MotoGP, Test Jerez: Sei Case, ecco su cosa lavoreranno

MotoGP, Test Jerez: Sei Case, ecco su cosa lavoreranno

Mercoledì 28 e giovedì 29 novembre la MotoGP ritorna in pista a Jerez per l’ultimo test ufficiale 2018. Occhi puntati sulle nuove specifiche di motore ma non solo

di Luigi Ciamburro
Circuito di Jerez

Mercoledì 28 e giovedì 29 novembre la MotoGP ritorna in pista per l’ultimo test ufficiale dell’anno. Dalle 10:00 alle 17:00 i sei costruttori cercheranno conferme agli aggiornamenti dei loro prototipi 2019 già provati a Valencia, i piloti che hanno cambiato marca potranno prendere maggior confidenza con le moto prima della pausa invernale, in attesa del prossimo test a Sepang agli inizi di febbraio. Saranno due giorni decisivi soprattutto per la componentistica dei motori, dal momento che alcuni elementi (ad esempio l’albero motore) saranno avviati alla produzione dopo questo test per essere pronti non prima di due o tre mesi.

DUCATI – Ducati non potrà fare affidamento su Michele Pirro (sostituito da Alvaro Bautista), costretto ad anticipare i tempi dell’intervento chirurgico alla spalla in seguito all’infortunio rimediato al Mugello. Toccherà ad Andrea Dovizioso rappresentare l’avanguardia dello sviluppo della Desmosedici GP19, dopo aver lavorato a Valencia su bilanciamento e telaio.  In casa Borgo Panigale occhi puntati soprattutto sui dettagli, su alcune novità in termini di telaio, al fine di migliorare la percorrenza di curva, ma non è escluso qualche aggiornamento sul motore V4. Danilo Petrucci proseguirà la strada verso un miglior feeling con la Ducati GP19, focalizzando l’attenzione su uno stile di guida che necessita di alcune modifiche per stressare meno il posteriore. In cerca di conferme Francesco Bagnaia dopo l’ottimo esordio in sella alla GP18 del team Pramac: per il campione di Moto2 la priorità è migliorare la confidenza con la MotoGP soprattutto in staccata, frenata e nel turning.

YAMAHA – Nel box di Iwata non ci saranno novità in termini di ciclistica (salvo sorprese top secret), ma solo le due specifiche di motore già testate la scorsa settimana. Prima dell’inverno Valentino Rossi e Maverick Vinales dovranno trovare un comune punto d’accordo sul nuovo quattro cilindri da cui partire per poi affinare il lavoro di elettronica. A detta del Dottore non ci sono molte differenze tra le due specifiche, l’una capace di garantire più freno motore, l’altra più accelerazione. Il pilota di Roses sembra maggiormente orientato a optare per la prima, ma sarà il circuito di Jerez a dare le dovute conferme o smentite. Grande attesa anche per la seconda uscita di Franco Morbidelli, autore di un buon esordio in sella alla Yamaha M1, che potrebbe apportare dati utili per lo sviluppo del prototipo 2019.

HONDA – Marc Marquez ha chiesto maggior potenza sul rettilineo, ma il difficile è non scompensare altre aree della RC213V, in particolar modo il primo tocco dell’erogazione del gas. A disposizione del Cabroncito anche alcuni aggiornamenti per migliorare il feeling con l’avantreno, causa non secondaria di diverse cadute riportate negli ultimi anni. Le moto viste a Valencia erano un mix di elementi 2018 con pezzi del 2019, resta invece massimo riserbo sul lavoro di Jorge Lorenzo, su cui vige il silenzio stampa fino al 31 dicembre. Dalle prime impressioni l’esordio del maiorchino non è stato certo facile ma in leggera progressione dal primo al secondo giorno. In pista anche il collaudatore Stefan Bradl e il pilota satellite Takaaki Nakagami, mentre per rivedere all’opera Cal Crutchlow, infortunatosi alla caviglia nella seconda sessione di prove libere a Phillip Island, bisognerà attendere il test in Malesia.

APRILIA – Aprilia lavora sia sulla ciclistica che sull’elettronica, raccogliendo dati utili dai primi feedback di Andrea Iannone e Bradley Smith, che hanno intrapreso il nuovo percorso partendo dalla base di Aleix Espargarò. Lo spagnolo ha provato una RS-GP dotata di nuovi motore e telaio al Ricardo Tormo, non è sembrato del tutto convinto, ma una decisione sarà presa dopo il test di Jerez. Il pilota di Vasto ha registrato qualche problema di troppo sull’anteriore, è quindi alla ricerca di ulteriori dati prima di chiedere le prime modifiche ai tecnici di Noale.

KTM – In attesa di conoscere le prime impressioni di Dani Pedrosa nel test di febbraio, la casa austriaca fa quadrato intorno a Johann Zarco, che ha chiesto subito di apportare le dovute migliorie sull’anteriore per migliorare l’entrata in curva. Il debutto in KTM non è stato per nulla facile e richiederà tanto lavoro prima di poter tornare ai livelli cui era abituato in Yamaha. Miguel Oliveira deve ancora prendere più dimestichezza nella MotoGP, soprattutto con i freni in carbonio, mentre Pol Espargarò sta testando gli aggiornamenti 2019, soprattutto in materia di centralina elettronica. KTM ha portato a Valencia nuove parti del motore, aggiornamenti del telaio e una nuova forcella anteriore in carbonio WP Suspension, più leggera e in grado di garantire maggiore stabilità nelle curve veloci. Anche a Jerez occhi puntati sull’elettronica per trovare maggior grip al posteriore nella seconda parte della gara.

SUZUKI – Suzuki cerca conferme dal nuovo motore che ha guadagnato più cavalli e può contare su un’erogazione diversa a centro curva. A Jerez si continuerà il lavoro sul propulsore con alcune modifiche di elettronica, perché la maggior potenza ha creato più spinning al posteriore. L’obiettivo adesso è ricercare un po’ di trazione in più per scaricare il surplus di potenza, ma nel box di Hamamatsu sono previsti anche altri aggiornamenti per Alex Rins e Joan Mir.

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