Marc Marquez Campione del Mondo: la stagione 2013

Marc Marquez Campione del Mondo: la stagione 2013

Le tappe di avvicinamento al trionfo mondiale

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Dodici mesi per entrare nella storia del motociclismo. Dal primo test in sella alla Honda RC213V proprio a Valencia del 14 novembre 2012 al trionfo mondiale di oggi, Marc Marquez ha vissuto una stagione emozionante, intensa, siglando nuovi record assoluti del Motomondiale: una stagione da rivivere sin dal principio, a cominciare da quel sensazionale test del novembre 2012 al Circuit de la Comunitat Valenciana Ricardo Tormo. 14 novembre 2012: il primo test a Valencia Al culmine di una lunga attesa, alle 15:28 del 14 novembre 2012 all’Autodromo Ricardo Tormo di Valencia era iniziata ufficialmente l’avventura in MotoGP di Marc Marquez, da neo-Campione del Mondo Moto2 in carica ed artefice della spettacolare e trionfale “Remontada” nell’ultimo round 2012 disputatosi proprio a Cheste. Costretto ad attendere che la pista andava man mano asciugandosi, alla prima presa di contatto con la Honda RC213V Factory Spec. dopo soltanto 7 giri (5 effettivi) era riuscito a concretizzare una proverbiale progressione sul piano cronometrico: un primo passaggio sul traguardo in 1’44″934, un secondo a 1’39″774 proprio quando il suo nuovo compagno di squadra Dani Pedrosa staccava il best-time in 1’33″723. Da quel momento in avanti, in pochi giri, una continua progressione sul piano cronometrico: dai 6″0 di distacco, grazie all’1’37″982 si è scesi a 4″2, 2″5 (1’36″222) con l’ultimo riferimento in 1’35″846 prima di rientrare ai box attestandosi ad esattamente 2″123 dal vice-Campione del Mondo 2012, 6° in graduatoria. Nei successivi due “run” Marquez riuscì ad impressionare tutti: nell’ultima tornata effettuata un miglior riferimento cronometrico personale in 1’33″403 giusto a 1″081 dal best-time di Pedrosa in 1’32″322, a 6/10 dall’ex rivale in Moto2 Stefan Bradl, 3 da Alvaro Bautista. Il primo test a Valencia nel novembre 2012Ho aspettato tutto il giorno prima di scendere in pista, ma l’attesa è stata ripagata“, dichiarò Marc Marquez dopo 21 giri effettuati. “Stavo per spazientirmi, così dopo le 15 abbiamo deciso che era il momento giusto per provare. Se devo esser sincero, all’inizio non è stato facile: la potenza della MotoGP si sente e parecchio! In rettilineo più volte ho faticato a controllare il sollevamento dell’anteriore, ma poco a poco ho trovato la fiducia e, ad ogni uscita, sono sempre stato più veloce della precedente. Ho cercato di modificare il mio stile di guida rispetto alla Moto2 perchè le differenze sono sostanziali. Ci sono ancora diversi aspetti da migliorare, devo ancora capire bene le sensazioni sul davanti perchè la gomma anteriore è completamente diversa come caratteristiche rispetto a quello che sono abituato. La buona notizia è che questa nuova avventura è iniziata bene“. 28 novembre 2012: tre giorni di test a Sepang Archiviato il primo “assaggio” con la Honda RC213V, dal 26 al 28 novembre 2012 Marquez prese parte ad una tre-giorni di test privati HRC al Sepang International Circuit, ancora una volta riuscendo a stupire in sella alla MotoGP. Ben 127 giri completati (26-60-41 pari a 700km) nonostante la pioggia, con il risultato di ottenere dei riferimenti cronometrici a dir poco promettenti: miglior giro in 2’01″335 a 1″ dalla pole-record di Jorge Lorenzo, ma in linea con i tempi sul passo-gara nelle prove libere del GP di Malesia 2012 siglati, tra gli altri, da Pedrosa e Stoner. “Abbiamo provato molte cose, alcune non hanno funzionato, ma il nostro intento qui è sempre stato quello di trovare una direzione da seguire in vista dei prossimi test del mese di febbraio“, raccontò Marquez. “Il bilancio non può che esser positivo, sono contento: i miei tempi sul giro sono stati costanti e mi son trovato bene con la moto. Purtroppo quando avevamo in programma un long run nel pomeriggio è arrivata la pioggia verso le 16:30, così abbiamo concluso le prove in anticipo. Non ho incontrato problemi fisici in sella ad una MotoGP, ho soltanto bisogno un pò di allenamento in più del solito, ma niente di problematico: dopo 10 giri consecutivi non ho incontrato nessun tipo di problema ed i miei tempi sul giro sono rimasti costanti e competitivi. E’ stato un buon test, peccato dover aspettare un paio di mesi prima di tornare in pista“. 24 gennaio 2013: presentazione Repsol Honda a Madrid Alle 12:02 in punto dello scorso 24 gennaio, presso la sede Repsol di Madrid era andata in archivio la presentazione ufficiale del Repsol Honda Team per la MotoGP 2013. Come espresso già in precedenza, Marquez proseguì nel mantenere un “profilo basso” in vista dell’esordio in gara. “Sono onorato di far parte di questa squadra e vestire proprio questi colori (Repsol) che mi hanno accompagnato in questi anni. Il debutto in MotoGP non sarà facile: cercherò di imparare il più in fretta possibile, non mi sono posto particolari obiettivi se non quello di dare il massimo e trovar presto il giusto feeling con la moto“. Subito al limite con la Honda RC213V5 febbraio 2013: primo confronto diretto, a 44 millesimi da Pedrosa Al primo, vero confronto diretto con i suoi nuovi avversari della classe regina, Marc Marquez nell’inaugurale giornata di test a Sepang aveva ribadito i propositi ambiziosi per la sua stagione d’esordio in MotoGP. Ben 62 giri completati senza problemi, ma soprattutto un miglior riferimento cronometrico in 2’01″201, il terzo della giornata a soli 44/1000 dal suo nuovo compagno di squadra Dani Pedrosa. “Sono davvero soddisfatto di come è andato questo primo giorno di test“, commentò Marc Marquez. “Si è sempre un pò tesi dopo due mesi di inattività, tanto che pensavo di metterci un pò più di tempo per ritrovare il feeling in sella. Sin dai primi giri mi son trovato molto bene con la moto, ho trovato subito la fiducia che cercavo e di questo ne sono soddisfatto anche se, ovviamente, possiamo migliorare ancora. Questa prestazione a mio avviso non deve esser presa come riferimento assoluto perchè tutti stiamo provando cose nuove. Per quanto mi riguarda ho pensato esclusivamente a trovare una buona messa a punto ed il feeling con la moto, soltanto nel finale ho cercato di fare un giro veloce per concludere al meglio questa giornata“. 7 febbraio 2013: primo “vero” test archiviato con una caduta Constamente nelle posizioni di testa sul giro “da qualifica”, con un passo-gara già da podio. Con questi due dati proposti dal cronometro era andato ina rchivio il primo test dell’anno nuovo per Marc Marquez in sella alla Honda RC213V ufficiale (il terzo da pilota della MotoGP), staccando nel Day-3 il quarto riferimento cronometrico in 2’00″636 a poco più di 1/2 secondo dal proprio compagno di squadra Dani Pedrosa, incappando nella prima scivolata da pilota della classe regina perdendo l’anteriore all’altezza della curva 15, tornantino che immette sul rettilineo dei box al culmine di una fase di decelerazione da 320 a 75 km/h. Nonostante questa battuta d’arresto, il bilancio per l’iridato Moto2 in carica non poteva che esser positivo. “Posso esser soltanto soddisfatto dei responsi di questi test. Sono contento dei tempi sul giro, ma soprattutto della costanza di rendimento sul passo. Era questo il mio principale obiettivo dei tre giorni di prove e ci sono riuscito. I tempi sul giro sono buoni, ma questo per il momento è davvero secondario: l’importante è stato cercare la costanza sul passo che in MotoGP è uno degli aspetti fondamentali. La mia prima simulazione di gara è servita a comprender meglio le reazioni ed il comportamento della moto e delle gomme giro dopo giro. Ho imparato molto da queste prove e adesso abbiamo tanti dati da analizzare per i prossimi test. La caduta? Niente di grave: ho perso l’anteriore in staccata, non mi sono fatto niente e di certo non è questa battuta d’arresto a pregiudicare il bilancio positivo delle prove“. 