MotoGP: Jorge Lorenzo, la grande fatica

MotoGP: Jorge Lorenzo, la grande fatica

L’affaticamento del maiorchino non dipende da mancanza di preparazione, ma da problematiche tecniche. Ecco quali

di Massimiliano Garavini
LE MANS, FRANCE - MAY 19: Jorge Lorenzo of Spain and Ducati Team rounds the bend during the qualifying practice during the MotoGp of France - Qualifying on May 19, 2018 in Le Mans, France. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

A Le Mans i media italiani si sono concentrati sulle dichiarazioni post gara di Jorge Lorenzo, che aveva ammesso «per essere veloce devo usare troppa energia e dopo sei o sette giri, perdo forza e il cervello non è più lucido. Per migliorare quegli aspetti, però, la Ducati mi deve credere, anche se adesso è complicato che mi credano. Ma è così».

SERBATOIO – La stanchezza del maiorchino è apparsa ai più, declinata in molti modi, come una scusa. C’è però anche un altro punto di vista, che merita di essere analizzato: abbiamo letto con attenzione l’analisi di David Emmett sulle colonne di motomatters.com che sostiene una tesi differente. Secondo il giornalista olandese Lorenzo avrebbe circoscritto i problemi in sella alla Desmosedici alla difficoltà di assecondare il movimento del corpo in frenata. Il particolare che causerebbe questo eccessivo dispendio di energie fisiche da parte del pilota sarebbe il (finto) serbatoio. Rivisto nella forma rispetto al modello del 2017, non sarebbe gradito al cinque volte campione del mondo. L’ergonomia di questo componente non gli permetterebbe di utilizzare il corpo per scaricare il lavoro delle braccia durante le staccate più accentuate.

ANALISI – Una spiegazione che può aiutare a capire la dichiarazione di Lorenzo a proposito di “perdere forza e lucidità”. Il #99 ha aggiunto: «non ho avuto un buon supporto con il serbatoio; non riesco a mantenere la resistenza per tutta la gara, ne soffro fin dall’inizio su piste come Austin e anche a Le Mans dove ci sono molte frenate brusche. Così diventa più difficile mantenere la velocità in curva,  è necessario rallentare per far curvare la moto». L’affermazione del pilota è stata ripresa dal collega spagnolo Mela Chercoles; in un’intervista a Paolo Ciabatti apparsa su AS.com, il giornalista non ha girato attorno all’argomento: «è difficile credere che i problemi di Lorenzo» – sostiene Chercoles – « siano, come dice lui, causati dalla sua posizione sulla moto. Dopo un inizio gara come quello che ha fatto e la conseguente perdita di posizioni fino al sesto posto finale». La risposta del direttore sportivo di Ducati è illuminante: «è tutto vero. [Lorenzo] Ha terminato la gara molto stanco, perché la posizione sulla moto, date le sue caratteristiche e il modo in cui guida, gli causa molta fatica. Non si sente a suo agio, si stanca e il suo ritmo scende».

STRATEGIA 2019 – Ciabatti afferma inoltre che prima di prendere una decisione definitiva sul futuro dei piloti, occorra verificare i risultati del lavoro svolto. «Se non riusciamo a risolvere questa situazione» è il pensiero del manager italiano «assisteremo sempre a gare come quella di Le Mans, che non rappresentano il livello di Jorge o i risultati che lui intende ottenere». I due giorni di test a Barcellona che valuteranno i rinnovati lavori di riasfaltatura, saranno l’occasione, secondo Ciabatti, di provare a sistemare i dettagli mancanti. In ogni caso, conclude il direttore sportivo, non si potrà procrastinare una decisione sul futuro di Lorenzo oltre la data del GP de Catalunya: «per rispetto degli altri corridori [Danilo Petrucci], che hanno la possibilità di andare in un’altra squadra e devono essere liberi di farlo».

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  1. fabu - 6 mesi fa

    certo che dopo un anno e mezzo di prove e weekend di gara non avere ancora sistemato la posizione di guida…e spendono follie per far diventare una moto un aeroplano.

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