MotoGP: intervista esclusiva a Lin Jarvis

MotoGP: intervista esclusiva a Lin Jarvis

Il responsabile Yamaha Racing ci parla del 2010

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Ha annunciato ufficialmente l’ingaggio di Valentino Rossi nel novembre 2003, ed è stato il principale fautore dell’arrivo di Jorge Lorenzo e Ben Spies. Basta questo per sincerare l’importanza di Lin Jarvis nel motociclismo a livello mondiale. Managing Director di Yamaha Motor Racing, Jarvis è il responsabile delle attività sportive dei Tre Diapason tra MotoGP e Superbike, capace grazie alle proprie direttive di vincere… tutto nel 2010. Abbiamo incontrato Lin Jarvis nel corso della Presentazione del Yamaha Sterilgarda World Superbike Team, dove ci ha parlato delle principali novità per questa stagione.

Lo scorso anno avete vinto tutto ciò che si poteva vincere. Qual è la vostra strategia per ripetervi in questo?

“In Superbike abbiamo una grossa chance poiché abbiamo due nuovi piloti, se così si possono chiamare due campioni del mondo. James (Toseland) sa cosa vuol dire vincere un mondiale Superbike, è stato campione già due volte, è molto motivato dopo due anni nei quali non è riuscito ad ottenere ciò che si era prefissato in MotoGP. Ora è tornato in un campionato che conosce bene e sono convinto abbia un enorme potenziale. Dall’altra parte abbiamo Cal Crutchlow, campione mondiale Supersport in carica: pilota giovane, molto aggressivo e ad un nuovo stadio della sua carriera. Io penso ci siano grandi possibilità con questi piloti, questo team esperto e con la moto a disposizione di poter nuovamente vincere il campionato.

Per quanto riguarda la MotoGP, abbiamo uno schieramento di piloti di altissimo livello con Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, che sono i piloti ufficiali, ma anche Ben Spies che correrà nel team con Colin Edwards. Abbiamo quindi quattro super piloti e campioni del mondo, abbiamo una grande possibilità di ripetere ciò che abbiamo ottenuto lo scorso anno. In World Supersport abbiamo deciso di fare un passo indietro a causa delle condizioni dell’economia, che hanno portato Yamaha al ritiro ufficiale dalla categoria: in questo caso, ovviamente,  non potremo ottenere i risultati dell’anno scorso”.

Visti tutti gli investimenti che avete fatto quest’anno, i piloti di alto livello che avete e le congiunture sfavorevoli a livello economico, in quale situazione vi trovate relativamente alla crisi?

“Siamo ancora all’interno della crisi al momento, permane una situazione difficile a livello di vendite ed affari in Europa e nel nord America. Ma siamo ottimisti per il futuro, ed è per questo motivo che continuiamo a supportare queste discipline sportive, per promuovere il marchio e per animare il mercato. Come già detto, siamo ottimisti per il futuro ma per quanto riguarda il business sarà dura per quest’anno, tranne che per il mercato asiatico che si rivela una nostra roccaforte, e che ci aiuterà a recuperare parte delle perdite a livello globale.

Per quanto riguarda il finanziamento a livello sportivo è molto importante l’apporto dei nostri sponsor, come ad esempio Sterilgarda per il mondiale Superbike o Fiat per la MotoGP, per citarne due dei tanti. Per il lungo periodo però, il business delle moto deve uscire da questa situazione di difficoltà.”

Per quanto riguarda la situazione americana, che non la coinvolge direttamente in prima persona, come si è arrivati alla decisione di non partecipare più ufficialmente alla american Superbike?

“Per quello che posso dirvi, dato che la decisione è stata presa direttamente negli Stati Uniti, come ben saprai ci sono stati dei vistosi cambiamenti nel campionato negli ultimi 12-15 mesi in termini di gestione, direzione e target, ed onestamente il business è difficile in America. Quindi, in questo momento, è stata una decisione strategica presa dalla società di non ritirarsi dalle corse completamente, ma di cambiare il livello di partecipazione. Sono fiducioso in ogni caso  che potranno crescere di nuovo nel futuro.

Cosa pensi sarà in grado di fare Ben Spies il prossimo anno, considerato il fatto che gli avete garantito un trattamento quasi ufficiale.

“A Valencia lo scorso anno, alla sua prima apparizione in MotoGP in gara con Yamaha, si è comportato davvero bene. Al suo primo test, la scorsa settimana a Sepang, ha concluso in quinta posizione nonostante i problemi di fuso orario e il tracciato nuovo per lui. Abbiamo visto il suo profilo basso, è molto tranquillo ma è capace di sorprendere sempre e penso sia ciò che potremo vedere di lui in MotoGP.

A mio avviso dovrebbe concludere il campionato in top 5 e andare a podio in qualche occasione. Penso sarà molto difficile per lui vincere una gara viste le qualità di Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Dani Pedrosa e Casey Stoner, quindi è davvero una richiesta troppo alta quella di arrivare alla vittoria,  ma a podio perchè no!”

Come fate a gestire al meglio i piloti, visti i nomi a vostra disposizione e le frizioni che si possono creare tra di loro?

“Cerchiamo soluzioni pratiche ai problemi, abbiamo piloti intelligenti quindi possiamo parlare con loro e discutere. Sono tutti molto maturi nonostante le differenze di età e di punto della carriera al quale sono. Sono tutti campioni del mondo e quindi sanno cosa vuol dire vincere un mondiale, quello che chiediamo loro è di avere rispetto vicendevole. Questo è il fattore chiave: quando c’è rispetto puoi avere competizione testa a testa.

Non è facile, ci sono dei momenti in cui la tensione diviene alta poiché i campioni vogliono vincere, punto. Noi facciamo del nostro meglio, parliamo con loro e sappiamo ascoltare ed a loro chiediamo di essere rispettosi e maturi”.

Valerio Piccini

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