28 febbraio: Test Sepang-2, ad un soffio dalla leadership C’era mancato davvero poco lo scorso 28 febbraio per ritrovare Marc Marquez per la prima volta al comando della classifica al termine di una giornata di prove della MotoGP. Per soli 81 millesimi, il Campione del Mondo Moto2 in carica aveva concluso la tre-giorni di test a Sepang alle spalle del proprio compagno di squadra in Repsol Honda Dani Pedrosa. Nonostante due scivolate (quattro in totale fin qui in sella alla Honda MotoGP), MM93 riuscì a concretizzare significativi passi avanti nel processo di affiatamento alla RC213V. “Complessivamente è stato un buon test. Nella mattinata dell’ultimo giorno, sul bagnato, mi stavo trovando bene, ma purtroppo sono scivolato alla curva 12: una banale caduta, avevo messo le ruote sopra la linea bianca e con l’asfalto bagnato è un attimo ritrovarsi a terra. Nel pomeriggio con la pista asciutta abbiamo proseguito il nostro programma di lavoro, concentrandoci prevalentemente sulla messa a punto della moto e su diversi aspetti relativi all’elettronica. Inizialmente non avevo un gran feeling sul davanti e, proprio quando stavo forzando un pò di più, mi sono ritrovato a terra. Nel finale siamo così tornati al set-up di base e tutto è andato per il meglio, tanto che ho avvicinato di pochi millesimi Dani. In ogni caso sono stati tre giorni positivi, ci sono delle buone sensazioni da confermare ad Austin nei prossimi test“. 25 marzo 2013: conclusi i test invernali “Superiori alle aspettative” Le buone sensazioni di Sepang Marquez, prevedibilmente, riuscì a confermarle pochi giorni più tardi al Circuit of the Americas di Austin (il più veloce in assoluto, rifilando distacchi consistenti a Pedrosa, Lorenzo e Rossi) e nei Test IRTA a Jerez. “Posso ritenermi soddisfatto perchè ci sono stati dei significativi progressi e sono pronto per il Qatar. I test invernali sono andati molto meglio di quanto mi aspettassi prima di salire in sella ad una MotoGP. L’esordio in gara? Sicuramente sarò nervoso, ma anche emozionato: rispetto alla Moto2 la MotoGP è tutta un’altra storia, per questo ho ancora bisogno di tempo e non mi sono posto degli obiettivi per Losail“. Esordio con podio a Losail8 aprile 2013: l’esordio in Qatar, subito podio Al debutto già protagonisti. Al Losail International Circuit è iniziata la rincorsa al titolo iridato di Marc Marquez: davanti a tutti nella seconda e terza sessione di prove libere, dopo un bel duello con Valentino Rossi il fenomeno di Cervera portò a termine la gara in terza posizione diventando, a 20 anni e 49 giorni, il più giovane pilota di sempre a salire sul podio nella classe regina e a siglare un giro più veloce. “Prima del via ero abbastanza nervoso, ma è stata una bella gara“, dichiarò Marquez. “Non credo nella mia carriera di esser mai stato così nervoso, ma quando si è all’esordio in MotoGP credo sia normale. C’è voluto del tempo per mantenere la concentrazione e la calma, ma ci sono riuscito poco prima del via e tutto è andato per il meglio. Sono partito bene, nei primi giri ho passato subito diversi piloti e lì si è decisa in positivo la mia gara. Quando ero terzo ho cercato di avvicinare Pedrosa, seguendolo ho imparato molto da lui e, quando ha iniziato ad accusare qualche problema, l’ho passato. A quel punto ho dovuto difendere il secondo posto da Valentino: è stato un bel duello, anche qui ho imparato molto perchè battere un pilota così veloce ed esperto non è mai facile, specie agli ultimi giri dove ha sempre avuto qualcosa di più in carriera. Mi ha battuto, ho concluso terzo, ma sono soddisfatto perchè ho dato il 100 % e ho ottenuto il 100 % dal nostro potenziale oggi. Penso di aver disputato una bella gara, purtroppo la moto si muoveva molto: con la posizione in sella e muovendomi parecchio in sella ho cercato di compensare la mancanza di grip per far uscire meglio la moto in curva, in parte è servito, ma i problemi sono rimasti. Quando Rossi mi ha passato ho visto ne aveva di più e c’era poco da fare, ma sono soddisfatto: è stato un esordio da ricordare in MotoGP“. 22 aprile 2013: pole e vittoria ad Austin, sempre più nella storia Ha dovuto attendere soltanto il suo secondo gettone di presenza nella MotoGP Marc Marquez per entrare definitivamente nella storia: pole (il più giovane di sempre a 20 anni e 62 giorni), vittoria (anche qui il più giovane di sempre a 20 anni e 63 giorni), per un successo conseguito dopo un bel confronto con Dani Pedrosa, ma preannunciato dai test pre-evento del mese di marzo. “Una giornata bellissima“, esclamò Marquez. “Dopo aver conquistato il mio primo podio a Losail ero felice, ancor di più oggi dopo questa mia prima vittoria in MotoGP. Sinceramente sta andando meglio di quanto mi aspettassi questo inverno, il merito è di tutta la squadra perchè senza il loro lavoro e supporto non sarei mai riuscito a raggiungere questi risultati. Prima pole e vittoria ad Austin Oggi mi aspettavo una gara dura ed impegnativa, così è stato. All’inizio ho seguito Dani, poi a 10 giri dalla fine, quando ho visto aveva un piccolo problema, l’ho passato e sono riuscito a conquistare questa vittoria. Ho scelto la gomma dura e penso sia stata la soluzione giusta: rispetto a Dani avevo un piccolo vantaggio che mi è servito per raggiungere questo risultato. Sono ovviamente felicissimo, più che dei 25 punti e della leadership di campionato per esser riuscito a vincere alla mia seconda gara in MotoGP. Adesso mi godo questo momento perchè da Jerez si prospettano diverse gare difficili per me. Al titolo in questo momento non ci penso, guardo soltanto a Gran Premio dopo Gran Premio“. 5 maggio 2013: Jerez, la spallata Un secondo posto, la leadership ins olitaria del mondiale, il tutto alla sua terza gara in MotoGP risultando il pilota più “chiacchierato” del GP per il sorpasso, con annessa spallata, a Jorge Lorenzo nella “sua” curva. Questo il Marc Marquez a Jerez de la Frontera, già nell’olimpo della top class. “Ho dato il 100 % dal primo all’ultimo giro. Quando ho visto che c’era la possibilità di sorpassare Jorge ci ho provato: mi scuso con lui per quanto successo, ma è un contatto di gara. Era già successo in passato tra Rossi e Gibernau, ma anche tra Pedrosa e Lorenzo, sempre nella stessa curva… Quando si corre al limite possono succedere queste cose: tutti diamo il massimo e non possiamo tirarci indietro all’ultima curva se si presenta la possibilità di effettuare il sorpasso… Non penso ci sia stato nulla di sbagliato, anche perchè nessuno dei due è volato a terra, siamo entrambi riusciti a concludere la gara. Parlando più nello specifico della corsa, sono molto soddisfatto perchè sono andato meglio rispetto alle mie aspettative della vigilia. In diversi punti ero più veloce di Lorenzo, in altri faticavo un pò, ma alla fine i nostri tempi erano simili. Conquistare un secondo posto qui è fantastico, specie dopo una gara così impegnativa. Adesso sono in testa al mondiale, ma come ho già detto al campionato non ci penso: il mio obiettivo è di fare del mio meglio gara dopo gara“. La spallata a Jerez2 giugno 2013: il primo “zero” al Mugello Poleman e terzo assoluto in gara a Le Mans sotto la pioggia, al Mugello Marc Marquez si ritrovò per la prima volta a marcare uno “zero” in classifica per una caduta, la quarta in soli tre giorni sul tracciato italiano. “Dagli errori si può solo imparare“, ribadì il portacolori Repsol Honda. “Se non ci provi, non sai mai quale sia il tuo vero livello di competitività. Ci ho provato ed è finita così, ma dopo un simile epilogo posso soltanto imparare da questo errore e guardare gli aspetti positivi. Dopo così tanti problemi e cadute nelle prove, ritrovarmi in gara a tenere il passo di Lorenzo e Pedrosa è stato già un successo. Sulla distanza Jorge era imprendibile, ma sono stato sempre a ruota di Dani. Quando sono riuscito a passarlo l’obiettivo era di guadagnare un pò di margine su di lui per assicurarmi il secondo posto e niente, sono caduto. Onestamente non so cosa sia successo, so soltanto che ad un certo punto ho perso allo stesso momento l’anteriore ed il posteriore. Abbiamo guardato i dati della telemetria e questi hanno confermato che non sono andato più forte o fuori traiettoria in quel punto. Questo non è per cercare una scusante, soltanto per cercare di capir meglio cosa sia successo“. 14 luglio 2013: il ritorno alla vittoria (ed in testa alla classifica) al Sachsenring Sul podio a Barcellona, 2° ad Assen, sfruttando il doppio-infortunio rimediato da Jorge Lorenzo al Sachsenring Marc Marquez mise a segno un weekend perfetto: pole, vittoria, riappropriandosi della leadership di campionato. “Non posso che esser felice di questa vittoria, anche se con l’assenza di Dani e Jorge non può esser la stessa cosa“, il commento di Marc Marquez. “Senza di loro era importante disputare una bella gara e prender punti importanti per la classifica, questo è stato il mio obiettivo e per fortuna tutto è andato bene. Oltre che del risultato, sono soddisfatto della prestazione: è stata una gara completamente diversa rispetto al solito, inoltre qui non avevo mai girato prima con una MotoGP. Quando ho preso la testa della corsa ho cercato di non perdere la concentrazione come era accaduto al Mugello, per questo ho spinto sempre al massimo. Ho tenuto bene fisicamente, la moto non mi ha mai dato problemi, è una bella vittoria anche se è mancata la bagarre. Adesso sono in testa al campionato, ma non cambia il mio punto di vista: continuerò a pensare gara dopo gara, mantenendo sempre la calma“. Il sorpasso al Corkscrew su Valentino Rossi21 luglio 2013: all’esordio in trionfo anche a Laguna Seca Con Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo non al meglio della forma fisica, Marc Marquez non poteva lasciarsi scappare l’opportunità di vincere, all’esordio assoluto, a Laguna Seca. Una nuova vittoria, una nuova perla (il sorpasso al “Cavatappi” su Valentino Rossi), un vantaggio di 16 punti su Pedrosa (e 26 su Lorenzo) in campionato, ma senza voler cambiare il modo di vedere la stagione. “Non voglio pensarci perchè, come si è potuto notare nelle ultime due gare, tutto può succedere. C’è ancora metà campionato da disputare, pertanto tutto è ancora in gioco. Finora è andato tutto per il meglio e sono, Mugello a parte, sempre salito sul podio: questa è una buona notizia. Devo dire che si impara molto a lottare con Pedrosa, Lorenzo e Rossi: cerco di scovare qualche segreto e quelle piccole cose che posson tornar utili per il futuro“. 25 agosto 2013: doppietta Indianapolis-Brno, a +44 su Lorenzo Al ritorno dopo la pausa estiva, Marc Marquez concretizzò una sensazionale doppietta di vittorie tra Indianapolis e Brno (quattro di fila), ritrovandosi con 26 punti da amministrare nei confronti di Dani Pedrosa, 44 su Jorge Lorenzo. “Sinceramente non mi aspettavo di poter vincere a Brno. Nelle prove ci abbiamo messo un pò per trovare un buon passo, inoltre qui la Yamaha aveva provato nelle scorse settimane e avevano qualche riferimento in più, specie rispetto a me che non avevo mai girato su questa pista in sella ad una MotoGP. Invece sin dalla partenza mi sono trovato bene con la moto, ho girato su ottimi tempi e sono stato sempre in lotta con Jorge e Dani che qui vanno davvero forte. Quando ho visto che c’era la possibilità di vincere ho dato il massimo, fortunatamente tutto è andato per il meglio. Con Jorge è stata una bella lotta, anche Dani si è avvicinato molto nell’ultimo giro, non è stato facile riuscire a stargli davanti. Questa vittoria porta sempre 25 punti, ma per me sono più importanti rispetto ad altre gare: non potrei esser più felice così, è stata una vittoria per certi versi inaspettata, ma bellissima!1 settembre: volo nel Warm Up, 2° in gara e 2 “penalty points” A Silverstone, per la prima volta, Marc Marquez è finito sul banco degli imputati. Autore della pole position, nel Warm Up pre-gara, senza rispettare le segnalazioni con bandiera gialla dei commissari per una precedente caduta di Cal Crutchlow, era stato protagonista di uno spaventoso volo con conseguente lussazione alla spalla sinistra. Stringendo i denti MM93 riuscì a concludere la gara al secondo posto battuto, soltanto in volata al culmine di un accesissimo duello, da Jorge Lorenzo, ma ritrovandosi con 2 “penalty points” in meno sulla patente a punti per “condotta irresponsabile” e mancato rispetto delle segnalazioni dei commissari. Il "fattaccio" al MotorLand Aragon29 settembre: “Marquez Gate” al MotorLand Aragon Sul banco degli imputati a Silverstone, nell’occhio del ciclone ad Aragon per l’ormai celebre contatto-sfiorato con il compagno di squadra Dani Pedrosa e conseguente volo di quest’ultimo privo del sensore TC, “strappato” per il contatto