MotoGP, Valentino Rossi: “Ritorna Lorenzo? Non cambia nulla”

MotoGP, Valentino Rossi: “Ritorna Lorenzo? Non cambia nulla”

Valentino Rossi parla di elettronica e dei suoi due storici rivali, Marc Marquez e Jorge Lorenzo. Il ritorno del maiorchino in Yamaha è un’ipotesi sempre più plausibile.

di Luigi Ciamburro
Valentino Rossi

Il Mugello è la gara di Valentino Rossi per eccellenza, dove la stragrande maggioranza del pubblico che accorrerà nel week-end, sugli spalti o sulle colline, sarà lì ad incitarlo. Il Dottore è il pilota più vittorioso sul tracciato toscano, con sette vittorie consecutive nella sua epoca d’oro, dal 2002 al 2008. Da ben nove anni non rimette più piede sul gradino più alto del podio e probabilmente questa non sarà la stagione del ritorno al passato, del sogno che si avvera. Perchè la Yamaha M1 ha troppe difficoltà a rimettersi alla pari di Honda e Ducati.

LA MALEDIZIONE DELL’ELETTRONICA – Durante l’inverno i tecnici di Iwata sono riusciti a fare dei piccoli passi avanti, ma non è stato sufficiente. “La versione 2018 è più simile a quelle buone, del 2015 e del 2016, hai una sensazione molto sicura in entrata di curva, però abbiamo un problema di elettronica, dove gli altri hanno uno fatto uno step che noi non abbiamo fatto – ha detto a Sky Sport -. Se va tutto bene sarò competitivo entro la fine della stagione, ma serve uno sforzo enorme, perchè se si fanno cose così ci mettiamo cinque anni”. Dalle parole del campione di Tavullia emerge quanto sia grande il gap della M1 rispetto alla Desmosedici e alla Rc213V. E Rossi va ancora più a fondo nel mettere il dito nella piaga: “E’ stata fatta questa centralina per cercare di abbassare l’incidenza dell’elettronica, per cercare di fare andare le moto clienti più vicine a quelle ufficiali. Honda e Ducati non si sono arrese a questa centralina, sono entrate dentro e hanno tirato fuori il massimo – ha aggiunto Valentino Rossi -. Yamaha invece ha detto che questa centralina deve essere meno sofisticata e noi la facciamo lavorare come ci hanno detto, invece gli altri no”. Si tenta di mettere una pezza lavorando anche fino a tarda notte durante i week-end di gara, per limare ogni dettaglio utile in vista della gara, al fianco di Silvano Galbusera e Matteo Flamigni, tentando di rompere l’incantesimo della maledizione elettornica: “Devo costruire la mia prestazione e curare tutti i dettagli curva per curva, mi dà gusto. Con Silvano e Matteo guardiamo i dati, giro per giro, piano piano, vedo dove cercare di migliorare, dove vado più forte, guardo le linee da fare, c’è poco di improvvisazione. C’è una parte di velocità e di talento che tutti i piloti hanno, ma su cui ci devi lavorare tanto, perchè gli altri lo fanno“.

I RIVALI STORICI – Questo inizio di Mondiale ha riaperto una ferita mai rimarginata con Marc Marquez, dai fatti di Sepang del 2015 a Termas de Rio Hondo 2018. Valentino Rossi sa di dover dare un colpo al cerchio e uno alla botte quando si parla del suo acerrimo rivale e ripercorre quanto successo dopo la gara in Argentina: “Uccio mi ha visto e ha capito che era il male minore fare così. Noi abbiamo una storia lunga dietro, mai risolta…“, ha risposto a coloro che criticano l’intervento del suo braccio destro nei confronti del campione spagnolo. Ma tanto di cappello alle sue qualità sportive: “Come tutti i grandi ha inventato la caduta non caduta, nelle prove trova il limite, al momento è il più veloce in pista e da questo punto di vista bisogna guardare e imparare. Al momento anche la sua moto è molto in forma, ma il bello del nostro sport è che le cose cambiano dal mattino al pomeriggio,  magari in estate i nostri tecnici ci aiutano, riusciamo a fare uno step e possiamo dargli fastidio“. A proposito di rivali si sente parlare sempre più insistentemente di un possibile ritorno di Jorge Lorenzo in Yamaha, forse con l’appoggio di un colosso come Petronas, desideroso di investire sulla MotoGP, anche fondando ex novo un team in caso di rinuncia di Marc VDS. Cosa cambierebbe per Vale con il ritorno del maiorchino? “La situazione non cambia molto, quando sei in Yamaha devi sempre fronteggiarti con piloti fortissimi, soprattutto negli ultimi anni, ci sono stati sempre due top rider… Va via Zarco e siamo io, Vinales e Lorenzo“. E cosa riserva il futuro del nove volte iridato? “Mi piacerebbe rimanere pilota più tempo possibile, ma mi piacerebbe avere possibilità di correre in macchina, come la 24 Ore di Le Mans. Poi ci piacerebbe continuare con un team di MotoGP, abbiamo fatto questa esperienza in Moto3 e Moto2 con Sky, anche se fare un team in MotoGP è tutta un’altra cosa”.

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