MotoGP: Marquez-Honda, l’elogio della follia

MotoGP: Marquez-Honda, l’elogio della follia

Marc Marquez ed il suo rinnovo con Repsol Honda Team per altre due annate: una priorità per entrambe le parti, per vincere ancora insieme.

di Massimiliano Garavini

Ecco fatto. Marc Márquez ha firmato. Con buona pace di molti, il campione del mondo ha manifestato con parole di soddisfazione l’accordo raggiunto. Aggiungiamo noi che questo fatto mette a tacere molte cose: la ridda di supposizioni – del tutto inutili – per esempio, che hanno preceduto la sigla sul contratto. Che poi è una non-notizia: il #93 aveva dichiarato in molte interviste che la sua priorità era di rimanere dove stava e dove vinceva. Per continuare a farlo. Sarà forse anche perché le tentazioni, economiche e d’orgoglio, di cambiare bandiera, non sembrano portare granché bene. La tanto sospirata prosecuzione del rapporto Márquez-HRC era in ogni caso già nell’aria.

Il giornalista catalano Emilio Pérez de Rozas, molto vicino a Márquez, ha dichiarato recentemente, a proposito delle ipotesi che volevano un avvicinamento del campione a KTM: «Marc sta bene con la Honda, con Puig, con la sua squadra. I soldi o il desiderio di dimostrare che è il pilota a vincere, a prescindere dal mezzo, che per altri hanno costituito un forte incentivo al cambiamento, per lui non sono l’aspetto fondamentale». Quindi l’aspetto fondamentale qual è? Forse il sentirsi a “casa”, un po’ come in una seconda famiglia, non meno importante della prima, secondo Pérez de Rozas; questo pensiero è condiviso anche da Yoshishige Nomura, Presidente di HRC: «Sono molto contento che Márquez continui a correre per la nostra squadra ufficiale. Marc ha costantemente spinto se stesso al limite ed è maturato come pilota, portando a Honda molti titoli. Siamo in grado di annunciare il rinnovo del contratto così presto grazie alla nostra fiducia reciproca e alla passione comune per le corse. Sono certo che potremo fornirgli l’ambiente adatto per concentrarsi sull’ultimo test in Qatar e sono certo che potremo iniziare il 2018 bene. HRC continuerà la sua sfida con Márquez, un pilota essenziale per il futuro della MotoGP».

“Missione Puig” centrata; il fuoriclasse resta nel giardino di casa Honda, per vincere assieme. Fornire l’ambiente adatto, la fiducia reciproca, farlo sentire un pilota essenziale. Quindi tutto gli viene costruito attorno. In questo modo la festa, per gli altri, sembra solo rinviata. Perché il grande spauracchio è che, al netto di improbabili movimenti di mercato – che a questo punto riguarderanno i rincalzi, difficilmente i top rider – le prossime due stagioni saranno del tutto simili a quelle che le hanno precedute. Crediamo che Honda, con la mossa del cavallo Márquez, abbia bloccato tutte le speculazioni; un’operazione cercata, voluta, pianificata. Dopo l’insuccesso alla Parigi-Dakar, gara che era tra gli obiettivi primari di HRC, in Giappone non avrebbero mai permesso un altro fallimento.

Per spiegare invece la firma dal lato del pilota, facciamo nostra una chiosa del giornalista Mat Oxley: «Questo è il metodo della follia di Márquez. Alcune persone sostengono che i corridori si schiantano perché non sanno cosa stanno facendo, ma quando Márquez si schianta, sa esattamente cosa sta facendo. Conferma assolutamente e definitivamente dove sta il limite, assorbendo e processando le informazioni. Molti riders dicono che non possono andare più veloci perché sono al limite. Ma come fanno a saperlo senza spingersi un po’ oltre? Come ha detto Bill Hicks, c’è una sporgenza oltre il limite, dove è possibile sopravvivere se sei abbastanza audace. Ecco dove sta Márquez: sulla sporgenza oltre il limite. E finora, nessun altro ha trovato questa sporgenza». Ecco la forza del pilota Márquez: l’elogio della follia, coniugato alla lucidità estrema. E poi, volete mettere quanto si sta bene in famiglia?

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