MotoGP: Valentino Rossi, il terrore dei tecnici Yamaha

MotoGP: Valentino Rossi, il terrore dei tecnici Yamaha

Valentino Rossi non smette di puntare l’indice contro i tecnici Yamaha: “Sto facendo molta pressione, quando mi vedono scappano”.

di Luigi Ciamburro
Valentino Rossi

Valentino Rossi parte per Ibiza perportando in valigia un secondo posto inatteso all’inizio del campionato MotoGP. Intramontabile, meticoloso, raggiante, laborioso, capace di essere critico fino in fondo nei confronti della casa madre Yamaha. D’altronde le risposte non possono più arrivare solo dagli uomini ai box, ma serve una “manna dal cielo” che forse è arrivata con l’arruolamento di tre nuovi ingegneri per il team di Iwata. Una notizia passata molto in sordina, dato che il mercato degli ingegneri è mediaticamente silente, ma tecnicamente rilevante. La vera prova del fuoco sarà il test di Brno, capolinea sbandierato da tempo dove si dovrà trovare una soluzione minima alla crisi dell’elettronica. Serve più accelerazione, meno spinning e più grip al posteriore, e l’escamotage non può che arrivare dalla ECU Magneti Marelli.

LA VOCE GROSSA DEL DOTTORE – Il secondo posto del Sachsenring e in classifica generale la dicono lunga sulla capacità di Valentino Rossi, Silvano Galbusera e gli altri dello staff VR46 nel saper limitare i danni. Eppure il predominio assoluto di Marquez (a + 46) è un colpo nello stomaco difficile da attutire, al momento impossibile da restituire. Non resta che scuote l’ambiente Yamaha, in pubblico e in privato, senza timori nè reverenze. Perchè piaccia o no, sia confermato o smentito, il Dottore ha il suo peso nel box dei tre diapason. Sono in pochi, o forse nessuno, a poter puntare ripetutamente l’indice contro i vertici della propria factory e la lentezza nell’apportare soluzioni e nel dare risposte concrete. “Sto facendo molta pressione su quelli della Yamaha, ora non possono più sopportarmi e quando mi vedono scappano“, ha detto dopo il GP tedesco. “Ogni giorno sono lì ad esortare perché abbiamo bisogno di qualcosa in accelerazione”, riporta Autosport.com. A poco sono serviti gli ultimi test collettivi o privati. “La realtà è che non è stato di grande aiuto, ma speriamo [ci siano dei progressi], perché il campionato è ancora lungo e vorrei provare a lottare per vincere prima della fine dell’anno“.

VERTICI IN BILICO – Senza la Honda di Marc staremmo qui a parlare di un Valentino Rossi “superman”, in testa al mondiale. Ma il fenomeno di Cervera ha trovato un feeling miracoloso con la sua moto e non c’è alibi che tenga. “Dobbiamo ricominciare a vincere le gare… Marquez ha 46 punti di vantaggio, ma soprattutto è più forte, quindi realisticamente è difficile. Proveremo come sempre, ci sono ancora 10 gare, se i giapponesi ci daranno una mano e potremo risolvere i nostri piccoli problemi“. La M1 2018 è un netto passo avanti rispetto alla moto dell’anno scorso in crisi d’identità dal punto di vista del telaio (ma non solo), ma non è stato fatto abbastanza durante la pausa invernale e nei test precampionato. Tanto che a fine anno qualcuno potrebbe rimetterci la faccia e il suo ruolo (Lin Jarvis?). Esclusa l’ipotesi di una sostituzione del capotecnico, saranno i vertici aziendali a guardarsi in faccia e qualcuno dovrà fare un passo indietro. Il Dottore ha ancora due stagioni da pilota, poi potrebbe iniziare la fase di team manager MotoGP con la VR46, un progetto ampiamente appoggiato anche dalla Dorna. A quel punto la voce grossa del pesarese potrebbe pesare ancora di più.

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  1. Max75BA - 4 settimane fa

    …sarebbe fantastico se Rossi dopo esser stato campione del mondo in 500 e in motpgp lo diventasse (tra qualche anno!!!) anche in sbk e nel mondiale endurance; dal punto di vista sportivo sarebbe bellissimo (avversari ed età anagrafica permettendo!!!)…probabilmente impossibile non rientrando nei suoi interessi

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