MotoGP: Team privati, la rivoluzione è dietro l’angolo

MotoGP: Team privati, la rivoluzione è dietro l’angolo

Non solo mercato piloti: in ottica 2019 esploderanno anche nuovi giochi fra squadre satellite e Costruttori

di Luigi Ciamburro

Ducati equipaggerà tre team clienti anche nella stagione 2018, ma sarà Pramac Racing ad avere una corsia preferenziale verso le componenti e gli aggiornamenti della Casa di Borgo Panigale. Il direttore sportivo Paolo Ciabatti non nasconde la predilezione: “Il compito di Pramac è quello di essere la squadra Ducati MotoGP Junior”.

SATELLITI DUCATI – Nessun team satellite della Ducati è mai stato più vicino al reparto corse di Bologna. Dorna si pone l’obiettivo a breve termine di avere sei squadre factory, ognuna con un team satellite. KTM, Suzuki e Aprilia al momento non hanno la forza tecnica ed economica di poter dotare un’altra formazione, ma a breve la situazione dovrebbe cambiare. In tal caso Avintia e Aspar guarderebbero altrove e Paolo Ciabatti ha già messo in conto un simile scenario: “Non è un segreto che Pramac abbia un rapporto più stretto con la Ducati per via del suo passato, questo grazie ai suoi stretti legami con Paolo Campinoti e il modo in cui questa squadra è stata gestita per molti anni”. Immaginare di proseguire con otto moto targate Ducati ancora per molti anni è pura utopia: “Un giorno accadrà. Quando? Non lo sappiamo. Ci sono sei produttori e 24 piloti. Dal punto di vista della Dorna sarebbe perfetto se ogni produttore avesse un team ufficiale e un team cliente. Ma per questo i produttori devono essere pronti”. Avintia e Aspar avranno a disposizione delle Desmosedici GP17, al pari di Jack Miller che potrà contare su una moto che sarà un gradino più basso della moto ufficiale. In attesa che altri team factory si facciano avanti per trovare la “dolce metà” che ancora manca.

SATELLITI HONDA – In tal senso anche nel team Marc VDS sembra regnare un certo malumore dopo l’addio di Miller che non sembra aver ricevuto le richieste attenzioni da parte della Honda. Michael Bartholemy ha già gettato un amo a Suzuki, Aprilia e KTM: “Quando sei trattato un po’ come la quinta ruota del carro è normale che ti senti un po’ deluso. Ma il punto positivo è che ci sono tre produttori a cui piace il nostro team, a loro piace il programma che abbiamo. Sono aperto a parlare con tutti e quattro loro – compresa la Honda – e penso che andremo con chi mostrerà più grande interesse per il nostro lavoro”. A conti fatti, quindi, in base al progetto Dorna sarà il team di Lucio Cecchinello a restare fedele a Honda Racing Corporation. Ma probabilmente il mercato dei team privati forse esploderà non prima del 2019.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy