MotoGP: Iannone “Pazienza e concentrazione sono la chiave per il successo”

MotoGP: Iannone “Pazienza e concentrazione sono la chiave per il successo”

Il pilota di Vasto ha chiuso una prima stagione complessa con Suzuki, ma guarda al futuro con rinnovata fiducia nei suoi mezzi e nei suoi meccanici, sicuro che i risultati arriveranno.

Si è chiuso il 2017 ed è iniziato un nuovo anno, ma Andrea Iannone ha voluto tracciare un bilancio della sua prima annata con il team Suzuki Ecstar: è stata infatti una stagione più complessa di quanto ci si aspettasse, ricca di problemi sia tecnici che di adattamento per il pilota di Vasto, che però guarda con fiducia al 2018, forte di un anno di esperienza con la squadra giapponese e sicuro che il duro lavoro compiuto fino a questo momento porterà i suoi frutti.

“Il 2017 non è stato semplice per noi” ha esordito Iannone con un post riportato nel Team Suzuki Racing Magazine, “anzi è stato decisamente più duro di quanto ci aspettassimo. Quando abbiamo testato per la prima volta la GSX-RR a Valencia l’anno scorso, il feeling è stato positivo e tutta la squadra pensava di poter ottenere bei risultati nel corso della stagione.” Una previsione ottimistica, visto anche quanto era riuscito ad ottenere il suo predecessore Vinales (una vittoria e tre terzi posti nel 2016, anno chiuso con la quarta piazza iridata). “Sfortunatamente questo non è successo” ha ammesso l’italiano. “Abbiamo iniziato immediatamente ad avere problemi e ci ho messo parecchio ad adattarmi alla Suzuki. Il mio capomeccanico Marco Rigamonti, come me, era nuovo della squadra e questo voleva dire che dovevamo partire da zero con la moto e con la filosofia di lavoro della compagnia giapponese.”

Il problema maggiore è stato appunto adattarsi ad un team e ad una moto completamente diversi: per quattro stagioni infatti Iannone ha guidato la Desmosedici prima con Pramac Racing (2013-2014), per poi essere promosso nel team ufficiale Ducati accanto ad Andrea Dovizioso (2015-2016). “Ogni squadra in MotoGP è diversa” ha riconosciuto ‘The Maniac’, “e quando vivi in un dato ambiente per molto tempo non è facile cambiare completamente. Col tempo però impari ad aver fiducia nei colleghi ed a fare tesoro di tutto ciò che possono insegnarti sulla moto, dai meccanici agli ingegneri. Pazienza e concentrazione sono la chiave per il successo: questo è qualcosa in cui ho sempre creduto e del quale ho avuto la dimostrazione anche quest’anno. Abbiamo continuato a lavorare, passo dopo passo, ma nonostante la frustrazione non abbiamo mai perso la fiducia. Alla fine, prima a Brno e poi ad Aragón sono arrivate nuove soluzioni tecniche: abbiamo trovato alcuni errori e la stagione ci è sembrata più luminosa.”

Non dimentica poi le difficoltà vissute anche dal nuovo compagno di squadra, né dell’aiuto fornito dai sostituti di quest’ultimo: “Alex Rins, quando è tornato dall’infortunio, ci ha dato un aiuto importante nella raccolta di informazioni, così come Sylvain Guintoli, che ci ha fornito il suo punto di vista. Non ci dimentichiamoci poi di Takuya Tsuda, che ha svolto il duro lavoro di testare i pezzi a Hamamatsu, in Giappone.” Conclude poi così: “Tutti assieme siamo riusciti a superare una difficile prima parte di stagione grazie alla fiducia gli uni negli altri ed al duro lavoro: è questa le lezione più grande che ho imparato nel mio primo anno in Suzuki.”

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