MotoGP, Marc Marquez: “Per battere Ducati dobbiamo lavorare”

MotoGP, Marc Marquez: “Per battere Ducati dobbiamo lavorare”

Marc Marquez si avvicina al quinto titolo MotoGP, ma per battere Ducati dovrà migliorarsi sia a livello personale che a livello tecnico. “Sono umano e voglio migliorarmi ancora”.

di Luigi Ciamburro
Marc Marquez

Marc Marquez attende la sentenza aritmetica per aggiudicarsi il settimo titolo di campione del mondo, il quinto in MotoGP a sei anni dal suo esordio. Nel 2017 ha dovuto attendere l’ultimo GP di Valencia, quest’anno potrebbe arrivare con due o tre gare d’anticipo, ma in casa Honda l’attenzione deve essere già rivolta al futuro, perchè senza quelle tre cadute di Andrea Dovizioso nella prima parte di stagione oggi la situazione sarebbe ben diversa, o addirittura capovolta.

Ducati ha saputo portare la Desmosedici ad un livello superiore, a limiti preoccupanti per la Honda, chiamata ad un lavoro extra durante il prossimo inverno per dare a Marc Marquez una RC213V all’altezza. Dopo la pausa estiva le due Rosse di Borgo Panigale hanno collezionato pole e vittorie, ad Aragon a fare la differenza è stata la gomma soft al posteriore decisa nelle ultime ore prima della gara. Senza quell’azzardo strategico la vittoria sarebbe scivolata ancora una volta nelle mani del forlivese. A cinque gare dalla fine e con 72 punti di vantaggio si possono dormire sonni tranquilli, ma i tecnici HRC sono al lavoro da tempo, come attestato da quella “misteriosa” moto con livrea nera intravista durante i test privati.

Marc Marquez sembra orientato anche a cambiare qualcosa nel suo stile di guida e a migliorarsi ulteriormente. Su quest’ultimo aspetto servirà molto la convivenza con Jorge Lorenzo già dal test di Valencia a novembre. “Certo che posso migliorarmi, sono umano, posso e voglio migliorare, ogni anno impari qualcosa. Dobbiamo migliorare, dobbiamo lavorare se vogliamo lottare ancora per il titolo“. Sei vittorie stagionali per Ducati, sette in casa Honda, numeri che lasciano spazio alla riflessione. Nella seconda parte del Mondiale i tecnici di Borgo Panigale, una volta allestita un’ottima base e soddisfatte le richieste di Lorenzo, hanno lavorato diligentemente sui dettagli. Ma resta un altro punto di forza indissolubile della Ducati: la velocità di punta.”La nostra moto è molto forte nelle curve strette, mi sono sentito molto bene anche in pista [in Aragon] in frenata, ma la Ducati è diversa e richiede uno stile di guida diverso“, ha sottolineato il fenomeno di Cervera. “Specialmente con la gomma nuova sono molto forti perché partono sempre dalla prima fila o dalla pole position“.

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