MotoGP: Jorge Lorenzo “Servono i cartellini rossi come nel calcio”

MotoGP: Jorge Lorenzo “Servono i cartellini rossi come nel calcio”

Jorge Lorenzo è tornato sulla rivalità fra Rossi e Marquez a margine della presentazione del suo terzo libro. E sul futuro dice che…

di Redazione Corsedimoto
MADRID, SPAIN - APRIL 12: Jorge Lorenzo presents his book 'Lo que Aprendi Hasta los 30' at Intercontinental Hotel on April 12, 2018 in Madrid, Spain. (Photo by Pablo Cuadra/Getty Images)

Jorge Lorenzo ha presentato a Madrid il suo terzo libro. Aldilà dell’interesse suscitato per la nuova opera, la sequela di domande dei giornalisti si è indirizzata verso la particolare situazione che sta vivendo la MotoGP. E anche lo stesso pilota maiorchino il bilico fra rinnovo Ducati (difficile) e approdo in Suzuki (probabile). Ecco alcune risposte che Jorge Lorenzo ha dato all’inviato de La Gazzetta dello Sport in edicola  venerdi 13 aprile. Tiene banco il rinfocolarsi della rivalità fra Valentino Rossi e Marc Marquez.

Capisco che sia un tema di attualità, ma è una questione tra Rossi e Marquez, non mi riguarda. Sono cose che succedono in corsa: ci sono frizioni, litigi, visioni differenti. Però tutto ciò che sta succedendo ora tra un mese sarà dimenticato, nessuno ne parlerà più. Sono abituato a vivere situazioni simili, tanto da protagonista come da spettatore”.

La tensione tra i due può portare benefici a lei o ad altri?

“Non penso, è una cosa irrilevante a cui non dedico nemmeno un secondo dei miei pensieri. Non cambia la mia situazione né condiziona il mio rendimento. Non so come si risolverà, però non posso fare molto per cambiarla”.

E a livello di regolamento, si aspetta che ad Austin ci sia una riunione tra voi piloti e siano prese decisioni per fare chiarezza a livello disciplinare?

“La mia opinione sul tema è la stessa da anni: il motociclismo è come il calcio, se l’arbitro non è rigoroso e non tira fuori cartellini gialli e rossi alla giocata successiva c’è sempre chi entra coi tacchetti sul collo dell’avversario. Vediamo se la rigorosità promessa dalla direzione di gara sarà sufficiente per fermare certi comportamenti”.

La sua relazione con Dovizioso come procede?

Bene. Da fuori si ha la percezione che il mio rapporto con lui sia cambiato negli ultimi mesi, ma non è così. Ho detto certe cose su di lui in un’intervista (“ha sempre provato a minare il mio morale e continua a farlo”, n.d.r.) perché avevano un senso. Posso capire che tanta gente non abbia capito il perché delle mie parole però non c’era nulla di strano: se uno conosce tutta la storia comprende anche il significato di ciò che volevo dire».

In questi giorni si è parlato di un interesse della Suzuki per lei.

“Tutti sanno ciò che sono capace di fare quando sto bene in sella a una moto, il mio obiettivo, al quale sto dedicando tutte le mie energie, è quello di far bene con la Ducati. Io voglio restare, magari potessi chiudere in Ducati la carriera. Poi tutto dipende dalla soddisfazione personale e dai risultati: se le cose vanno male né io né la Ducati vorremo continuare il nostro viaggio insieme. L’ha detto l’altro giorno anche Davide Tardozzi, è naturale. Però se sto bene vinco tanto, e l’obiettivo è riuscirci in Ducati”.

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  1. fabu - 8 mesi fa

    questo ragazzo ha dei seri problemi a collegare la testa con la lingua. che senso ha raccontare solo metà della storia e poi dire che tanta gente non ha capito il perché delle sue parole perché non conosce l’altra metà..

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  2. fabu - 8 mesi fa

    questo ragazzo ha dei seri problemi a collegare la testa con la lingua. cosa significa raccontare solo metà della storia e poi dire che tanta gente non ha capito il perché delle sue parole. o la racconti o stai zitto.

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  3. andreattfan - 8 mesi fa

    E no caro Lorenzo, il problema è che il motociclismo non è mai stato come il calcio. Se oggi i due mondi sono sovrapponibili è proprio grazie a personaggi come il maiorchino, la famiglia Marquez e DORNA con il suo atteggiamento opportunisticamente imbelle (e qui il tifo non c’entra nulla). Esiste un regolamento che se fosse stato applicato rigorosamente e non piegato ai soliti interessi economici, non avrebbe fatto figli e figliastri negli ultimi anni.

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