MotoGP, rivoluzione elettronica: piattaforma inerziale unificata dal 2019

MotoGP, rivoluzione elettronica: piattaforma inerziale unificata dal 2019

Dal 2019 piattaforma inerziale (IMU) unificata in MotoGP: limitazione dei costi e maggiore equilibrio.

di Luigi Ciamburro
Andrea Dovizioso

L’elettronica in MotoGP sta diventando l’ago della bilancia che sposta gli equilibri in pista, che ha permesso a Honda e Ducati di fare un passo avanti ingaggiando ingegneri esperti vicini alla scuola Magneti Marelli, e a Yamaha di fare un passi indietro dopo essersi fatta sfuggire personalità di primo piano come Andrea Zugna, Lorenzo Carlo Luzzi e Cristian Battaglia. Dal 2019 l’elettronica subirà un’altra rivoluzione: l’unificazione delle piattaforme inerziali a partire dal 2019. Una norma che potrebbe giocare a favore della casa di Iwata, che ha deciso di risolvere i problemi di elettronica senza ricorrere a ingegneri esterni. (Here this story in Enghlish)

IMU UNIFICATA – Grazie al pressing della Dorna e al beneplacito dei team dalla prossima stagione le IMU (Inertial Measurement Unit) saranno uguali per tutti i team, che potranno abbassare i costi,  grazie alla fine degli investimenti dei singoli costruttori. La priorità è di ridurre ulteriormente il gap prestazionale fra le moto, per aumentare ulteriormente lo show, avere più bagarre e duelli ravvicinati che possano emozionare il pubblico ancor più di quanto sta avvenendo nelle ultime gare e soprattutto dopo l’introduzione della centralina e del software unici.

COS’E’ UNA PIATTAFORMA INERZIALE? E’ un evolutissimo sensore  che misura la posizione della moto nello spazio (inclinazioni) e le accelerazioni-decelerazioni cui è sottoposta, invia questi dati alla centralina che li elabora insieme ai dati provenienti da altri sensori (ride by wire, traction control, anti impennata, ecc.) per fornire l’erogazione ottimale del motore. L’IMU ha una sua capacità di calcolo, quindi all’interno potrebbero essere installate (e sviluppate) le logiche di funzionamento dei software prioritari (quelli ufficiali, in teoria vietati) col risultato che, nonostante l’elettronica unica, tutti possano continuare a mantenere i propri sistemi e i propri vantaggi. Infatti la piattaforma inerziale ha un “cervello” programmabile cui è possibile trasmettere dati “personali” andando contro il regolamento tecnico della MotoGP.

FINE DELL’ILLECITO – Per i tecnici Dorna che effettuano controlli è praticamente impossibile scovare una eventuale manomissione, perché è in realtà un computer collegato da una linea CAN che potrebbe ricevere un numero di input che non è previsto dalla normativa Dorna, quindi “drogare” l’output, alterando la logica del software unificato. In questo modo sarebbe comprensibile, ad esempio, una maggiore conservazione della gomma posteriore che consente di essere più veloci negli ultimi giri (e su cui Yamaha è in notevole ritardo rispetto a Honda e Ducati). Con una IMU unificata dal prossimo campionato potremo attenderci Gran Premi con moto più vicine, scontri ravvicinati, ma anche un maggior rischio di incidenti. Show must go on! (Here this story in Enghlish)

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