe ’89) viene portato in trionfo dal pubblico amico ritrovandosi sul gradino più alto del podio in quello che rappresenta il suo tracciato “di casa” a tutti gli effetti. Accorto nelle fasi iniziali della contesa, Rossi ha domato al meglio la FTR Honda M312 preparata dal Racing Team Germany di Dirk Heidolf ritrovandosi in testa a otto giri dall’esposizione della bandiera a scacchi proprio al culmine di una serie infinita di cadute eccellenti: da Hector Faubel a Miguel Oliveira passando soprattutto per Maverick Vinales, a terra perdendo un’opportunità unica di involarsi al comando della classifica di campionato.

Con gli attesi protagonisti fuori gioco, Rossi corona il sogno di una carriera e vince a Le Mans, il quarto differente vincitore nelle prime quattro gare dopo Vinales (a Losail), Fenati (Jerez) e Cortese (Estoril). Se due ex-campioni del CEV 125 come Alberto Moncayo (vincitore nel 2009, oggi pilota Aspar con la KALEX-KTM) e Alex Rins (#1 lo scorso anno, al primo podio mondiale dopo sole 4 gare disputate con la Suter Honda del Monlau Competicion) completano il podio, ha mancato di un soffio questo traguardo il nostro Niccolò Antonelli, strepitoso quarto con la FTR Honda vestita dei colori San Carlo e schierata dal Team Gresini, tentando il sorpasso su Rins addirittura all’ultimo giro prendendosi un rischio fuori dal comune in uscita dalla traditrice variante “Chemin Aux Boeufs”. Sarà per la prossima volta, medesimo discorso per Romano Fenati, scivolato nel corso del secondo giro ritrovandosi impossibilitato a ripartire e ripetere la prestazione-monstre del mese scorso a Jerez. Per completare il bilancio dei piloti italiani, Alessandro Tonucci chiude 14esimo perdendo 2 giri ai box per un problema tecnico, fuori gioco invece Luigi Morciano (KO della propria Ioda TR002) e Simone Grotzkyj Giorgi proprio quando navigava a ridosso della top-10 all’esordio con la Suter Honda MMX3 del World Wide Race.

Ed in campionato? Nonostante una scivolata a tre giri dal termine Sandro Cortese sfrutta le disavventure altrui transitando sesto sul traguardo alle spalle del compagno di squadra in Red Bull KTM Ajo Factory Team Arthur Sissis, ma con il risultato di guadagnare punti preziosi nei confronti di Maverick Vinales e Romano Fenati, eccellenti delusi nel trionfale ed indimenticabile week-end di Louis Rossi.

Cronaca di Gara

Trenta piloti schierati in griglia, con quattro forfait: non prende il via per infortunio Toni Finsterbusch (clavicola destra fratturata a seguito di una caduta nelle qualifiche ufficiali), scattano dai box Kevin Hanus e Jack Miller, ma soprattutto riscontra un problema tecnico nel corso del giro di ricognizione Efren Vazquez, secondo nelle qualifiche ufficiali. Un posto vuoto nella prima fila dello schieramento di partenza per una gara da disputarsi sotto il diluvio. Allo spegnimento del semaforo Maverick Vinales conferma la pole con un buono spunto, si va verso la variante “Dunlop” con Zulfahmi 2°, seguono Kornfeil, Faubel, Salom, Moncayo e Folger, subito contatto con il sudafricano Brad Binder che travolge l’incolpevole Niklas Ajo. Il finlandese figlio d’arte proverà a ripartire, salvo rientrare ai box il giro successivo.

La corsa prosegue con Zulfahmi Khairuddin che sorprende Vinales alla staccata della “Garage Vert” e conquista il comando delle operazioni con un risultato storico: per la prima volta un pilota malese si ritrova in testa ad una gara del Motomondiale. Zulfahmi leader, ma al terzo giro iniziano già le prime scorribande: Faubel sfila Vinales alla variante “Dunlop”, si porta in seconda posizione puntando nel mirino della propria KALEX-KTM il fuggitivo “Fahmi”. Per il sorpasso è questione di momenti, proprio quando si registrano una serie di scivolate e/o inconvenienti: Masbou e Folger arrivano al contatto alla “Esses Blue”, Morciano si ferma ai box per un problema tecnico alla propria Ioda TR002, nel frattempo ahinoi Romano Fenati incappa in una caduta quando navigava ai margini della top-20.

Brutto momento per i piloti italiani, non per la “Real Casa”: Faubel è il nuovo leader davanti a Salom, poco staccati in bagarre per la terza posizione nell’ordine Oliveira, Kornfeil, Zulfahmi, Vinales e l’idolo di casa Rossi mentre Simone Grotzkyj Giorgi 14esimo è il migliore dei piloti italiani. Al quarto giro al “Raccordement” Salom passa al comando, ma restituisce la posizione in pieno rettilineo alla gemella KALEX-KTM di Faubel; questa serie di sorpassi e controsorpassi favoriscono il ricongiungimento nella bagarre del terzetto di inseguitori composto al 5° giro da Oliveira, Kornfeil e Vinales con Rossi poco staccato. La pioggia aumenta d’intensità, inevitabilmente crescono i rischi per i piloti: se Alessandro Tonucci si ferma ai box per un problema tecnico, a terra finiscono Danny Kent, Jack Miller e purtroppo Simone Grotzkyj Giorgi, fuori quando navigava in 11esima posizione all’esordio con la Suter Honda MMX3 del World Wide Race lasciando al solo Niccolò Antonelli (15°) l’onere e l’onore di difendere i colori italiani a Le Mans.

