MotoGP Motegi Gara: Dani Pedrosa vince nel caos

MotoGP Motegi Gara: Dani Pedrosa vince nel caos

Rossi KO, Stoner fuori pista, Lorenzo a -40

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Al Twin Ring di Motegi la gara più discussa di sempre nell’era MotoGP riserva emozioni, colpi di scena ed un vincitore (quasi) a sorpresa. Dani Pedrosa torna sul gradino più alto del podio infrangendo definitivamente il “tabù vittoria” Honda sul proprio tracciato di casa, sfruttando gli errori e le disavventure altrui grazie ad una condotta di gara capolavoro. Nel caos generale, il tre volte Campione del Mondo tra 250 e 125cc non ha avuto problemi nel contenere Jorge Lorenzo, secondo in gara, altrettanto in campionato adesso a -40 da Casey Stoner, uno delle “vittime” di una contesa che non ha mai smesso di tenere tutti all’allerta.

Ad aprire le danze ci hanno pensato, ahinoi, i nostri tre portabandiera della top class: Marco Simoncelli (4° sul traguardo) e Andrea Dovizioso (5°) insieme a Cal Crutchlow scattano in anticipo allo spegnimento del semaforo, doverosamente penalizzati con un “ride through” dalla direzione gara. Giusto il tempo di verificare questa piccola ingenuità della coppia tricolore di casa HRC che ha vivacizzato con un bel duello le battute finali della contesa, Valentino Rossi alla staccata della terza curva si ritrova a sandwich tra le Yamaha ufficiali di Lorenzo (alla sua sinistra) e Ben Spies (a destra). Chi ci rimette è proprio il 9 volte Campione del Mondo, a terra e primo degli esclusi per una corsa dopo pochi metri già di per sè rocambolesca.

Proprio quando si pensa e ripensa all’occasione mancata per Dovi, Sic e compagnia, un fuggitivo Casey Stoner incappa in un inconveniente da tecnica basilare del motociclismo: nel dosso presente in pieno rettilineo del “Downhill Straight” sbacchetta con la propria Honda RC212V, le pastiglie si distanziano dalla sede originale, il risultato è di ritrovarsi allegramente nelle vie di fuga per un “dritto” alla successiva staccata,rischiando oltretutto uno stoppie a non meno di 270 km/h!

Ripartito dalla settima posizione, l’australiano concluderà terzo limitando i danni da un Jorge Lorenzo abile a sfruttare l’evento, recuperando 4 punti (effimeri?) nella corsa al titolo mondiale: da -44 a -40, ma ne restano più soltanto 75 a disposizione nei tre conclusivi eventi del campionato tra Phillip Island, Sepang e Valencia. Se non altro i tre grandi protagonisti del mondiale, in un modo o nell’altro, si sono ritrovati sul podio avvicinato a tratti da Alvaro Bautista, caduto quando navigava in quarta posizione, imitato poco dopo anche da Toni Elias (era 6°).

In tutta questa confusione c’è Nicky Hayden settimo nonostante un’allegra escursione fuori pista nel tentativo di contenere l’avanzata di un rimontante Casey Stoner, preceduto da Ben Spies (7° dopo il contatto al via con Rossi) con soltanto 13 piloti sul traguardo compresi i collaudatori giapponesi di mamma HRC (e vincitori quest’anno alla 8 ore Suzuka) Kosuke Akiyoshi e Shinichi Itoh, rispettivamente 12° e 13° all’esposizione della bandiera di una gara folle, d’altri tempi rispetto al motociclismo del Terzo Millennio.

Cronaca di Gara

Scongiurato (per il momento) il pericolo pioggia, prende il via la 15° prova della MotoGP 2011 senza Karel Abraham, costretto alla resa per i postumi della caduta in gara di due settimane or sono al Motorland Aragon. Con 18 piloti in griglia ed una prima fila composta da Stoner, Lorenzo e Dovizioso, alle 14:01 in punto davanti a 34.000 spettatori arriva l’accensione e spegnimento del semaforo: partiti! Forse Dovizioso scatta in anticipo, non Stoner che prende il comando su Pedrosa, proprio il Dovi, Lorenzo e… boom! All’ingresso della curva 3 contatto tra Ben Spies e Valentino Rossi: il 9 volte Campione del Mondo a terra non riuscirà a ripartire, discorso diverso per Ben Spies costretto ad una divagazione nelle vie di fuga prima di riprendere il via della pista seppur in ultimissima posizione. Ben presto si chiude il primo giro con le posizioni immutate: Stoner vanta già 1″1 su Pedrosa, Dovizioso, Lorenzo e Simoncelli, poco staccato Bautista con Elias, Hayden, Barbera e Aoyama a completare la top 10.

