MotoGP: Test verità, Valentino Rossi all’appuntamento con il futuro

MotoGP: Test verità, Valentino Rossi all’appuntamento con il futuro

Tante novità sulla Yamaha nei test di Sepang. VR46 dovrà verificare anche la condizione fisica. E poi pensare al futuro

di Luigi Ciamburro
MotoGP: Test verità, Valentino Rossi all'appuntamento con il futuro

Inizia il conto alla rovescia per l’inizio della stagione 2018 di Valentino Rossi. Si riparte dal circuito di Sepang, dove nel novembre scorso si è conclusa una delle stagioni più difficili per Yamaha e il Dottore, alle prese con lavori di comparazione e nuovi aggiornamenti per la YZR-M1. Il destino del pilota, in scadenza di contratto e con l’età che bussa alla porta dell’addio, passa per i test in Malesia, Thailandia e Qatar.

MOTORE – Si ricomincia dal telaio 2016 con specifiche 2018. Non sarà un ritorno al passato per la Yamaha di Valentino, ma una ripartenza da quanto di buono resta dello scorso campionato, come hanno dimostrato le prestazioni di Johann Zarco e gli ultimi test di Valencia e Sepang. Nuovo il motore, più potente, che ha raccolto già un feedback positivo da entrambi gli alfieri di Iwata. Il grosso dell’attenzione sarà puntato sull’elettronica, perché la risoluzione dei problemi più incisivi (dal grip sul bagnato all’usura del pneumatico posteriore) va ricercata nella ECU Magneti Marelli, dove Ducati ha saputo fare meglio di chiunque altro.

ALI – Probabilmente sarà anche l’anno dell’aerodinamica e delle carene alate, come già dimostrato nei primi test dei collaudatori (persino sulla Honda sono spuntate le appendici aerodinamiche). A Valencia sulla M1 ha esordito un frontale alato ricomparso anche in sella al collaudatore Nakasuga in questi giorni. “Sembra che la moto del 2018 deriverà dalla moto del 2016 – ha chiarito Valentino Rossi -. Vinales, ma anche Zarco, sono convinti che la moto del 2016 fosse meglio, quindi partiremo da quella, anche se chiaramente sarà una moto un po’ diversa. Non so ancora quali saranno le modifiche di preciso, ma la base da cui partiremo sarà quella 2016”. Il giusto mix dei vari elementi dovrà portare ad una moto competitiva già al primo GP di Losail a marzo, condizione sine qua non il rinnovo di contratto potrebbe essere accorciato fino al 2019 anziché fino al 2020.

INFORTUNIO  – A lasciar riflettere sulle decisioni future è anche la condizione fisica di Valentino. Il celere ritorno ad Aragon, dopo l’infortunio di fine agosto in allenamento con una enduro, ha lasciato attoniti tifosi e avversari, ma non significa essere già al 100%. Nella pausa invernale si è dedicato allo sci e allo snowboard, si allena duramente tutti i giorni tra palestra e Ranch, ma la gamba destra fa ancora male “dopo uno o due minuti di corsa, ma per la moto sto bene”, ha detto a margine della presentazione Yamaha a Madrid. “Ogni anno è più difficile, perché non sono molto giovane. Ma in realtà, negli ultimi sei o sette anni mi sento molto simile. Diverso da quando avevo venticinque anni, soprattutto perché era più facile recuperare. I tempi di recupero ora sono più lunghi. Di solito, hai bisogno di sei mesi per recuperare la forza della tibia, quindi penso di avere un altro mese, un mese e mezzo prima di poter ricominciare a correre. Ma per il resto, sto bene”. Al termine del prossimo Mondiale dovrà sottoporsi ad un altro intervento chirurgico per rimuovere il perno: “Non è un grosso problema, perché non sento nulla. Sai che è lì, ma non c’è differenza”.

FUTURO – Nel futuro del Dottore post MotoGP ci sono diversi progetti, non sarà certo un personaggio da pantofole e divano. Proseguirà il progetto VR46 Riders Academy, che ha già regalato un titolo iridato con Franco Morbidelli in Moto2. Tra le idee più ambiziose la costituzione di un team satellite Yamaha in classe regina, operazione che avverrebbe con il beneplacito e i favori della Dorna e di Carmelo Ezpeleta. I conti dell’organizzatore del Motomondiale sono in rosso e perdere un personaggio come Rossi significherebbe rischiare la bancarotta. Ma nel futuro del campione di Tavullia ci sarà spazio anche per le corse automobilistiche, forte di un ottimo tirocinio pluriennale nel Monza Rally Show. La vittoria di Carlo Sainz alla Dakar ha schiarito le idee ai suoi fan: “Vedendo che ha 55 anni ho pensato di essere troppo giovane, ma penso di fare la Dakar quando sarò più grande – ha affermato il pesarese -. Qualche anno fa decisi di non ascoltare il canto delle sirene del motorsport e continuai con la MotoGP… Vorrei correre con le automobili, non so ancora se nei rally o ancora in pista”. Solo poche settimane fa aveva anticipato: “Penso che avrò altri 10 anni per correre con le macchine, mi piacerebbe correre dei rally e la 24 Ore di Le Mans”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy