MotoGP: Valentino Rossi, faccia a faccia con il futuro

MotoGP: Valentino Rossi, faccia a faccia con il futuro

Il nove volte iridato già proiettato verso il 2018. Ma intanto aspetta Lewis Hamilton al Ranch

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VALENCIA, SPAIN - NOVEMBER 14: Valentino Rossi of Italy and Movistar Yamaha MotoGP speaks with mechanics in box during the MotoGP Tests In Valencia day 1 at Comunitat Valenciana Ricardo Tormo Circuit on November 14, 2017 in Valencia, Spain. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Solo in sella alla Ducati nel biennio 2011-2012 Valentino Rossi ha fatto peggio. La stagione 2017 si chiude con un trend negativo che urge di una repentina e decisa sterzata già a partire dai test invernali. In ballo c’è il rinnovo di contratto con Yamaha e l’onore di un nove volte campione del mondo che manca all’appuntamento iridato dal lontano 2009.

YAMAHA 2018 – A Valencia il team Movistar ha tentato l’ultimo e disperato colpo di coda: montare il telaio 2016 con cui Johann Zarco ha raccolto tante soddisfazioni nel corso dell’anno. Una mossa rivelatasi “vincente” se si considera che è stato riproposto nei test al Ricardo Tormo e a Sepang. Non si tratta di un vero e proprio passo indietro, perché la prossima Yamaha M1 sarà dotata di un nuovo motore con specifiche 2018, un’elettronica rivisitata e una differente distribuzione dei pesi per rimediare al problema dell’usura del posteriore e trovare un miglior allineamento sul bagnato. “Il nuovo motore non è male, stiamo cercando di avere più potenza, ma mantenendo una buona guidabilità, con un’erogazione soft”, ha sintetizzato Valentino Rossi dopo aver saggiato il nuovo propulsore. Ma i vertici di Iwata dovranno trovare le giuste soluzioni ai problemi, perché “non basta pensare di tornare alla moto del 2016 per poter rivincere le gare o il Mondiale”. Né sarà di grande aiuto la nuova carena aerodinamica con ali intravista a Valencia e già classificata come poco idonea dal regolamento per questioni di sicurezza. Quindi su questo fronte inutile attendersi un ulteriore step. In fabbrica i tecnici giapponesi dovranno tirare fuori un bel coniglio dal cilindro magico per rimettersi in riga con Honda e Ducati.

FUTURO DI VALENTINO  “Ho paura di smettere, è una cosa che mi spaventa. Un giorno sarà difficile trovare altro perché la MotoGP è tutta la mia vita. Dirigere la mia Academy sarà bello, ma non è la stessa cosa”. Il contratto del Dottore scade tra un anno, ma le prime gare del 2018 saranno decisive per decidere il futuro a breve termine. Le ultime dichiarazioni lasciano presagire tutta la volontà di rinnovare fino al 2020, perché Rossi non ama rinnovare per una sola stagione. “Nel 2018 il primo obiettivo resta sempre il titolo, il secondo vincere le gare e il terzo arrivare al traguardo”. Molto dipenderà dalle capacità di allestire una moto vincente da parte della Yamaha, perché chiudere tra il quarto e quinto posto potrebbe essere una condanna per la firma del nuovo contratto. Per proseguire servono podi e vittorie prima della gara del Mugello. Lin Jarvis attende la sua decisione, senza troppo tendere la mano. Perché se da un lato Valentino Rossi è un personaggio carismatico e capace di fare mercato, dall’altro c’è un fenomenale Johann Zarco che scalpita a suon di risultati per prendere il suo posto. Cosa ne sarà del campione di Tavullia in caso di addio alla MotoGP? “In futuro sarà interessante provare a mettere su un team in MotoGP, ma è un mondo completamente diverso, ci sarà bisogno anche di un costruttore. Per adesso ci limitiamo alle altre due classi, ad aiutare i giovani”.

BOTTI DI FINE ANNO – La brutta annata del pesarese si è chiusa con il sesto acuto al Monza Rally Show. Nel suo futuro potrebbero esserci competizioni a quattro ruote e la vittoria al celebre evento brianzolo è un altro bel biglietto da visita per aprire nuove strade dopo il ritiro dalla MotoGP. Lottare alla pari con professionisti del settore come Mikkelsen, Neuville e Bonanomi, con 10” di penalità per colpe non direttamente sue, non è impresa da poco. “Questa vittoria mi ricorda quella di Phillip Island nel 2003, quando mi diedero la bandiera gialla e 10″ di penalità, ma riuscii a vincere lo stesso”. Un magro premio di consolazione al termine di un Mondiale complicato, per le vicissitudini tecniche, e sfortunato, per via dei due infortuni. “Il 2017 non è stato un grande anno per me. Abbiamo sofferto molto, devo dire la verità. In qualche gara è stata proprio dura. Ora è una grande sfida colmare il gap dai primi. Abbiamo qualche mese e dovremo lavorare sodo”. Da qui a fine anno proseguirà il lavoro al Ranch con i ragazzi dell’Academy, preparando l’ormai tradizionale evento della 100 km e aspettando il tanto annunciato arrivo di Lewis Hamilton. Il campione di F1 ad agosto aveva preannunciato il suo sbarco a Tavullia: “Andrò a sfidare Valentino al suo Ranch. Amo troppo le moto e andrò sicuramente a lottare con Rossi al Ranch per combattere nel dirt track”. Valentino a distanza di mesi ha confermato l’arrivo del grande ospite d’onore dopo il GP di Sepang: “Lewis deve ancora venire a trovarmi al Ranch, forse a dicembre, stiamo organizzando il suo arrivo”. Sarebbe un bel modo per chiudere un 2017 da conservare negli archivi storici, prima di partire per le vacanze e staccare finalmente la spina.

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