Al secondo giro Dovizioso riesce a portarsi in seconda posizione ai danni del team-mate Pedrosa all’ingresso della V-Corner, sembra ben messo il forlivese che guadagna un paio di decimi nei confronti di uno Stoner velocissimo. Intanto Hector Barbera abbandona la compagnia, trasportato in barella nonostante un cenno d’intesa inquadrato dalla regia internazionale. Terzo giro, pioggia.. di ride through: Dovizioso (prevedibile), ma anche Simoncelli e Crutchlow, quest’ultimo nel frattempo protagonista di un’escursione nelle vie di fuga tra le curve 3 e 4.

I muretti box dei tre piloti in esame iniziano con le segnalazioni proprio quando si registra il colpo di scena che caratterizzerà la contesa: Casey Stoner, in testa con vantaggio, è protagonista di un “lungo” alla staccata in fondo al lungo rettilineo Downhill Straight. Comprensibile la causa di questo inconveniente: per una sbacchettata si sono allargate le pastiglie dei freni, al momento di “pinzare” non c’era più pressione tanto da rischiare uno stoppie a 270 orari!. Con Stoner costretto a ripartire dalla settima posizione si riapre completamente la gara, ma se vogliamo anche il campionato: Lorenzo è terzo in gara, secondo virtuale tenendo conto della penalità comminata ad Andrea Dovizioso. Giunti al quinto giro in sequenza proprio Dovi, Sic e Crutchlow scontano il ride through, passa così in testa Pedrosa davanti a Lorenzo, Bautista con la Suzuki è incredibilmente al terzo posto davanti ad Hayden, Stoner, Elias, Aoyama. Dovizioso ripartirà 9°, Simoncelli 11° (ma passa subito De Puniet), Crutchlow in 16° e ultima posizione.

Giunti ad 1/3 di gara Lorenzo bracca Pedrosa per il primato, il tutto mentre Stoner ha ripreso Bautista (3°) e Hayden (4°) davanti a se. Prosegue intanto la rimonta di Dovizioso che al 9° giro in sequenza passa Edwards, Aoyama e Toni Elias per la sesta posizione. Una tornata del Twin Ring di Motegi ed è la volta di Casey Stoner: con determinazione e irruenza sfila Hayden all’Hairpin, il “Kentucky Kid” nel tentativo di rispondere finisce poche curve più avanti nelle vie di fuga. Ripartirà, ma soltanto al 10° posto: giornata disastrosa per i Ducatisti.

Potrebbe esser una gran festa invece per la Honda e Dani Pedrosa, nettamente più veloce di Jorge Lorenzo riuscendo a guadagnare un margine di 2″ nei confronti di Jorge Lorenzo, a 11″ c’è invece Stoner che alla curva 90° passa Bautista guadagnando la terza posizione. Superata la metà gara, Damian Cudlin battezza il suo debutto in MotoGP ritrovandosi a terra nel tentativo di passare Kousuke Akiyoshi per la 13° posizione. Amaro epilogo per l’australiano occasionale sostituto di Loris Capirossi al Pramac Racing Team, altrettanto poco dopo per Bautista, ritrovatosi nelle vie di fuga dell’ultima variante “Victory” perdendo l’anteriore della propria Suzuki GSV-R.

Che disdetta per l’ex iridato della 125cc, lascia così la quarta posizione ad Andrea Dovizioso seguito da Marco Simoncelli con Toni Elias, strano da dirsi quest’anno, sesto staccando Aoyama, Edwards, Hayden e Spies in rimonta. La gioia del pilota spagnolo del team Honda LCR dura poco, vittima di una scivolata al 14° giro, proprio quando inizia un duello tra il Dovi ed il Sic: come a Misano riuscirà a spuntarla il pilota Honda Gresini, ottiene la “medaglia di legno” alle spalle di Pedrosa, Lorenzo e Stoner a conclusione di una corsa a dir poco rocambolesca.

MotoGP World Championship 2011
Twin Ring Motegi, Classifica Gara

01- Dani Pedrosa – Repsol Honda Team – Honda RC212V – 24 giri in 42’47.481
02- Jorge Lorenzo – Yamaha Factory Racing – Yamaha YZR M1 – + 7.299
03- Casey Stoner – Repsol Honda Team – Honda RC212V – + 18.380
04- Marco Simoncelli – San Carlo Honda Gresini – Honda RC212V – + 23.550
05- Andrea Dovizioso – Repsol Honda Team – Honda RC212V – + 23.691
06- Ben Spies – Yamaha Factory Racing – Yamaha YZR M1 – + 37.604
07- Nicky Hayden – Ducati Team – Ducati Desmosedici GP11.1 – + 39.167
08- Colin Edwards – Monster Yamaha Tech 3 – Yamaha YZR M1 – + 45.023
09- Hiroshi Aoyama – San Carlo Honda Gresini – Honda RC212V – + 49.074
10- Randy De Puniet – Pramac Racing Team – Ducati Desmosedici GP11 – + 59.022
11- Cal Crutchlow – Monster Yamaha Tech 3 – Yamaha YZR M1 – + 1’13.964
12- Kousuke Akiyoshi – LCR Honda MotoGP – Honda RC212V – + 1’21.709
13- Shinichi Itoh – Honda Racing Team – Honda RC212V – + 1’26.381

Alessio Piana

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