MotoGP, Santi Hernandez: “Marquez fa la differenza”

MotoGP, Santi Hernandez: “Marquez fa la differenza”

Santi Hernandez, capotecnico di Marc Marquez, descrive la sensazione del fare parte di una squadra vincente: “L’arrivo di Lorenzo? Per me non cambia nulla”.

di Luigi Ciamburro
Marc Marquez e Santi Hernandez

Dietro il settimo titolo mondiale di Marc Marquez si cela il grande lavoro di un’intera squadra, rimasta quasi invariata dal suo esordio nel Motomondiale. Uno dei suoi punti di forza del Cabroncito è aver raccolto intorno a sè un gruppo di persone capaci e fidate, tra cui il capotecnico Santi Hernandez, cui è affidato il compito di studiare i dati della telemetria. In molti casi non basta una sequenza di numeri e informazioni per capire la specialità di questo campione e del suo stile di guida. “Ci sono cose che hai nel DNA o non le hai, che non vengono insegnate o apprese. E’ vero che a volte le cose che fai non si adattano ai dati ma, fortunatamente, non è come la Formula 1, dove la macchina è tutto e il pilota è meno importante. Ovviamente conta, ma qui il pilota fa la differenza e Marc fa la differenza“.

LO STAFF DI MARQUEZ – Marc non ha fallito il suo primo match-point. Poteva gestire tranquillamente la gara di Motegi senza prendersi rischi e raggiungere la certezza matematica a Phillip Island. Invece ha spinto sul gas e regalato un’enorme soddisfazione in casa Honda, che ha festeggiato sul circuito di casa con tre gare di anticipo. “Era vero che il Mondiale  potevamo chiuderlo qui,  ma non doveva diventare un’ ossessione, perché avevamo ancora Australia, Malesia e Valencia“, ha spiegato Santi Hernandez. Marquez è certamente l’artista principale di questo capolavoro, ma il suo staff ha saputo spianargli il terreno alla perfezione. E squadra che vince non si cambia. “Quando ha guidato la sua squadra dalla Moto2 alla MotoGP, si è impegnato a portare tutti con lui… Fare parte di questo team è una grande soddisfazione per me“.

L’ARRIVO DI LORENZO – Il lavoro al box è stato impeccabile, ma non perfetto. Gli avversari della Ducati sono superiori in accelerazione e i test invernali dovranno servire a recuperare questo gap senza perdere in altre aree. Perché la sfida 2019 potrebbe vertere su questo dettaglio se Andrea Dovizioso non commetterà degli errori come in questa stagione. Dopo la pausa estiva la Desmosedici ha dimostrato di essere un gradino sopra la RC213V, merito del fenomeno di Cervera riuscire ad azzerare il differenziale tecnico con le sue caratteristiche inedite e personali. Tra un mese l’arrivo di Jorge Lorenzo potrebbe aiutare a crescere ulteriormente. “Continuerò a lavorare come sempre fatto e penso che il primo che devi battere sia quello accanto a te. Jorge è un nuovo incentivo, ma le cose non cambiano per me“.

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