MotoGP, Valentino Rossi: “Yamaha come l’Inter, non sai mai cosa succede”

MotoGP, Valentino Rossi: “Yamaha come l’Inter, non sai mai cosa succede”

Valentino Rossi chiude il venerdì in Thailandia con un certo ottimismo. Bocciata la nuova carena aerodinamica: “Nessuna differenza con la precedente”.

di Luigi Ciamburro
Valentino Rossi al Buriram

Il doppio primato Yamaha nelle FP1 della Thailandia ha lasciato tutti di stucco. Il risultato non fa cantare vittoria, perchè nel box di Iwata sono abituati da tempo a cali di prestazione da un giorno all’altro senza motivi apparenti. Del resto già nelle FP2 pomeridiane, con le temperature dell’asfalto che hanno sfiorato i 50°C, Valentino Rossi è scivolato in nona piazza, seppur a soli tre decimi dal miglior tempo di Dovizioso.

Rispetto ad Aragon la situazione generale sembra meno critica, anche se nulla è cambiato a parte una nuova carena aerodinamica nella seconda manche di libere che non fa certo miracoli. “Oggi abbiamo sofferto meno di due settimane fa, mi piace di più. Le altre moto sono meglio bilanciate, funzionano altrettanto bene ovunque. La Yamaha è come l’Inter, la mia squadra di calcio preferita. Quando è in campo, non sai mai cosa sta succedendo“.

Meno problemi del previsto sulla Yamaha #46, resta molto da lavorare, bisognerà scegliere le gomme giuste, ma la nuova carena aerodinamica non è un passo avanti pur garantendo più carico all’anteriore. “Le FP1 sono state fantastiche perché eravamo primi e secondi. Ma solo alcuni piloti hanno montato pneumatici freschi alla fine. Questo risultato non riflette la realtà. Ma ora abbiamo entrambe le Yamaha nella top ten e possiamo calcolare le probabilità di un ingresso diretto in Q2. Quindi possiamo provare a fare meglio che in Aragón. La carena? Dovrebbe aiutarci contro le impennate. Ma non so se lo userò anche sabato, perché difficilmente differisce dalla versione precedente, almeno quando guidi non riesci a sentire la differenza“.

Maverick Vinales ha lavorato su un miglior bilanciamento dei pesi, si procede a piccoli passi, i primi dieci sono tutti a distanza ravvicinata. Essere nella top-10 è un buon inizio di week-end, ma bisogna affinare i dettagli per sperare in qualcosa di buono e affrontare le alte temperature nel migliore dei modi. “Qui è molto difficile per il caldo. Vai in affanno e si fa fatica a recuperare. La gara sarà dura, ma c’è anche una questione di adattamento del fisico a questa temperatura, che di solito si va sempre un po’ meglio nel corso del weekend“.

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