MotoGP, Lin Jarvis: “Non concordo con Vinales, anche Rossi è frustrato”

MotoGP, Lin Jarvis: “Non concordo con Vinales, anche Rossi è frustrato”

Lin Jarvis anticipa alcune soluzioni del team Yamaha per il 2019. Ma la prossima M1 non sarà realizzata su misura di Maverick Vinales.

di Luigi Ciamburro
PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - OCTOBER 22: Valentino Rossi of Italy and Movistar Yamaha MotoGP leads Maverick Vinales of Spain and Movistar Yamaha MotoGP during the MotoGP race during the 2017 MotoGP of Australia at Phillip Island Grand Prix Circuit on October 22, 2017 in Phillip Island, Australia. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Dalla Thailandia alla Malesia la Yamaha sembra aver compiuto qualche progresso in termini di elettronica, anche se i buoni risultati sono stati possibili grazie a fattori esterni. Vedi la carcassa più rigida al posteriore in Thailandia o i lunghi curvoni di Phillip Island che richiedono poche brusche frenate e ripartenze. Ma resta evidente un certo lavoro sull’elettronica compiuta da Michele Gadda e altri ingegneri impegnati sia sulla divisione italiana che nella sede centrale di Iwata.

CAMBIAMENTI NEL BOX – Il Blue Team ha urgenza di intraprendere un’inversione di tendenza repentina, a cominciare dal test di Valencia del 20-21 novembre, quando esordirà il motore 2019. La vittoria australiana di Vinales, la grande prestazione di Rossi in Malesia, non sono veri e propri spiragli di luce indicanti che la fine del tunnel è ormai vicina, ma occasioni per lavorare con maggior ottimismo da qui alla prossima primavera, secondo nuove prospettive e modalità. Lin Jarvis ha preannunciato importanti cambiamenti a tutti i livelli: basti pensare all’arrivo di Esteban Garcia nel box di Maverick, allo spostamento di Ramon Forcada e Wilco Zeelenberg nel team satellite SIC Petronas, l’esordio nei panni di collaudatore di Jonas Folger, la costituzione di un reparto elettronica con base in Italia. “Ci saranno altri cambiamenti all’interno della nostra organizzazione, sicuramente nel modo in cui cerchiamo di risolvere i problemi. Non posso dire altro – sottolinea Jarvis a Crash.net -. Avremo più ingegneri e nuovi ingegneri, ma non posso dire dove“.

YAMAHA TRA ROSSI E VINALES – Il pilota di Roses spinge per avere maggior voce in capitolo sullo sviluppo della M1 2019, anche a costo di procedere su due strade diverse, ma pare che la sua richiesta non sarà accolta. “Non sono molto d’accordo con i suoi commenti. Certo, ci sono cose che sta cercando e si sente frustrato… ma Valentino potrebbe dire la stessa cosa. Non è solo un problema di Maverick, ma di entrambi. Ovviamente ci saranno componenti unici, come la specifica del motore – precisa Lin Jarvis -. Questo è qualcosa che non possiamo cambiare. Possiamo sceglierne uno soltanto. Quindi è molto importante scegliere le specifiche corrette all’inizio dell’anno. Più o meno, tutte le altre cose possono essere regolate, modificate, personalizzate… Non è vero che non abbiamo ascoltato Maverick. Abbiamo ascoltato entrambi, ma entrambi sono frustrati“.

MOTORE, ELETTRONICA, INGEGNERI – Al termine della stagione 2018 sono ben chiari i problemi riscontrati e su cui lavorare nella pausa invernale. “Sicuramente penso che un motore più dolce sarebbe stato vantaggioso per i nostri piloti. Penso che il motore sia un po’ brusco nei bassi regimi… L’elettronica è l’altra cosa. Il modo di gestire e lavorare con il nuovo software unificato. Credo fermamente che i nostri concorrenti hanno un vantaggio su di noi perché hanno capito di più su come lavorare con il sistema“. A Valencia arriverà la prima grande novità del prototipo 2019: “Lì testeremo il nuovo motore. Abbiamo due test [uno a Valencia, uno a Jerez], entrambi importanti. Ad ogni test proveremo cose diverse. Non posso dare altri dettagli“. Di certo saranno reclutati nuovi ingegneri, sia per la divisione a Gerno di Lesmo che nella fabbrica di Iwata: “In Giappone rivedranno l’organizzazione e probabilmente ci sarà più forza lavoro – conclude Lin Jarvis -. In Europa, abbiamo ridistribuito alcune delle priorità e delle responsabilità ad alcune delle nostre persone, ma sicuramente avremo anche bisogno di personale aggiuntivo“.

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