MotoGP, Johann Zarco: “KTM può diventare più veloce della Yamaha”

MotoGP, Johann Zarco: “KTM può diventare più veloce della Yamaha”

Johann Zarco, dopo un biennio in Yamaha, ha accettato la sfida con KTM. L’inizio è tutto in salita, ma nel medio termine la RC16 può diventare più veloce della M1.

di Luigi Ciamburro
Johann Zarco in KTM

Dopo due titoli iridati in Moto2 Johann Zarco ha conquistato la fiducia del team Tech3, che gli ha aperto le porte della MotoGP portandolo a contatto con i big della classe regina. Al suo esordio in sella alla M1 ha sbalordito tutti, portandosi in testa al gruppo nel GP del Qatar, prima di commettere un errore che lo ha costretto al ritiro. Da allora ha collezionato sei podi in un biennio con una moto satellite, in molte occasioni si è lasciato alle spalle le Yamaha ufficiali di Valentino Rossi e Maverick Vinales, diventando motivo di studio per i tecnici di Iwata.

L’IMPRESA DI ZARCO – Il francese ha rifiutato l’ingaggio offertogli da Repsol Honda per inseguire un obiettivo ancora più ambizioso con KTM e Red Bull, seguendo le orme di Tech3 che a inizio 2018 ha scelto di tagliare il cordone ombelicale con Yamaha per legarsi alla casa di Mattighofen. Sul piatto moto ufficiali e condizioni più favorevoli e durature nel tempo. “Quando guardiamo indietro, sono stati chiaramente due anni importanti per Tech3, perché il profilo della squadra è stato elevato“, ha detto Herve Poncharal a Crash.net. “Siamo stati visti come un potenziale vincitore, spesso prendendo podi, prime file, pole position e combattendo con tutti i migliori come Marc e Vale. Ciò non avviene spesso come squadra satellite, lo sta facendo Cal [Crutchlow, ndr], ma non ci riescono in tanti. Penso che questo ci abbia aiutato a finalizzare la trattativa con KTM“.

DA CULON A ESCHENBACHER – Davanti a sé non c’è un cammino in discesa, serve tempo per portare la RC16 a livelli da podio, ma Johann Zarco ha riposto tutta la sua fiducia. A traghettarlo verso i piani alti della classifica il tecnico tedesco Marcus Eschenbacher, fino a metà 2018 capotecnico di Aleix Espargaró in Aprilia. “Lavora molto metodicamente. Testiamo una cosa dopo l’altra. Ecco perché spesso abbiamo bisogno di quasi sei giorni di test. Ma almeno non c’è confusione. Ha davvero una lunga lista di cose da testare – ha detto il francese a Speedweek.com . Anche dopo, quando torna a casa, analizza i dati e mi manda dei messaggi. Ha molta esperienza, un po’ come Guy [Coulon, ndr], ma con uno strumento in più: può controllare i miei sentimenti con i dati. Guy non l’ha fatto… quando Marcus trova un dubbio lo controlla, mentre Guy deve chiedere ad un uomo ad interim. Questo richiede più tempo“.

IL POTENZIALE KTM – Sarà una corsa contro il tempo, perché bisogna modificare lo stile di guida e adattarsi ad un motore V4 che richiede una percorrenza di curva più “angolare”, dopo due stagioni con il quattro cilindri in linea della M1. A sua completa disposizione una decina di ingegneri, rispetto ai cinque di cui beneficiava in un team privato, però occorre maggior dedizione  e più incontri tecnici per consentire alla RC16 di velocizzare i tempi dello sviluppo. “Non è facile essere subito veloce. Alla Yamaha ho avuto alcune cose importanti. Ottieni il massimo e arrivi a un certo punto. Con KTM iniziamo da più lontano, ma se lavoriamo bene – ha concluso Johann Zarco – possiamo essere più veloci di una M1“.

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