Ad 1/3 della distanza di gara Faubel resiste al comando, ma alle sue spalle Oliveira passa Salom alla curva del “Musée” seguito in questo pacchetto di testa da Kornfeil, Vinales e Rossi non lontano. Perde un paio di posizioni proprio Luis Salom, ma per il pilota maiorchino è soltanto l’inizio della fine: la sua KALEX-KTM accusa un problema tecnico e questo lo costringe a perdere progressivamente terreno a scapito del poker in fuga. Al 10° dei 24 giri previsti sembra arrivato il momento giusto per cambiar strategia, il primo a provarci è Maverick Vinales con il risultato di dar vita ad una spettacolare peripezia in uscita dalla Variante Dunlop arrivando ad un soffio dalla caduta. “Mack” lascia la 3° piazza a Kornfeil e cerca di amministrare la situazione in ottica campionato: Fenati è fuori gioco, Cortese è soltanto 9° a contatto con Moncayo e Khairuddin.

Dodici giri all’esposizione della bandiera a scacchi, doppio colpo di scena: Hector Faubel (1°) e Jakub Kornfeil (4°) salutano la compagnia con due distinte cadute, medesima sventura poco più tardi per Luis Salom che navigava a ridosso del podio nonostante i problemi alla propria KALEX-KTM. Sorprese a non finire per una gara che cambia radicalmente la propria fisionomia: adesso ci sono solo tre piloti di testa racchiusi in 1″, nello specifico Oliveira, Vinales ed uno scatenato Louis Rossi che si fa sotto con la FTR Honda del Racing Team Germany.

Lo speaker del Circuito Bugatti inevitabilmente incita la folla, proprio quando si registra un nuovo colpo di scena: Miguel Oliveira, in quel momento in fuga con 1″3 di vantaggio, sbaglia-e-paga al “Raccordement” perdendo l’anteriore dlela propria Suter Honda. Il portoghse saluta la compagnia, ma non è l’unico: due giri più tardi, proprio all’ingresso del rettilineo dei box, anche Maverick Vinales commette un’ingenuità pesante per le dinamiche del campionato. “Mack” proverà a ripartire, ma sarà costretto ad alzare bandiera bianca lasciando all’idolo di casa Louis Rossi la prima posizione con 22″ (!!) su Sandro Cortese, non si sa bene e come in zona-podio davanti a Moncayo e Rins, non a Zulfahmi Khairuddin vittima di una scivolata alla curva del “Musée”.

La corsa volge al termine, ma c’è ancora spazio per qualche colpo di scena: Sandro Cortese, 2° in solitaria, sbaglia all’ingresso della Variante Dunlop con il risultato di passare in 6° posizione a tutto vantaggio di due ex-campioni del CEV 125 come Alberto Moncayo (2°) e Alex Rins (3°), ma anche al nostro Niccolò Antonelli eccezionale 4° con la FTR Honda del team Gresini. Il #1 del CIV 2011 avvicina persino Rins nella corsa per il terzo posto, ma non ci sarà l’occasione per dar vita al sorpasso: sventola la bandiera a scacchi con Rossi vincitore davanti a Moncayo e Rins, Antonelli è 4°, Cortese 6° sempre più leader del mondiale, soltanto 10 piloti a pieni giri e 15 classificati per una gara a dir poco “rocambolesca”.

Moto3 World Championship 2012
Le Mans, Classifica Gara

01- Louis Rossi – Racing Team Germany – FTR Honda M312 – 24 giri in 49’12.390
02- Alberto Moncayo – BANKIA Aspar Team – KALEX KTM – + 27.348
03- Alex Rins – Estrella Galicia 0,0 – Suter Honda MMX3 – + 28.899
04- Niccolò ANtonelli – San Carlo Gresini Moto3 – FTR Honda M312 – + 33.195
05- Arthur Sissis – Red Bull KTM Ajo Factory Team – KTM M32 – + 36.989
06- Sandro Cortese – Red Bull KTM Ajo Factory Team – KTM M32 – + 45.312
07- Jasper Iwema – MOTO FGR – MOTO FGR 3 Honda – + 58.645
08- Alan Techer – Technomag CIP TSR – Honda NSF250R – + 1’05.022
09- Ivan Moreno – Andalucia JHK LaGlisse – FTR Honda M312 – + 1’09.194
10- Giulian Pedone – Ambrogio NEXT Racing – Suter Honda MMX3 – + 1’45.751
11- Jonas Folger – Iodaracing Project – Ioda TR002 – a 1 giro
12- Marcel Schrotter – Mahindra Racing – Mahindra MGP3O – a 1 giro
13- Kevin Hanus – Thomas Sabo GP Team – Honda NSF250R – a 1 giro
14- Alessandro Tonucci – Team Italia FMI – FTR Honda M312 – a 2 giro
15- Niklas Ajo – TT Motion Events Racing – KTM M32 – 4 2 giri

Alessio Piana

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