ravvicinato tra le due RCV. Vincitore in gara, Marquez poche settimane più tardi era stato sanzionato dalla MotoGP Race Direction con due ulteriori “Podium Credits” per, parola del Direttore di Gara Mike Webb, “condotta irresponsabile. Sappiamo che (Marc) ha un grande talento, ma è anche intelligente quanto basta per capire che deve esserci un margine per commettere errori: in particolare, e lo abbiamo visto in varie occasioni in questa stagione, il pilota che sta alle spalle in frenata ha l’obbligo di non avvicinarsi troppo. Ad Aragon è arrivato il contatto e per noi, per quanto fosse minimo, è un segnale per comunicare un avvertimento ufficiale perché Marc stia più attento. 20 ottobre 2013: sfuma il primo “match point” nel caos di Phillip Island Da una possibile conquista del titolo con due gare d’anticipo, ad una squalifica con bandiera nera. La prima esperienza di gare “flag to flag” (forzato) per Marc Marquez a Phillip Island si era conclusa nel peggior modo possibile. In piena corsa per la vittoria, su indicazione della squadra è rientrato ai box per la sosta (obbligatoria) per il cambio moto un giro più tardi (l’11°) rispetto a quanto imposto dalla Race Direction (“finestra” dal 9° al 10° passaggio). Inevitabile la squalifica, con il risultato di rimediare un pesante-zero (il secondo stagionale) ai fini campionato passando da +43 a soltanto 19 lunghezze di vantaggio rispetto a Jorge Lorenzo. La squalifica di Phillip IslandCon la squadra avevamo definito una strategia prima della gara“, la spiegazione di Marc Marquez. “Sarei dovuto rientrare ai box dopo il decimo giro, ma a quanto pare questo non conta come un giro extra. E’ stato un grande errore, c’è poco da dire. Avevamo pianificato tutto nel dettaglio e ho rispettato alla lettera le indicazioni dalla tabella del muretto box. Bisogna imparare dagli errori ed è quello che farò per le prossime gare: come prima esperienza di gara “flag to flag” non è stata proprio da ricordare. Adesso il vantaggio è diminuito in campionato, ma dobbiamo guardare avanti“. 27 ottobre: sfuma il secondo “match point” a Motegi Una nuova (brutta) caduta nel Warm Up, nuovamente “sconfitto” da Jorge Lorenzo, ma senza far drammi. In un weekend “corto” a Motegi con soltanto due turni di prove, Marc Marquez riuscì ad assicurarsi un importante secondo posto ai fini-campionato. “Per come si erano messe le cose dopo la caduta del Warm Up, il secondo posto è davvero un buon risultato“, commentò Marc Marquez. “Sapevo benissimo che dopo un simile incidente sarebbe stato problematico ritrovare subito il feeling e tenere un buon passo, a maggior ragione dopo qualche problema di troppo incontrato questa mattina dove mancava il ritmo rispetto agli altri piloti. Non mi aspettavo sinceramente di poter lottare per stare davanti, è stata una gara difficile, ma posso esser contento. Qui a Motegi non avevo mai girato in sella ad una MotoGP, ieri con il bagnato e questa mattina con la caduta ho perso la possibilità di far kilometri in vista della corsa. Praticamente in gara ho dovuto scoprire i punti di frenata, tante volte sono arrivato fuori traiettoria proprio per questa ragione. Fino a quando è stato possibile sono rimasto a contatto con Jorge (Lorenzo), ma da metà gara in avanti ero davvero al limite nel tentativo di tenere il suo passo. A quel punto ho pensato di portare a termine la corsa, non correr rischi inutili e portare a casa questi 20 punti per il campionato. Non sono stati giorni e gare facile, ma siamo ancora in vantaggio anche se il gap è stato ridotto di altri 5 punti. Valencia sarà la gara più importante per me, sarà un weekend per certi versi interessante…10 novembre 2013: Marc Marquez nella storia Oggi il gran giorno: Marc Marquez è Campione del Mondo MotoGP 2013, a 20 anni e 266 giorni il più giovane di sempre nella storia della classe regina, l’unico “rookie” in trionfo nella stagione d’esordio insieme a Kenny Roberts Sr. Soltanto il primo passo per diventare, nel futuro a breve-medio termine, una “leggenda” di questo sport? Alessio Piana (Twitter: @AlessioPiana130)

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