MotoGP Mugello Un tranquillo venerdi, ma i timori restano

MotoGP Mugello Un tranquillo venerdi, ma i timori restano

Marc Marquez applaudito nel retrobox, nessun fischio per Jorge Lorenzo. Ma la vigilanza è dappertutto. E qualche striscione inquieta…

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E’ lo stesso Mugello di sempre. Il verde delle colline toscane, il rombo dei motori. Nessun fischio, nessuna contestazione ai piloti “nemici” di Rossi. Tutto tranquillo, il venerdi è filato liscio.

E’ lo stesso Mugello di sempre, non noto alcun cambiamento” glissa un Jorge Lorenzo poco incline a parlare dell’argomento sicurezza. “I guardiaspalle? Domenica c’è una gara importante, ho altri pensieri.”

Il van HRC di Marquez controllato a vista
Il van HRC di Marquez controllato a vista

Più loquace Marc Marquez che a fine prove, nel retrobox, è stato acclamato da una piccola folla che accalcata alle transenne di protezione chiedeva autografi e selfie. “Girando in pista ho visto molto giallo, e neanche una bandiera con il 93 ma è naturale, siamo a casa di Valentino” ci scherza su il quattro volte campione del Mondo.

Comunque non è vero che le misure di sicurezza sono state ammorbidite . Non solo i piloti più in vista sono seguiti come ombra dai guardiaspalle della Dorna, ma anche i van delle squadre sono piantonati dal personale dell’agenzia tedesca a cui il promoter del Mondiale ha affidato la tranquillità del paddock.

Fuori, sui giganteschi prati dove tra sabato pomeriggio e notte si radunerà la tifoseria più calda, per adesso nessun problema. In tribuna centrale, a inizio pomeriggio, proprio davanti al box di Valentino Rossi è stato appeso lo striscione “Dio perdona il Mugello no”. Ma dopo le qualifiche MotoGP è stato coperto da un altro drappo, meno polemico.

Piccolezze. Speriamo che duri.

 

 

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