MotoGP Le Mans, Valentino Rossi: “Migliorare non è facile”

MotoGP Le Mans, Valentino Rossi: “Migliorare non è facile”

Valentino Rossi può sorridere dopo il 3° posto nelle libere del venerdì a Le Mans. “La moto è buona, dobbiamo migliorare in alcune aree, ma non è facile”

di Luigi Ciamburro
Valentino Rossi a Le Mans

Valentino Rossi ha chiuso il venerdì di prove libere a Le Mans con il 3° posto, a soli 233 millesimi dal best lap di Andrea Dovizioso. Il tracciato francese riserva gradite sorprese alla Yamaha M1 che qui può beneficiare di un layout favorevole, di un asfalto con alto grip e temperature piuttosto contenute che non mettono in crisi le gomme e non richiedono particolari doti elettroniche. Ma i due principali protagonisti del Mondiale restano avanti dimostrando di avere un altro passo, sia sul giro secco che sul passo gara.

LAYOUT FAVOREVOLE – Le curve “stop-and-go” non sembrano in teoria favorevoli alle Yamaha, in quanto richiedono un’accelerazione ottimale. Difficile dare una risposta univoca sul perchè Le Mans è forse la miglior pista per il team di Iwata: “È molto difficile rispondere, veniamo da Jerez dove abbiamo avuto grossi problemi, qui e tutto è a posto, questa è la connessione tra la moto, la gomma e la pista che funziona”. Con le curve brevi e veloci i problemi di elettronica sono meno pronunciati. “Su questa pista hai tradizionalmente meno slittamento perché le curve sono più brevi e l’asfalto ha più grip, quindi quando queste due cose si uniscono l’elettronica non è più così importante ed è per questo che soffriamo meno. Dimostra che la moto è buona, ma dobbiamo ancora migliorare in alcune aree, il che non è così facile”.

STRATEGIA GOMME – Valentino Rossi ha dovuto lavorare anche un po’ controcorrente rispetto agli avversari, montando la posteriore morbida al mattino e la dura al pomeriggio, per poter valutare la miglior strategia pneumatici in ottica qualifiche e gara. “Sarà molto importante scegliere la gomma posteriore, per noi il soft è un po’ al limite”. Il terzo posto può strappare un sorriso, ma non farà dormire sonni tranquilli, perchè per risolvere i problemi sulla centralina serviranno almeno un paio di mesi. “È stato un inizio migliore di quanto mi aspettassi. Dopo il test a Jerez e anche dopo quello al Mugello ero preoccupato perché non stavo viaggiando molto velocemente. E’ solo l’inizio, ma è più divertente che a Jerez”.

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